Takasaki Masaharu, l’archiettura che dialoga col cosmo

Takasaki Masaharu, l’archiettura che dialoga col cosmo

Claudia Fuggetti · 6 mesi fa · Design

Takasaki Masaharu, classe 1953, è uno degli architetti più interessanti e originali che lavorano oggi a Tokyo, noto soprattutto per il suo estro nella realizzazione di architetture cosmiche.

È curioso notare che nonostante l’artista crei strutture molto interessanti da oltre vent’anni, egli non sia molto conosciuto al di fuori del Giappone. Bisogna aggiungere comunque che recentemente l’Istituto Giapponese degli Architetti lo ha premiato come più importante giovane architetto del paese.

I progetti di Takasaki combinano l’organico e il mitologico. Egli descrive la sua architettura come un “essere ambientale” che collega l’umanità con il cosmo. Queste filosofie si manifestano nell’uso di elementi a forma di uovo, luce diffusa per creare interni mistici, colonne e piani inclinati.

L’osservatorio di Kagoshima, nel sud-est del Giappone, venne edificato nel 1995 e doveva essere un importante sito di osservazione astrale. I piccoli edifici rossi ai piedi della struttura ospitano diversi laboratori e sono stati originariamente progettati per i ricercatori.

Purtroppo l’opera in questione non ottenne mai il riconoscimento sperato e dovuto ed oggi viene assiduamente presa d’assalto dai turisti, che la reputano una costruzione estremamente originale ed unica nel suo genere.

Dai un’occhiata al profilo Instagram di Takasaki Masaharu qui e al libro Takasaki Masaharu: An Architecture of Cosmology.

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Takasaki Masaharu, l'archiettura che viene dal cosmo | Collater.al
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L’arte del passato si fonde con la musica indie nel profilo Quadri Indie

L’arte del passato si fonde con la musica indie nel profilo Quadri Indie

Giulia Guido · 6 mesi fa · Design

Di tanto in tanto mi piace proporvi alcuni profili Instagram che trovo e scopro durante le immense ore che passo a scrollare la mia Home. Quello di cui voglio voglio parlarvi oggi si chiama Quadri Indie e riprende una tendenza già vista sui social, ma con qualcosa in più. 

L’idea, come si può leggere nella bio del profilo, è quella di essere “l’anello di congiunzione tra il mondo dell’indie e quello dell’arte”. Di sicuro vi starete chiedendo cosa troverete nella gallery: un’infinita carrellata di quadri, da Picasso a Van Gogh, ma anche di opere d’arte come Amore e Psiche di Canova e tanto altro, tutte accompagnate da brevi frasi. La particolarità di queste ultime è che sono tutti versi di note canzoni di cantanti inide, da Carl Brave a Frah Quintale, che si adattano alla perfezione al soggetto. 

Quadri Indie riuscirà di sicuro a strapparvi una risata e forse a farvi apprezzare di più la musica indie. 

L’arte del passato si fonde con la musica indie nel profilo Quadri Indie
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Lien Thong House, il perfetto binomio tra innovazione e semplicità

Lien Thong House, il perfetto binomio tra innovazione e semplicità

Collater.al Contributors · 6 mesi fa · Design

È dello studio vietnamita 6717 il progetto della Lien Thong House situata a An Phu, che non tradisce lo stile, i materiali e il mood dei precedenti lavori del collettivo. L’ abitazione ha un forte impatto visivo sull’ambiente circostante, la struttura è completamente bianca dallo stile internazionale, con tagli squadrati sulle facciate e una forma davvero singolare.
Richiama molto le architetture di Alejandro Aravena -premio Priztker 2016- in particolare, l’Innovation Center dell’università di Santiago in Cile, o il progetto per la chiesa di San Paolo Apostolo a Foligno di Massimiliano Fuksas.

Grande circa 70 mq, è stata pensata per una giovane famiglia compresa di genitori e bambini piccoli, composta da ampi e aperti spazi, le scale lunghe e la panca in soggiorno, diventano delle sedute dove potersi rilassare e leggere un libro. Il design interno è minimal, con pavimenti e scale in legno scuro, parapetti in vetro e ambienti privi di limitazioni strutturali che permettono di controllare i bambini anche quando non si è nella stessa stanza o sullo stesso piano.

