La casa galleggiante progettata da Tamás Bene

La casa galleggiante progettata da Tamás Bene

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Nella parte nord-orientale dell’Ungheria, a circa due ore di macchina da Budapest, immerso nel verde, ci si può imbattere nel lago del Tibisco, un lago artificiale creato nel 1973 in seguito alla costruzione di una diga sul fiume omonimo che lo alimenta. In pochi anni, il lago è diventato una delle principali mete del turismo estivo del Paese. Non risulta difficile, quindi, credere che una giovane coppia di Budapest si sia rivolta all’architetto Tamás Bene chiedendogli di progettare una casa per le vacanze che potesse permettergli di vivere a 360° la natura della zona. 

Lasciandosi ispirare dalle calme acque del lago, il giovane architetto ungherese ha pensato di trasformare una piccola imbarcazione in una vera e propria abitazione. “Sneci”, questo il nome del progetto, si presenta effettivamente come una barca dalle dimensioni ridotte, perfetta per lasciarsi trasportare dalle poche correnti del lago del Tibisco. 

Allontanandosi dall’idea canonica di casa, saldamente appoggiata su delle fondamenta, Tamás Bene ha equipaggiato la piccola imbarcazione di tutto il necessario per viverci. Al suo interno, infatti, troviamo una piccola cucina e una sala da pranzo, il tavolo e le panche poi possono essere trasformate in un letto matrimoniale, offrendo un comodo pernottamento. 
Inoltre, Sneci è dotata di pannelli solari sul tetto che alimentano gli apparecchi elettronici e una riserva di acqua potabile di 20 litri. 

La casa galleggiante progettata da Tamás Bene si inserisce perfettamente nel contesto naturale, senza inquinare visivamente il paesaggio e, in più, grazie all’ampia apertura posta a prua il perenne contatto con la natura è assicurato. 

La casa galleggiante progettata da Tamás Bene
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Il supermercato a tema GTA

Il supermercato a tema GTA

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Fare la spesa spesso può risultare noioso, è quella cosa che facciamo meccanicamente senza pensarci. Ma se, al posto di normali e anonimi supermercati, ci trovassimo a dover scegliere cosa comprare immersi nel bel mezzo del nostro videogame preferito sarebbe tutta un’altra storia. 

È esattamente quello che ha pensato il team creativo di Silpo, famosa catena di supermercati ucraina. Per uno dei suoi punti vendita di Leopoli, città ucraina a una settantina di chilometri dal confine con la Polonia, il team ha deciso di seguire un tema insolito ma accattivante. 

Basteranno pochi passi tra gli scaffali per notare i riferimenti a una delle più famose serie di videogiochi: GTA, Grand Theft Auto. In particolare, i banconi del pesce e della carne, come il reparto surgelati, rimandano a GTA San Andreas, GTA Vice City, GTA V. 

Inoltre, per rendere l’esperienza ancora più divertente, all’interno del supermercato si trovano elementi decorativi unici, che ricordano la California, come le tavole da surf o le chitarre appese al soffitto. 

Non è la prima volta che la catena Silpo si distingue per le sue scelte creative. Negli anni, infatti, oltre a essere più volte nominata a livello europeo come la catena di supermercati più innovativa, Silpo ha aperto atri negozi a tema, soprattutto a Kiev, dove c’è quello a tema Van Gogh, a tema Mavka – famoso film d’animazione ucraino – e a tema gatti. 

Guarda le foto del Silpo a tema GTA qui sotto! 

Il supermercato a tema GTA
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Le sneaker in miniatura di Chris Pin

Le sneaker in miniatura di Chris Pin

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Per fondare un brand di abbigliamento servono risorse, capitale, materiali, personale e molto spesso chi ha questo sogno lo abbandona ancor prima di cominciare. Poi, raramente,  qualcuno al posto di rinunciare all’idea la cambiano. È il caso di Chris Pin

Chris Pin è un designer di origini cambogiane che vive a New York. Per cinque anni ha lavorato per brand come Converse e John Varvatos e, successivamente, ha sentito il bisogno di dar vita a qualcosa di personale.

Non avendo a disposizione tutti i mezzi necessari, nel 2014 fonda Haute Hero, un brand completamente diverso da tutti gli altri. 

Focalizzandosi soprattutto sulle sneaker, ma dando spazio anche a capi d’abbigliamento e accessori come borse e borsoni, Chris Pin offre una collezione composta solamente da item in miniatura. 

Sicuramente, le sue Air Jordan 1 non sono da indossare ai piedi, ma ben presto sono diventate in ugual modo un pezzo da collezione. 

