The Land that sleeps, la Siberia di Matteo Buonomo

Si può dire che la biografia sul sito di Matteo Buonomo sia interessante quanto le sue fotografie: ti coinvolge emotivamente senza risultare melensa, ti cattura, ti mostra la sua umanità nella sua complessità ed esprime il bisogno interiore che lo porta a produrre immagini:

“Fare fotografie è un’opportunità per vivere una vita che non doveva essere mia in posti che non dovevano essere miei”.

Matteo entra in empatia con i suoi soggetti, si mimetizza, prova a vivere le vite degli altri per poterne catturarne dei frammenti, degli attimi. The Land that sleeps è un lavoro intenso, che racconta la Siberia con una sua poetica dolceamara, fatta di volti, posti e sensazioni.

“Sapevo che Siberia significasse “la terra che dorme”. Questo è tutto quello che sapevo. Ma era tutto ciò di cui avevo bisogno per andarci”.

A fargli compagnia un libro, Peasants and Other Stories (I contadini e altre storie) di Anton Čechov, scrittore capace di fotografare la Russia attraverso le sue pagine. Da qui parte il viaggio di Matteo, che si sente attratto da questa terra che sfida la sopravvivenza umana con alcune delle condizioni di vita più inospitali, diventando molto più di un luogo, bensì una vera e propria “stagione dell’anima”.

The Land that sleeps, la Siberia di Matteo Buonomo | Collater.al

“Quelle pagine avrebbero potuto essere la didascalia delle situazioni che stavo vivendo. Contenevano l’essenza di ciò che vedevo e dello spirito delle persone che stavo incontrando”.

“Ho viaggiato in treno, a piedi, facendo autostop senza pianificare nulla, cercando di essere il più istintivo possibile. Ho permesso che le mie sensazioni e le mie paure mi portassero in villaggi remoti e dimenticati. Così, a un certo punto, mi sono reso conto che la direzione non aveva più importanza”.

“Camminai, e quando vidi un lignaggio, una cicatrice, un tatuaggio o una certa fatica che traspariva da una storia che mi spaventava o mi interessava, mi avvicinai e chiesi un posto dove stare per la notte con un biglietto con poche parole scritte in russo”.

“In questo modo mi sono trovato a condividere l’intimità con quelle persone, a sentirmi parte di quelle famiglie”.

The Land that sleeps, la Siberia di Matteo Buonomo | Collater.al

La scelta del bianco e nero non è dettata dal caso, bensì è parte della narrazione visuale dell’artista, che scatta su pellicola: il monocromatico evidenzia la “drammaticità” delle scene e spinge lo spettatore a focalizzarsi prima sui soggetti e, in un secondo momento, sull’ambiente circostante. La realtà dura della Siberia viene affrontata in maniera “soft”, dove solo chi si sofferma realmente sulle immagini, potrà coglierne i significati nascosti, scoprendo la grande umanità di questa terra apparentemente ostile.

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The Land that sleeps, la Siberia di Matteo Buonomo | Collater.al

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