Steph Curry, uno dei giocatori più influenti della sua generazione, ha trasformato una delle stagioni più imprevedibili della sua carriera in veri e propri oggetti da collezione. Dopo mesi passati a cambiare scarpe a ogni partita, la sua sneaker free agency, il periodo in cui un atleta, non essendo legato a nessun brand, è libero di indossare modelli di marchi diversi, diventa oggi un’asta curata insieme a Sotheby’s. In vendita oltre 70 paia di sneakers indossate durante la stagione NBA 2025–26, con stime che arrivano fino a 50.000 dollari. Un progetto che non è solo memorabilia sportiva, ma il racconto di un capitolo unico nella carriera del numero 20 dei Golden State Warriors.

Tutto è iniziato nel novembre 2025, quando Curry ha chiuso a sorpresa la sua collaborazione con Under Armour, durata oltre un decennio. Da quel momento il playmaker dei Golden State Warriors è diventato uno dei free agent più interessanti del mondo sneaker, libero di indossare qualsiasi modello, trasformando ogni tunnel walk e ogni partita in una sorpresa per gli appassionati di basket e sneaker.

Durante l’ultima stagione Stephen Curry ha alternato modelli storici e silhouette contemporanee attraversando brand e generazioni: Nike, adidas, Reebok, Li-Ning, ANTA e Jordan Brand. Non si è trattato solo di estetica, ma di storytelling. Ha indossato le Reebok Shaqnosis a Orlando come tributo a Shaquille O’Neal, le Nike Sabrina 3 davanti a Sabrina Ionescu e perfino le Air Jordan 12 “Flu Game” contro Utah, rievocando il celebre momento di Michael Jordan nel 1997.



Ora quella narrativa prende forma in The Stephen Curry Collection: My Sneaker Free Agency, un’asta online aperta dal 13 al 28 aprile, in cui ogni paio verrà venduto singolarmente. Tutte le sneakers sono state indossate realmente da Curry durante tunnel walk, warm-up o partite ufficiali e molte includono firme e dettagli personalizzati.
Tra i pezzi più interessanti spiccano le Nike Kobe 4 Protro “CHBL”, indossate nella partita da 48 punti contro Portland con cui Curry ha superato Michael Jordan per numero di gare da oltre 40 punti dopo i 30 anni. Anche le Nike Sabrina 3 personalizzate, con il numero 30 e il mantra “ICDAT”, rientrano tra i modelli più ambiti, con stime fino a 50.000 dollari.


Tutti i proventi saranno destinati alla Eat. Learn. Play. Foundation, l’organizzazione fondata da Stephen e Ayesha Curry che lavora per garantire accesso a cibo, istruzione e spazi sicuri per i bambini. Con questa operazione Curry trasforma una stagione personale in un archivio culturale, dove ogni paio racconta un momento preciso della sua carriera andando oltre all’idea che abbiamo di memorabilia sportive. Si tratta così di come le sneakers siano diventate parte integrante del linguaggio del basket contemporaneo.



