Arrivano le prime conferme per Space Jam 2

Arrivano le prime conferme per Space Jam 2

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

È da 22 anni che stiamo aspettando un ritorno in campo dei Looney Tunes e dopo mesi di notizie (alcune poco attendibili) forse ci siamo. Space Jam 2 è più vicino che mai.

Michael Jordan passa il testimone e, questa volta, a capitanare la Tune Squad è The King LeBron James.

L’annuncio arriva tramite Instagram proprio dalla SpringHill Entertainment, casa di produzione dello stesso campione NBA. La foto, oltre a confermare la presenza di LeBron come ala piccola e del mitico Bugs Bunny come playmaker, rivela che il film verrà diretto da Terence Nance e che Ryan Coogler, regista e sceneggiatore di Black Panther, sarà uno dei produttori.

La realizzazione di Space Jam 2, sempre firmata Warner Bros. è prevista per il 2019.

A confermare le notizie è lo stesso James che non ha tardato a commentare entusiasta.

“La collaborazione per Space Jam è molto più di me e i Looney Tunes che ci riuniamo e facciamo questo film. È molto più grande. Mi piacerebbe che i bambini capissero quanto possono sentirsi più forti e quanto possono esserlo se non rinunciano ai loro sogni. E penso che Ryan l’abbia fatto per molte persone”.

 

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Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di Phillip K Smith III

Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di Phillip K Smith III

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Art

L’artista americano Phillip K Smith III ha sorpreso tutti con la sua installazione composta da gradienti luminosi lungo uno skybridge a Detroit. Il progetto prevede la rivoluzione di un ponte luminoso lungo 30 metri, realizzato da Rossetti Architects nel 1976 per collegare il 16° piano del Guardian Building al One Woodward.

L’intervento dell’artista ha aggiunto delle luci LED alla struttura precedentemente completata da Minoru Yamasaki nel 1962, il risultato è uno spettacolare effetto color block lungo tutto il ponte. Smith ha descritto il progetto come “un faro per la bellezza, la creatività e l’innovazione di Detroit”. Lo skybridge è tra i pochi lavori che Smith ha progettato per un sito esclusivamente urbano, insieme allo specchio curvo realizzato all’interno di uno storico palazzo milanese come parte di una commissione del marchio di abbigliamento COS. È ormai risaputo che:

“Smith is drawn to sites where he can engage directly with the existing beauty of the surroundings, whether that is on the edge of the ocean, the middle of the desert, or in the midst of urbanity”.

Detroit è diventata un centro per l’arte e il design grazie a numerosi sforzi di rinnovo avvenuti nell’ultimo decennio, poichè la città era rimasta quasi deserta dopo la crisi dell’industria automobilistica.

Se vuoi saperne di più leggi i nostri precedenti articoli come 1/4 MILE ARC e La casa che riflette il deserto.

Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di colore di Phillip K Smith III | Collater.al Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di colore di Phillip K Smith III | Collater.al Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di colore di Phillip K Smith III | Collater.al Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di colore di Phillip K Smith III | Collater.al Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di colore di Phillip K Smith III | Collater.al Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di colore di Phillip K Smith III | Collater.al Detroit Skybridge, i blocchi luminosi di colore di Phillip K Smith III | Collater.al

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The Road Trip, un viaggio illustrato attraverso le strade dell’India

The Road Trip, un viaggio illustrato attraverso le strade dell’India

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Immaginate di essere in macchina, finestrino abbassato e la campagna indiana che vi circonda.
The Road Trip, la serie di illustrazioni di Ranganath Krishnamani trasmette in tutto e per tutto la bellezza di questi paesaggi.

La rappresentazione è quasi stilizzata e l’elemento principale è il colore. Toni pacati che creano delle sfumature per niente marcate rilassano la vista e la mente.
Grazie all’eterogeneità del paesaggio è possibile vedere immagini di infinite risaie, lussureggianti piantagioni di tè. Ma anche il pittoresco lago Periyar, casa di alcuni degli animali più esotici e altri luoghi famosi.

