Gli scatti intimi e sensuali di Sevina Karageorgou

Gli scatti intimi e sensuali di Sevina Karageorgou

Buddy · 6 mesi fa · Photography

Sevina Karageorgou, aka sevinaqee, è una giovane fotografa greca capace di ritrarre con assoluta naturelezza momenti di imprevedibile intimità.

La sua camera non è mai invadente, la fotografia mai costruita, l’attimo attraversa il suo sguardo quasi rallentando per essere imprigionato dal suo obiettivo.

Le sue immagini, scattate rigorosamente in analogico, e giocando spesso con la doppia esposizione, sono sempre sognanti e delicate. Raccontano istanti caldi e familiari, un personale album dei ricordi a cui chiunque può accedere, in cui chiunque può ritrovare un pezzo di sé.

Gli scatti intimi e sensuali di Sevina Karageorgou | Collater.al
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Luminous Phenomena, una collana dedicata alla fotografia internazionale

Luminous Phenomena, una collana dedicata alla fotografia internazionale

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Cosa sono le immagini se non fenomeni luminosi? È da questa riflessione che circa un anno fa NFC Edizioni, per festeggiare dieci anni di attività, ha sentito il bisogno di dar vita a Luminous Phenomena, una collana dedicata interamente alla fotografia internazionale.

Luminous Phenomena nasce dalla volontà di creare uno spazio dove fotografi affermati ed emergenti possano esprimersi liberamente, curando ogni aspetto della pubblicazione, dal colore della copertina alla selezione delle fotografie. 

In questi libri dal piccolo formato, che permette di tenerli in mano rimpiazzando per qualche istante lo schermo dello smartphone, si riscopre l’importanza del corpo e di come questo si confronti con l’ambiente circostante. 

Alba Zari

Il primo volume, uscito a settembre 2020, è dedicato a Lady Tarin, da allora sono stati pubblicati altri tre volumi, rispettivamente dedicati a Aleksey D’Havlcyon, Giulia Agostini e Alba Zari

Luminous Phenomena è una di quelle pubblicazioni da sfoggiare sulla mensola migliore.
Noi di Collater.al abbiamo avuto la fortuna di parlarne direttamente con Amedeo Bartolini, direttore editoriale e fondatore di Agenzia NFC e NFC Edizioni, e Guya Bacciocchi, direttrice della collana, che ci hanno svelato qualcosa in più sul progetto.

Non perdetevi l’intervista qui sotto, qualche scatto incluso nel libri e per saperne di più visitate il sito dedicato

Prima di parlare di questa nuova collana di libri fotografici, puoi raccontarci come hai iniziato il tuo percorso nell’ambito dell’editoria e quando hai deciso di fondare Agenzia NFC? 

Amedeo: La nostra storia nasce, e cresce, in un momento di profonda crisi economica. Ho fondato Agenzia NFC (agenzia di comunicazione) nel 2010, intravedendo l’opportunità di collocarmi in un settore forse un po’ “stanco”: c’era bisogno di una realtà più smart e più dinamica e un paio di anni dopo, nel 2012, ho seguito la mia grande passione per i libri e ho deciso di scommettere sulla carta stampata, e quindi di fondare NFC Edizioni. 

Per i 10 anni di NFC Edizioni avete lanciato “Luminous Phenomena”, una collana dedicata alla fotografia internazionale. Com’è nata l’idea di questa collana? Perché avete scelto questo nome? 

Amedeo: Per anni l’idea di una collana fotografica è stata nella mia testa come un tarlo, che piano piano si è fatto strada nella mia mente.
Nel 2020 mi sono ritrovato sbalzato in una realtà dove l’unica cosa che avevo in abbondanza era il TEMPO. Quindi ho deciso di usare questo periodo di stallo per costruire qualcosa di positivo, come nel 2010 ho cercato di trovare il modo di reagire a un momento di forte crisi.
Alla fine ho deciso di dare un nome al mio “tarlo”, e così è nata la collana “Luminous Phenomena”. Il nome si ispira deliberatamente e sfacciatamente a “The Pencil of Nature” di Talbot, rendendogli omaggio e rivisitandone il pensiero – lo studio dei fenomeni luminosi! – in chiave contemporanea.

