Caramelle al posto dei cristalli, leccalecca dove ci sarebbero cornici dorate, dolciumi sospesi come fossero antichi lampadari muranesi. Nelle sale di Palazzo Contarini Polignac a Venezia, l’artista olandese Simone Post ha costruito un mondo domestico fatto di zucchero destinato a sciogliersi. L’installazione, intitolata She Knew She/It/They Would Melt e presentata alla 61ª Biennale di Venezia nell’ambito della mostra collaterale Still Joy – From Ukraine into the World, non è una trovata decorativa: è il punto di convergenza di una ricerca lunga anni attorno alla memoria, alla fragilità della materia e alla gioia come atto di sopravvivenza.

Post ha costruito la sua pratica attorno a un principio che prima di progettare qualsiasi cosa, le richiede di ascoltare la materia. Cresciuta in una casa piena di macchine da cucire, ha sviluppato fin da piccola un rapporto viscerale con il tessile, i filati, le superfici tattili. Questo legame si è poi trasformato in metodo: ogni progetto comincia con le mani nella materia, piegandola, strappandola, arrotolando, combinando, cercando ciò che vuole diventare.

Attraverso armadietti morbidi, ceramiche pieghettate, finestre attorcigliate, sedie ritappezzate con materiali inaspettati, Post costruisce da anni ambienti in cui il quotidiano diventa alieno e l’alieno stranamente familiare, oggetti catturati in uno stato di trasformazione, né solidi né liquidi, sospesi tra ciò che erano e ciò che stanno per diventare. Il colore è sempre strutturale, mai decorativo: le sue superfici respirano tonalità intense e accostamenti audaci che sembrano affermare qualcosa di urgente, mentre sotto quella luminosità si nasconde sempre una domanda più seria sul tempo, sulla perdita, sulla tenuta delle cose. Co-fondatrice del collettivo Envisions — il cui motto è “everything but the end product” — ha fatto del processo stesso un valore espositivo, portando in mostra campioni, prototipi e scarti invece dell’oggetto finito. È questa stessa etica che rende i lampadari di caramelle a Venezia così precisi: brillano, incantano, e intanto si sciolgono.

