Avete presente quella sensazione che avete quando guardate un quadro di Seurat, quei milioni di puntini uno attaccato all’altro e pensate ma che pazienza che ci vuole, è una cosa da pazzi! Ebbene, la pazzia del pittore californiano Craig Alan supera ogni immaginazione perché per creare i suoi ritratti della serie Populus, al posto dei puntini, dipinge migliaia e migliaia di piccole persone come se fossero viste dall’alto.
Craig, nato in California ma cresciuto ad Atlanta, ha studiato belle arti e scenografia. La sua serie di ritratti rispecchia perfettamente il suo approccio a qualsiasi aspetto della vita, dove i piccoli dettagli formano il quadro più grande.
Craig progetta e realizza con estrema cura e precisione ogni singola figura, utilizzando principalmente il bianco e il nero e aggiungendo con parsimonia qualche colore. Ogni singolo dettaglio, dal volto ai vestiti, sono pensati in relazione alle personalità dei piccoli protagonisti delle sue tele. Tra i suoi mini-personaggi Craig inserisce parenti, amici ma non solo. Ad esempio, nel ritratto del Joker possiamo ritrovare, cercando molto accuratamente, Batman, Dr. Crane e molti altri personaggi, o in quello di Wonder Woman si confondono tra la folla molti altri mini-supereroi, da Super Man a Super Girl, da Flash ad Aquaman.
Ogni suo ritratto, che si tratti di Elvis o John Lennon, Marylin Monroe o Audrey Hepburn, contiene un numero di piccole figure che va da 400, arrivando fino a 1.800. Si tratta di un’arte che prevede dalle 50 alle 150 ore di lavoro e, forse sì, anche un pizzico di pazzia.


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