La casa ha una doppia struttura e tra l’una e l’altra si definiscono i balconi, che si affacciano sulle aperture squadrate delle facciate. Questo sistema insolito media la luce del sole che arriva diretto da ovest e le grandi vetrate che troviamo in tutto il perimetro della casa, permettono un ottimo flusso d’aria tra gli ambienti. Al secondo e terzo piano troviamo dei piccoli giardini con piante a mezza altezza, che filtrano la luce del sole.

In questo modo gli spazi principali della casa diventano più freschi. La Lien Thong House termina con un ampia terrazza sul tetto e dei pozzi in vetro realizzati per illuminare le parte centrale della casa e anch’essi pensati per sfruttare a pieno la luce naturale e ridurre al minimo l’uso dell’elettricità. Inoltre c’è una vasca per la raccolta dell’acqua piovana.

Risulta chiaro a colpo d’occhio che studiando e sfruttando i fenomeni naturali dell’ambiente circostante, si posso attuare delle soluzioni smart e non troppo costose.

Testo di Elisa Scotti

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Creators – Il collettivo italiano HPO

Creators – Il collettivo italiano HPO

Collater.al Contributors · 6 mesi fa · Design

Oggi vi presentiamo gli HPO, un nuovo collettivo da tenere d’occhio in Italia. I ragazzi si sono conosciuti alla Facoltà di Architettura di Ferrara e nel 2017 hanno deciso di fondare HPO dopo essere rientrati dai loro rispettivi viaggi di studio in Brasile e in Svizzera (due opposti che uniti insieme creano un mix perfetto di energia e precisione). 

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Hanno iniziato la loro attività molto prima di laurearsi, per animare la facoltà: si sono dedicati all’organizzazione di conferenze, eventi, workshop cercando di trasformare l’ambiente accademico in un luogo dove discutere e ripensare la figura professionale dell’architetto al giorno d’oggi. 

Così hanno iniziato con le prime installazioni: Plastica Reale, Zero e Supercinema. “HPO è un esperimento che mira a superare la linea tra una pratica architettonica e un’agenzia di pulizie”, dicono i ragazzi. Un vero tentativo di invasione di campo tra le discipline. 

Tra i loro ultimi lavori c’è Supercinema, un’installazione speciale in piazza Gobetti, una piazza della città abbandonata a se stessa dove una volta si trovava il cinema Apollo, un luogo di aggregazione molto importante per i ferraresi. HPO celebra la memoria di questo posto proponendo un’opera che ricrea quell’atmosfera nostalgica dell’Apollo, con due recinti da cantiere assemblati ad uno schermo in policarbonato e un supporto per il proiettore. Semplice ed efficace. 

Questi moduli vengono ripetuti dieci volte e raccontano dieci storie diverse, materiale audiovisivo  dell’associazione culturale “ilturco”.

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Testo di Bianca Felicori

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Il vintage e il digitale si incontrano nelle grafiche di Andrea Viso

Il vintage e il digitale si incontrano nelle grafiche di Andrea Viso

Giulia Guido · 6 mesi fa · Design

Il talento degli artisti è quello di vedere in un oggetto, un paesaggio, una persona qualcosa di diverso da ciò che vedono tutti gli altri. Poi, per restituire il proprio immaginario, ogni artista sceglie il metodo che gli sembra più adeguato, ma anche quello che gli si addice di più. Quello di Andrea Viso è l’arte digitale

Andrea ha origini venezuelane, ma oggi è di base a Parigi e realizza delle grafiche in cui ogni cosa è possibile. L’obiettivo di una macchina fotografica diventa una lavatrice, il tappeto verde di un biliardo è un’enorme piscina e così via. 

A caratterizzare i lavori di Andrea Viso è una scelta stilistica che imita, o celebra, le pubblicità degli anni ’50, dall’aspetto vintage e vissuto. 

Scoprite alcuni delle sue grafiche qui sotto e tutti gli altri suoi lavori sul suo profilo Instagram

Andrea Viso | Collater.al
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Il vintage e il digitale si incontrano nelle grafiche di Andrea Viso
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