The Link, la città del futuro secondo Luca Curci

The Link, la città del futuro secondo Luca Curci

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Prova del fatto che architettura e attualità siano estremamente legate sono i sempre più frequenti progetti di intere città tecnologicamente avanzate, a basso impatto ambientale e totalmente autonome. Qualche tempo fa avevamo parlato del progetto della Smart Forest City di Stefano Boeri, una città verde sviluppata su una superficie di 557 ettari. Oggi, invece, vi presentiamo un progetto che, al contrario di quello di Boeri, si sviluppa in verticale: si chiama The Link, la città verticale progettata dall’architetto italiano Luca Curci e dal suo studio. 

L’idea per The Link parte dall’analisi del nostro modo di vivere, del cambiamento climatico e dei suoi effetti sempre più devastanti e visibili, della tendenza di ampliare le città orizzontalmente creando delle periferie sempre più estese, povere, lontane dal centro e obbligando gli abitanti a prendere quotidianamente la macchina per spostarsi. Per questo motivo, Luca Curci ha pensato di annullare tutto ciò creando una città verticale dove abitare, lavorare e trascorrere il tempo libero. 

The Link si compone di cinque strutture, la più alta, che con i suoi 300 piani raggiunge un’altezza di 1200 metri, ospiterà tutti gli appartamenti, mentre le altre quattro, che vanno dai 650 agli 850 metri di altezza, ospiteranno uffici, dipartimenti governativi, strutture sanitarie, istituzioni educative, scuole e università. Inoltre, l’intero complesso è pensato per ospitare 1.200.000 metri quadrati di spazio verde che comprenderà oltre 2 milioni di piante. Questo giardino verticale trasformerà anidride carbonica in ossigeno, rendendo l’aria più pulita, userà energia pulita e rinnovabile grazie a pannelli solari e risorse energetiche rinnovabili e un avanzato sistema tecnologico sarà in grado di controllare la temperatura,  i livelli di CO2, l’umidità e il sistema di illuminazione della città. 

Infine, la struttura di The Link aiuterà la coesione sociale, eliminando la distanza tra fasce povere e fasce abbienti. 

The Link non è solo un progetto per una città del futuro, ma è la base di un nuovo stile di vita, di un nuovo modo di concepire le città. 

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Grazie a Foster+Partners possiamo essere tutti architetti

Grazie a Foster+Partners possiamo essere tutti architetti

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Avete sempre sognato di costruire il vostro grattacielo o, addirittura, la città dei vostri sogni? Da oggi, grazie a Foster+Partners e al progetto #architecturefromhome è possibile!

Il celebre studio di architettura ha pensato un modo per rendere già fruttuoso e divertente il tempo che i più piccoli, ma anche gli adulti, sono costretti a trascorrere in casa. Così, da qualche giorno, sul sito Foster+Partners è apparsa la sezione #architecturefromhome dove è possibile scaricare diversi modelli per realizzare un grattacielo, una città, degli alberi e molto altro ancora. 

Nelle prossime settimane condivideremo nuove attività per i bambini che sono a casa. Includeremo il disegno, la realizzazione, il gioco, il pensiero, la lettura, l’osservazione e altre attività per farli divertire – per almeno qualche ora!

Lo studio ha dichiarato che continuerà a condividere nuovi modelli ogni settimana e ha chiesto di condividere i propri lavori su Instagram. Mentre decidete quali caratteristiche fondamentali debba avere un edificio, scoprite qui sotto i modelli già disponibili e scaricateli

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Archi-parts

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Grazie a Foster+Partners possiamo essere tutti architetti
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La collezione di Atelier Avéus presentata attraverso i film di Hitchcock