Le creazioni di Chris Pin strizzano l’occhio sia agli amanti delle riproduzioni in miniatura, sia a sneakerhead e appassionati di streetwear. Prendendo ispirazione dalla moda giapponese e da icone come, appunto, le Air Jordan, ogni singolo item firmato Haute Hero è realizzato a mano, con materiali di prima qualità come pelle, cotone e lana, e necessita di almeno 30 ore di lavoro. 

Seguite Chris Pin su Instagram per scoprire le prossime creazioni e tenete d’occhio il suo shop su Etsy per non perdervi il prossimo pezzo in vendita. 

Le sneaker in miniatura di Chris Pin
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Le sneaker in miniatura di Chris Pin
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La Invernadera, la casa nella foresta cilena

La Invernadera, la casa nella foresta cilena

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

In Cile, nella provincia di Curicó, a sud di Santiago, lo studio Guillermo Acuña Arquitectos Asociados (ACAA) ha progettato una casa persa nella foresta dove ritrovare il legame con la natura: La Invernadera

La Invernadera non è stata concepita come un’abitazione permanente, infatti la struttura permette di poterla smontare facilmente e ricostruirla in un altra zona. Per il momento, il luogo scelto per la sua installazione è nel bel mezzo della foresta poco distante dalla città di Curicó. 

La struttura della casa è stata pensata per essere costruita con tre materiali: il legno di pino cileno laminato, il policarbonato e una rete; e ognuno di essi rappresenta un elemento della natura: gli alberi, le foglie e la luce. 

La parte portante de La Invernadera è un’impalcatura in legno che è stata completamente coperta da una superficie di policarbonato, a sua volta coperta da una rete che evita che possibili rami cadano direttamente sulla casa. 

L’utilizzo del policarbonato è fondamentale per questo progetto. Infatti, il materiale permette di stare all’interna senza dover rinunciare alla vista della natura circostante e, soprattutto, di notte fa sembrare la casa un’enorme lanterna immersa nella foresta. 

Lo studio Guillermo Acuña Arquitectos Asociados ha pensato, inoltre, di costruire la casa su un pendio, avvalendosi dell’aiuto di una palafitta. Al suo interno la casa, che si sviluppa su 54 metri quadrati, è divisa in tre piani. 

Il piano terra ospita il salotto, un bagno e, nella parte più lontana dall’ingresso, una camera da letto che si affaccia su una terrazza. Gli altri due piani sono stati trasformati in zone di relax, dove le superfici sono coperte da enormi cuscini. 

La Invernadera è sicuramente il luogo perfetto dove staccare dalla quotidianità. 

La Invernadera, la casa nella foresta cilena
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Silvio Tova fotografa dall’alto la periferia di Milano

Silvio Tova fotografa dall’alto la periferia di Milano

Giulia Guido · 4 settimane fa · Design, Photography

A volte basta cambiare prospettiva per scoprire la bellezza nascosta di alcuni luoghi. Se avete sempre guardato le cose da basso, provate a farlo dall’alto.
Lo ha dimostrato Silvio Tova, giovane e talentoso fotografo italiano appassionato di urban culture, street style e grande amante della fotografia aerea, che con il suo ultimo progetto ha provato a raccontare le periferie milanesi da un diverso punto di vista.

Tova si è avventurato nella periferia milanese dove ha fatto volare un drone DJI Mini 2 sopra quegli enormi complessi abitativi che sembrano uno uguale all’altro, catturandone le forme e le ripetizioni. Dall’alto, la periferia si presenta come un pattern di cemento, non meno affascinante dei piccoli vicoli del centro o dei nuovi palazzi di CityLife o di Garibaldi che se fate attenzione, attraverso la nebbia, riuscirete a intravedere.

Lo stesso Silvio Tova ha commentato l’esperienza: “Questo progetto nasce dalla voglia di esplorare quei quartieri spesso trascurati, o di cui nessuno parla, che sono le periferie. In queste settimane mi sono ritrovato a girare tra le zone della Milano popolare e ho potuto vedere con i miei occhi tutte quelle realtà che molto spesso ci vengono solo raccontate. Ho provato a giocare e a creare sfruttando l’opportunità del volo, grazie al drone, dando vita a quei palazzi che visti dal basso ci sembrano solo grossi blocchi di cemento, ma che dall’alto formano geometrie uniche”.

Un progetto editoriale che sfrutta al massimo le caratteristiche e le possibilità tecniche del DJI Mini 2, degno successore del primo DJI Mavic Mini, e piccolo gioiello dell’azienda cinese.

Scoprite tutte le caratteristiche del DJI Mini 2 sul sito, seguite Silvio Tova su Instagram e guardate qui sotto il video realizzato da Davide Papadia.

Silvio Tova fotografa dall’alto la periferia di Milano
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Silvio Tova fotografa dall’alto la periferia di Milano
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