Ranganath, art director e illustratore di Bangalore, riesce a raccontare attraverso la sua arte dei luoghi e delle storie della sua terra.

Guardate altri suoi lavori su Behance e sul suo profilo Instagram.

The Road Trip | Collater.al The Road Trip | Collater.al The Road Trip | Collater.al The Road Trip | Collater.al The Road Trip | Collater.al The Road Trip | Collater.al

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Stan & Ollie, il primo trailer del nuovo biopic su Stanlio e Ollio

Stan & Ollie, il primo trailer del nuovo biopic su Stanlio e Ollio

Andrea Jean Varraud · 1 anno fa · Art

Dopo tanti decenni dalla loro scomparsa , il leggendario duo comico Stanlio e Ollio torna a brillare grazie al film biografico Stan & Ollie.
Il film in questione, al contrario di un normale biopic, non parlerá delle vite dei personaggi, quanto più  della loro amicizia.
Più precisamente degli ultimi anni della loro presenza sulle scene: il tour teatrale inglese del 1953.

Già dal primo trailer possiamo vedere i due attori, ormai sulla via dell’anzianità, stanchi e afflosciati dal confort della vita cinematografica che si troveranno a fare i conti con il ritorno alla vita teatrale, alla recitazione dura e pura, senza ciak, stop e post produzione. Il film sarà diretto da John S. Baird e la sceneggiatura sarà invece in mano a Jeff Pope, entrambi cresciuti con le scene mute del duo comico hollywoodiano. I ruoli dei protagonisti spetterano invece a John Reilly nel panni di Onlio e a Steve Coogan in quelli di Stanlio.
La pellicola vanta anche delle presenze di Danny Huston, Shirley Henderson e Nina Arianda.
Il film uscirà nei cinema a stelle e strisce l’11 gennaio 2019, noi invece, per ora dobbiamo accontentarci del primo trailer.

il primo trailer del nuovo biophic su Stanlio e Ollio | Collater.al 1

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L’incredibile installazione d’arte di Moncler Genius

L’incredibile installazione d’arte di Moncler Genius

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Art, Style

Moncler Genius è il nuovo capitolo del brand nato a Grenoble che esplora il concetto d’identità stilistica attraverso uno sguardo fresco ed innovativo.
“The next chapter”, presentato ieri sera a Milano nel bel mezzo della fashion week, è la seconda parte del progetto inaugurato lo scorso febbraio e si racconta con un’incredibile installazione d’arte suddivisa in cinque stanze, ognuna caratterizzata da enormi schermi che proiettano dei video atti a raccontare le collezioni ideate dai designer.
Arrivano dunque altre cinque collezioni che, sommate alle otto presentate durante l’inverno, vanno a coprire l’intero anno.

Remo Ruffini, amministratore delegato del brand, racconta:

“Abbiamo scelto designer molto differenti tra loro perché da sempre parliamo a diverse generazioni. È cambiato il mondo: l’era digitale ci ha dato una forza nuova. Il consumatore vuole avere un rapporto meno filtrato, più diretto e soprattutto continuo. Questo mutamento di rotta strategica è proprio la risposta a quest’esigenza, ma è anche un desiderio”. 

Tutte le videoinstallazioni, ammalianti e complesse, sono servita a Moncler per mostrare ai presenti ogni minimo dettaglio dei capi che, sullo schermo, si componevano e sm0ntavano in tutte le loro componenti.
La prima è quella di Simone Rocha, un’esplosione di petali sparsi sullo schermo, Craig Green esplora il comfort dei suoi capi con grande libertà espressiva, cappe con cappucci prendono vita iniziando uno studio sul movimento, Kei Ninomiya ha proposto una ricostruzione 3D di un abito virtuale, infine, Hiroshi Fujiwara sceglie di creare un’animazione sulle stagioni, dove giacche, blazer a quadri e parka, sono i grandi protagonisti.

Una storia diversa ed un modo molto attuale di raccontarla.

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