Abbiamo parlato tante volte del Kintsugi, la tecnica giapponese di riparazione delle ceramiche con l’utilizzo dell’oro. L’abbiamo visto applicato a diverse forma d’arte, dalla street art al product design, ed era giunta l’ora di vederlo attraverso una tecnica che ci sta molto a cuore, quella del tatuaggio. Per fare ciò dobbiamo per forza citare Antonio Sangre Blue, su Instagram @tatuaggidiporcellana, tattoo artist con base a Roma che sulla pelle dei suoi clienti modella dei piccoli lavori che sembrano fatti di porcellana.
Sono due le peculiarità dei suoi lavori. Una è proprio il voler ricreare il Kintsugi, ma su pelle. Lui stesso in una delle sue storie racconta di aver iniziato a tatuarsi per cucire le proprie ferite e che gli piace pensare che la tecinca del kintsugi sia praticabile anche sulla vita e i suoi avvenimenti. Così, uno strato d’inchiostro dopo l’altro, ricuce i pezzi di chi si affida alle sue mani.
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Seconda caratteristica – e non meno importante della prima – è l’utilizzo del Blu Oltremare come colore principale delle sue creazioni, scelta non casuale. Il Blu Oltremare, infatti, è uno pigmenti più pregiati e costosi, paragonabile solo al rosso porpora e all’oro. Il suo utilizzo è noto sin dall’antichità, le prime testimonianze del suo utilizzo risalgono al VI-VII secolo nei territori dell’attuale Afghanistan. Il Blu Oltreoceano è sempre stato scelto per nobilitare i lavori, arricchirli e renderli unici, esattamente come i tatuaggi di Antonio Sangre Blue.






