Photography Fotografare, l’arte di guardare il mondo con occhi diversi
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Fotografare, l’arte di guardare il mondo con occhi diversi

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Giulia Guido

Se andassimo a cercare sul dizionario la definizione della parola “osservazione” troveremmo quanto segue: “La capacità di cogliere cose, ma anche il carattere delle persone, la realtà di una situazione e, in genere, quanto nelle cose, nelle parole, in un’opera, è degno di essere notato”. Una definizione applicabile anche all’atto di fotografare. In fondo, cos’è una fotografia se non la capacità di cogliere, e imprimere per sempre, ciò che è degno di essere notato? Il legame tra osservazione e fotografia è imprescindibile, imperativo, necessario, e a capirlo fin da subito è stato Simone Bramante, in arte Brahmino, che ci ha descritto il saper osservare come l’ingrediente fondamentale per ogni suo lavoro. 

Ma partiamo dall’inizio. Simone Bramante, conosciuto per essere il primo fotografo italiano su Instagram, non ha mai pensato di studiare fotografia, anzi, il suo percorso comincia all’interno di agenzie di comunicazione come direttore creativo. È questa esperienza, durata quasi quindici anni, che lo ha portato a sviluppare una sana curiosità per le nuove piattaforme, tra cui Instagram. È il 2011 quando, mentre il resto del mondo cominciava a condividere senza un vero senso immagini della propria quotidianità, Simone inizia a capire che la piattaforma può avere del potenziale se utilizzata con metodo e costanza. 

Le sue fotografie caratterizzate da colori pieni, saturi e brillanti bucano fin da subito gli allora piccoli schermi degli smartphone e i suoi soggetti, quotidiani ma avvolti da un’atmosfera surreale, offrono un nuovo sguardo sulla realtà. In pochissimo tempo Simone Bramante, o meglio Brahmino, nome che ha scelto prendendo spunto dal Siddharta di Herman Hesse, raccoglie consensi, like, follower e la sua visione, la sua cifra stilistica, il suo uso del colore diventano la sua firma. 

Oggi, dopo oltre dodici anni da quel 2011, Brahmino è sopravvissuto all’arrivo di altre piattaforme, al periodo in cui se facevi una sponsorizzata eri considerato un venduto, a migliaia di giovani fotografi che (forse seguendo proprio lui) hanno trasformato i propri profili in portfoli, continuando a essere un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. 

La chiave di tutto? Sempre l’osservazione

Simone Bramante non si è mai limitato a guardare ciò che stava davanti all’obiettivo, ma ha sempre osservato anche cosa c’era intorno, in che direzione stava andando il mondo, cosa avevano bisogno di vedere le persone. Per farlo Brahmino si è spinto in qualsiasi posto del mondo, nel deserto che circonda Abu Dhabi, nelle fredde foreste svedesi, sulle coste dell’Australia e nel cuore dell’Africa, ma con il suo ultimo progetto, What Italy Is, ci ha (di)mostrato che non serve andare lontano per scoprire qualcosa di nuovo. 

Infatti, come ha raccontato ai microfoni di Spigola, podcast di Collater.al, «il viaggiare per me non è mai stato dover andare lontano, anzi il viaggiare parte dal momento in cui sai osservare fuori dalla porta qualcosa di diverso, o con occhi diversi». What Italy Is è un viaggio attraverso il nostro Paese con gli occhi di Simone Bramante che hanno la capacità non solo di osservare, ma anche di catturare lo straordinario che si cela dietro a quelle città, quelle strade, quei monumenti che conosciamo bene, o credevamo di conoscere. La fotografia di Brahmino ci avvisa, è come se ci dicesse “fate attenzione, tenete gli occhi aperti sempre, perché la bellezza si nasconde in quel tragitto casa-lavoro che fate tutti i giorni”. Voi siete in grado di osservarla? 

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Scritto da Giulia Guido
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