Tortona Rocks torna con la sua undicesima edizione, Design to Change Everything, un tema che interpreta il design come una forza attiva e strutturale capace di incidere concretamente sulla società, ancora prima della sua espressione formale. In un presente segnato da tensioni sociali, conflitti politici, disuguaglianze economiche e profonde incertezze collettive, il progetto si configura come un atto intenzionale e necessario: non accetta l’inerzia né si adatta passivamente alla realtà, ma propone alternative e apre nuove possibilità. Fra i progetti di Tortona Rocks #11 c’è anche Fòco, living notes by Studiopepe, ultimo capitolo della tetralogia sugli elementi di Archiproducts Milano. Studiopepe, lo studio di design di Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto, interpreta il fuoco come energia progettuale e trasformativa. Noi abbiamo intervistato le due designer insieme a Enzo Maiorano, co-founder e Artistic Director di Archiproducts.
Fòco, living notes by Studiopepe rappresenta l’ultimo capitolo della tetralogia curata per Archiproducts Milano dopo Terra, Acqua e Aria. Come avete interpretato l’elemento del fuoco e quale ruolo gioca nella chiusura di questo percorso curatoriale?
Fòco chiude il percorso che abbiamo costruito, portando a sintesi i passaggi precedenti. Non abbiamo lavorato sull’immagine della fiamma, ma sulla sua dimensione più astratta: il fuoco come energia generativa, intenzione e forza trasformativa. Diventa così un momento di rivelazione, più interiore e quasi spirituale. È l’elemento conclusivo perché trasforma, purifica e lascia una traccia non distruttiva, ma progettuale.



Il progetto traduce l’energia del fuoco in uno spazio stratificato. Quali sono stati gli elementi progettuali attraverso cui avete dato forma a questa narrazione?
Abbiamo lavorato su una stratificazione di elementi sensoriali e materici per tradurre questa energia in spazio. La luce è stata uno degli strumenti principali, una luminosità morbida e diffusa pensata come una presenza che avvolge e accompagna. Al centro del progetto emerge anche l’idea di un focolare reinterpretato, non elemento fisico, ma nucleo percettivo e simbolico dello spazio. Un punto di raccolta intimo, costruito attraverso una “listening room experience”, in cui il sound, vibrazione e atmosfera contribuiscono a generare una sensazione di calore e connessione. Accanto a questo, abbiamo introdotto una ricerca sui materiali e sulle texture, mettendo in dialogo superfici grezze con altre più raffinate, per evocare il processo di trasformazione.

Con il concept Living Notes, Fòco diventa un paesaggio progettuale fatto di appunti spaziali e suggestioni. In che modo questo approccio vi ha permesso di costruire un progetto capace di accogliere brand e prodotti diversi in un racconto unitario?
Il concetto di Living Notes ci permette di lavorare per frammenti, per appunti spaziali che non sono mai chiusi ma sempre aperti a interpretazione. Questo approccio è stato fondamentale per costruire un ambiente capace di accogliere brand e prodotti diversi senza perdere coerenza. Invece di imporre una narrazione unica e rigida, abbiamo creato una struttura flessibile, fatta di suggestioni, atmosfere e micro-racconti. I prodotti entrano in questo sistema come elementi attivi, che dialogano con lo spazio e ne amplificano il senso
Negli ultimi anni la Milano Design Week è diventata sempre più ampia e trasversale. Per voi designer, cosa continua a rappresentare oggi la Design Week?
Per noi la Design Week continua a essere un momento fondamentale di ricerca e di confronto. Come designer, il nostro ruolo è proprio quello di contribuire a questo livello, proponendo progetti che non siano solo visivi o immediati, ma che abbiano una stratificazione e un pensiero dietro.

Con Fòco si chiude così anche il percorso curatoriale di Archiproducts Milano. «È stato un percorso che si è sviluppato nel tempo. Non è nata come quadrilogia ma lo è diventata attraverso il costante rilancio della sfida esplorativa: concepire gli spazi a partire da un elemento naturale. In un contesto come quello del Fuorisalone, in cui spesso domina la proposta di installazioni a effetto, noi abbiamo scelto di costruire ogni anno un progetto di interior destinato a vivere per tutto l’anno» racconta Enzo Maiorano. «La Design Week è il faro puntato, il grande appuntamento, ma Archiproducts Milano resta un luogo fisico dove fare esperienza del design e offrire ad architetti e professionisti un riferimento concreto per la ricerca progettuale».
Anche quest’anno, Collater.al è media partner di Tortona Rocks e qui puoi visitare il loro sito per scoprire tutto il palinsesto di eventi in programma per la Milano Design Week 2026.