Aleksey D’Havlcyon


La parola d’ordine di questa collana è AVVICINARE; vorrei creare nuovi collezionisti di fotografia. Proprio per questo nell’edizione Deluxe (DE) dei Luminous Phenomena c’è una fotografia in tiratura dell’artista. Immagino la mia parete di casa dedicata alla collana piena di fotografie in formato 10×15 cm.

Qual è il tema che accomuna i fotografi scelti? 

Guya: Non mi sento di dire che ci sia un tema ricorrente nei fotografi che abbiamo selezionato sino ad ora. Forse l’unica nota che li accomuna è il corpo.La collana, infatti, non voleva essere legata a un unico soggetto, ma volevamo si potessero raccontare luoghi, persone e storie ogni volta diverse, nuove, volevamo che ogni artista ci potesse portare liberamente nel suo universo onirico.

Per il momento i volumi usciti sono quattro. Dobbiamo aspettarcene altri? Potete svelarci qualcosa? 

Amedeo: Dico sempre che spero che questa collana mi accompagni fino alla pensione! Il mio desiderio sarebbe poter continuare a impegnarmi su questo progetto per ancora molto tempo; lo trovo estremamente stimolante e gratificante, in più questi libri sono così belli!
In questi giorni stiamo lavorando al vol. 5 dedicato a Cloro, con un testo di Lorenzo Castore e di Martha ter Horst.
Il vol. 6 sarà particolare, celebrerà il primo anno di “Luminous Phenomena”, e proprio per questo abbiamo deciso di raccontare qualcosa di molto vicino alla nostra sede riminese. Non voglio svelare troppo dei prossimi volumi, vi dico solo alcuni dei paesi da cui “ruberemo” fotografi per i prossimi volumi: Inghilterra, Messico e Marocco.

Come avviene la selezione dei fotografi per questa collana? 

Guya: Chi si aspetta una scelta ponderata, sbaglia! La selezione dei fotografi è fatta di emozioni, di farfalle nello stomaco e di stupore.
Ogni artista ci ha colpiti per una peculiarità e ha fatto scaturire in noi la curiosità, la voglia di saperne sempre di più, la necessità di voler raccontare una storia. I fotografi che abbiamo scelto sono quelli che ci hanno fatto fermare, che ci hanno fatto riflettere, e che ci hanno lasciato senza fiato. Alcuni artisti li conoscevamo già, altri li abbiamo trovati girovagando per il web.

Ogni volume è un’esperienza nuova, per noi e per loro: vogliamo che l’artista sia coinvolto a 360 gradi, dalla scelta di chi sarà a scrivere l’essay, agli scatti da mettere nel libro, al colore della copertina che sarà la prima parte emozionale di ogni volume (la scelta è tra 27 tonalità della Fedrigoni Sirio Color).
Vogliamo che ogni volume di Luminous Phenomena racconti una storia nuova, che ci faccia sognare.

Giulia Agostini

Ogni volume è un’esperienza nuova, per noi e per loro: vogliamo che l’artista sia coinvolto a 360 gradi, dalla scelta di chi sarà a scrivere l’essay, agli scatti da mettere nel libro, al colore della copertina che sarà la prima parte emozionale di ogni volume (la scelta è tra 27 tonalità della Fedrigoni Sirio Color).

Vogliamo che ogni volume di Luminous Phenomena racconti una storia nuova, che ci faccia sognare.

Sfogliando i volumi ne ho apprezzato molto il piccolo formato. La sensazione è stata quella di avere in mano una raccolta di cartoline o, se vogliamo rimanere al passo coi tempi, una galleria di Instagram stampata. C’è un motivo particolare per il quale avete scelto questo formato? 

Amedeo: Sono un nostalgico, a me i libri piacciono di carta, mi piace poterli tenere in mano, sentire il loro peso e poter annusare l’odore dell’inchiostro nelle loro pagine. Ho creato una collana dove ad essere coinvolti sono più sensi, non solo la vista ma anche il tatto e l’olfatto. La carta della copertina, delle risguardie e della parte non fotografica del libro è una Fedrigoni Sirio Color, una carta soffice al tatto, delicata, preziosa, che profuma di libro nuovo, ogni volume in un colore differente. Il formato dei LP è “a misura di mano”, scomodo da sfogliare, ma è una scelta ben precisa: volevo dei volumi belli da vedere, oggetti che invoglino ad essere toccati. Non voglio che vengano sfogliati molte volte, non voglio che vengano rovinati. Non è solo la foto l’oggetto da collezione, ma anche e soprattutto il libro!

