Style Lo stile dei mods è più vivo che mai
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Lo stile dei mods è più vivo che mai

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Andrea Tuzio

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato della collezione NIGO x Virgil Abloh LV² dove due dei nomi più potenti e influenti della moda contemporanea, Virgil Abloh e NIGO, hanno dato vita a una collaborazione per Louis Vuitton che ha contaminato streetwear e haute couture. 

Se si osserva con attenzione la collezione LV² si può facilmente riconoscere in modo inequivocabile l’estetica tipica di una sottocultura giovanile senza tempo, che ha definito parte del XX secolo e che è stata espressione di ribellione adolescenziale esplosa negli ’60 a Londra e successivamente in tutto il Regno Unito, quella dei mods.

Il termine mod è un’abbreviazione di modernism – voce coniata inizialmente per definire i fan del “modern jazz” – ed era caratterizzato dalla passione nei confronti della musica afroamericana, gli scooter italiani come la Vespa o la Lambretta (spesso adornati con luci e specchietti supplementari), notti intere a ballare nei club della capitale inglese e un look estremamente curato, quello degli abiti italiani degli anni ’60 e che i giovani londinesi acquistavano da Cecil Gee, un negozio molto in voga su Oxford Street, oltre ai parka decorati con patch e spille di ogni tipo.

Stuart McGurk, Associate Editor di British GQ, in un articolo pubblicato nell’edizione di Maggio del 2014 sulla rivista britannica, sostiene che “i mods non seguono pedissequamente una tendenza ma scelgono un look, ognuno in modo del tutto personale. Si tratta della consapevolezza di se stessi e di ciò che si vuole essere, che sia il lavoro che si vuole fare o il taglio dei pantaloni che si vuole indossare”.
Essere un mod significava – e significa – esserlo dentro e fuori esemplificato attraverso uno stile di vita preciso e un look che si evolveva rispetto alle passioni del mod stesso, senza mai perdere la sua essenza.

Un esempio di cosa vuol dire essere un mod oggi è rappresentata dallo stile di vita ed estetico del vincitore del Tour de France 2012 e quattro volte campione Olimpico, Bradley Wiggins.

Una passione continua e costante per tutto ciò che è legato alla cultura mod che con il passare del tempo si è adattata alla contemporaneità, basti vedere i The Jam e i Quadrophenia negli anni ’70 e gli Oasis e il britpop negli anni ’90, senza mai perdere la sua essenza ma anzi, continuando ad essere un punto di riferimento estetico e non solo per la moda contemporanea.

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Scritto da Andrea Tuzio
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