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @_aneres_guizzo, @jacopo_cerchi, @andycaraway, @valentinagaiph, @andrea_cocoo_ph, @martinabarbon, @allenmigliore, @lollo_169, @monica_lighthouse, @underratedlia.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Cinematografici e surreali. Quasi futuristici. Gli scatti di Kate Hook fanno questo effetto, portano lo spettatore in luoghi lontani, non geograficamente, ma nel tempo e nello spazio. La fotografa con base nel sud del Regno Unito ci fa viaggiare con la mente nel tempo e nello spazio. 

Kate Hook ha studiato Art Direction all’University of Arts London, Filmmaking alla Staffordshire Uni e oggi è una fotografa specializzata in fotografia analogica. Allontanandosi da molti colleghi che fanno affidamento soprattutto sulla post produzione e su Photoshop, Kate realizza tutto in macchina e guardando i risultati ottenuti non possiamo che rimanere senza parole. 

Noi la abbiamo fatto qualche domanda e Kate Hook ci ha raccontato come ha cominciato a scattare e qualcosa in più sulla sua tecnica. Non perderti l’intervista qui sotto e seguila su Instagram e sul suo sito.

Raccontaci come ti sei avvicinato alla fotografia. C’è un momento in particolare che ti ricordi?

Non c’è un momento particolare che mi viene in mente, è stata più una sequenza organica di sviluppo di un interesse per la fotografia che è iniziato con una Canon AV-1 che mio padre mi ha dato quando ero un’adolescente, oltre a giocare con le altre fotocamere digitali in casa. Quando avevo circa 14-15 anni mi sono appassionata e verso i 16 anni è diventato abbastanza evidente che avevo un talento per la fotografia. Una cosa che ricordo di quel periodo era qualcuno che mi diceva che stavo scattando foto “sbagliate”, il perché è che a quell’età avevo poca idea di ciò che stavo facendo, dato che non avevo avuto alcun insegnamento o qualcuno che mi mostrasse come usare bene una macchina fotografica. Così ho iniziato a leggere libri su fotocamere e fotografia perché volevo imparare a scattare correttamente e poi farlo “male” di proposito.

Descrivi il tuo stile fotografico. Come sei arrivato a questo punto?

Magico e vivido. Non chiaro o scuro, è luminoso e onirico. Ho passato anni a giocare con vari metodi e tecniche diverse. Quando ero più giovane ero molto attratta dal surrealismo, quindi sento che ha avuto un impatto su di me a livello creativo. Ho sempre creduto che la magia sia reale e che ci sia molto di più nella realtà di quello che ci viene insegnato, così cerco di mostrarlo nel mio lavoro. Dopotutto la realtà è ciò che tu fai con essa. 

Secondo te qual è la cosa da considerare più importante mentre si realizzano dei ritratti fotografici?

Il mood e il messaggio… Se ce n’è uno, dipende un po’ dalla foto. Di solito ci sono un bel po’ di elementi da considerare e che dipendono da set che si sceglie. Per quanto riguarda il modello, bisogna considerare il modo in cui è presentato, la sua espressione, ma anche ciò che indossa. Poi ci sono altri elementi come l’illuminazione e l’attrezzatura. Così come i temi e il simbolismo. Tutto questo è come un’equazione matematica con vari fattori diversi che danno vita alle immagini finali.

Quali attrezzature utilizzi per scattare? Quali strumenti porti con te quando scatti e perché?

Scatto interamente su pellicola e ho iniziato a usare più filtri nel mio lavoro. Le principali fotocamere che uso sono Nikon F100, Fm2 e F3. Recentemente ho ricevuto una Pentax 645N con la quale sono entusiasta di lavorare di più. Di tanto in tanto uso la tecnica del “film soup, ovvero immergo la pellicola di un rullino 35mm in un liquido, questo distorce l’equilibrio chimico della pellicola e provoca alcuni effetti interessanti. Assolutamente nessuno dei miei lavori è photoshoppato, tutto è fatto praticamente nella macchina fotografica. Faccio solo qualche piccolo ritocco prima di caricarlo, tutto qui. Passiamo un sacco di tempo a fissare gli schermi, quindi per me è importante dal punto di vista artistico scattare e creare immagini senza l’ausilio di un computer e di un software di editing. Inoltre scattare su pellicola rende tutto un po’ più reale. 

Ci sono artisti che segui o ai quali ti ispiri?

Pete Turner e Benoit Debbie sono stati le maggiori influenze per me nel corso degli anni. Turner è stato essenzialmente il padrino della fotografia su pellicola a colori e Debbie è un maestro del colore per la cinematografia. 

Continua la frase: per me la fotografia è…

La verità. È tutto lì per una ragione. L’occhio umano non può e forse non vuole vedere tutto. La fotografia può dirci quanto sia impressionante e allo stesso tempo quanto sia bello il mondo.

Kate Hook | Collater.al
Kate Hook | Collater.al

Leggi anche: Gli autoritratti surreali di Alice Milewski

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
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I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
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Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate

Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate

Giulia Guido · 6 giorni fa · Photography

È in giorni come questi, in cui le temperature iniziano ad alzarsi e le giornate ad allungarsi, che proviamo una strana nostalgia per l’estate. Un sentimento duplice che si manifesta sia come mancanza delle estati passate, sia come impazienza nell’aspettare quella che sta per cominciare. Poi, ogni volta che finalmente arriva ci sembra strano, ma bastano pochi giorni, giusto un fine settimana al mare, per tornare a sentirsi a proprio agio con le gambe scoperte e con il sole che accarezza la pelle.
In questo periodo, però, in cui anche una gita fuori porta sembra un’impresa colossale, le fotografie di Lavinia Cernau ci vengono in aiuto e curano la nostra nostalgia. 

Lavinia Cernau è una fotografa con base in Transilvania, Romania, e sebbene questa terra offra dei paesaggi unici ai quali la fotografa è molto legata, la fotografia l’ha portata ad esplorare altri luoghi. 

Dalle isole greche alle spiagge spagnole, dal sud della Francia alle coste italiane, Lavinia va là dove l’estate si esprime nel migliore dei modi e con la sua macchina fotografica è sempre pronta a catturarla, a imprimerla per sempre in immagini che potrebbero far parte dell’album delle vacanze di ognuno di noi. 

Non importa in che luogo si trovi, ma elemento fondamentale della produzione artistica della fotografa è la luce, calda e avvolgente. I colori che sprigionano all’alba e al tramonto ricoprono ogni cosa con una patina che trasforma vedute e scorci in luoghi magici.

“Come fotografa sono attratta dal contrasto tra luce e ombra che si crea all’alba o al tramonto – entrambi i miei momenti preferiti per scattare.”

Scorrendo il suo portfolio ci tornano alla mente i profumi dell’estate, il rumore dei pini marittimi scossi dal vento, il sale che rimane sulla pelle, il piacere che si prova bevendo una bevanda ghiacciata, le ore trascorse ad abbronzarsi.

Gli scatti di Lavinia Cernau si distinguono per un’estetica particolare che sembra uscita da film come “Il talento di Mr. Ripley”, dove la vita sembra più bella e più facile solo perché vissuta a due passi da una scogliera che si tuffa nel blu del mare.
In effetti, il mondo del cinema non è lontano dall’immaginario della fotografa che ci ha detto “Credo di pensare a ciò che sto per fotografare come a dei fotogrammi di una pellicola, perché voglio sempre che le mie immagini raccontino qualcosa. Voglio che le persone si commuovano, che si mettano in relazione con una sensazione dentro di loro quando guardano le mie foto.”

Leggi anche: Le foto di Guillaume Gaubert, ricordi di un’estate passata

Lavinia Cernau riesce a racchiudere in un’immagine tutta l’atmosfera dell’estate. Qui sotto potete trovare alcuni dei suoi scatti, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e seguitela su Instagram

Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate
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Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate
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