La collezione di Atelier Avéus presentata attraverso i film di Hitchcock

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Sono stati pochi gli autori cinematografici in grado di porre la stessa identica attenzione a diversi elementi del film, dalla sceneggiatura alla scelta degli attori, dalle tipologie di ripresa alla scenografia. Tra questi certamente spicca Alfred Hitchcock. Nessuno meglio di lui è riuscito a investire la scenografia di un significato tanto importante. Nei suoi film gli spazi, le architetture, gli edifici, gli arredamenti sono un vero e proprio mezzo per raccontare la storia. Ogni elemento rispecchia lo stato d’animo dei personaggi e oltre ad adattarsi alla perfezione a ciò che succede, molte volte sono i luoghi a condurre la narrazione, basti pensare a La finestra sul cortile. A Hitchcock e alla sua attenzione per lo spazio si sono ispirati i designer di Atelier Avéus che hanno presentato i loro nuovi mobili attraverso tre visual.

Il primo visual si chiama The Secret Room Hotel e si ispira alla famosa scena girata nella stanza d’albergo in Vertigo – La donna che visse due volte. Questo scenario misterioso e fatto per ricevere segreti e lussuria è stato pensato per presentare una mini console con specchio. 

Il secondo, dal nome The Uncanny Lobby, ci riporta direttamente nel castello di Rebecca – La prima moglie, con i suoi soffitti altissimi e la sua monumentale scala per presentare una lampada dalle forme contemporanee realizzata in vetro e ferro. 

Il terzo e ultimo visual intitolato The Confinement Room presenta una poltrona affrontando il tema del confinamento e del vivere in un piccolo spazio per tanto tempo, argomento alla base del precedentemente citato La finestra sul cortile

Quella di Atelier Avéus è un’idea originale che fonde design moderno con la sconfinata passione per il cinema dei designer dello studio.

La collezione di Atelier Avéus presentata attraverso i film di Hitchcock
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The Rest Is Silence dello Studio Aires Mateus

The Rest Is Silence dello Studio Aires Mateus

Giulia Guido · 4 settimane fa · Design

In questi mesi sono stati molti gli eventi rimandati a date ancora da definirsi o completamente cancellati. Però, è proprio nei momenti di crisi che vengono nuove idee e opportunità, così abbiamo visto sempre più frequentemente nascere manifestazioni virtuali, come concerti ed eventi legati al mondo del fashion

Tra i tanti appuntamenti annuali che si sono trasformati in eventi online non poteva non esserci anche il Fuorisalone e, all’interno di questo, gli appuntamenti di Design Variations a cura di MoscaPartners. Ogni anno durante il Fuorisalone, MoscaPartners invita ospiti di richiamo internazionale a proporre la loro visione su temi legati all’architettura e al design attraverso installazioni site-specific che negli ultimi anni sono state presentate nel magnifico cortile di Palazzo Litta. Anche quest’anno avrebbero dovuto susseguirsi diversi eventi che avrebbero dovuto prendere il via il 21 aprile scorso con la presentazione di The Rest Is Silence, l’installazione firmata dagli architetti Manuel e Francisco Aires Mateus dello Studio Aires Mateus

Ma non tutto è ancora perduto, infatti, se il Salone del Mobile è stato ufficialmente cancellato, il Fuorisalone resiste e vivrà in maniera virtuale dal 16 al 21 giugno, giorni durante i quali si potrà partecipare a una serie di appuntamenti online e si potranno vedere virtualmente alcune opere. 

Tra queste c’è proprio The Rest Is Silence, una di quelle installazioni che riflettono perfettamente ciò che stiamo vivendo e che ci invita a un momento di contemplazione e di pace. 

“Abbiamo bisogno di riflettere più che fare, e di proporre una riflessione su quel che esiste già.”

Il cortile di Palazzo Litta sarà completamente ricoperto da uno specchio d’acqua che rifletterà all’infinito la bellezza del palazzo del XVII secolo e che sarà visibile solo girandoci attorno. Con The Rest Is Silence i due architetti dello Studio Aires Mateus danno una soluzione concreta alla necessità di fermarsi e contemplare quello che già esiste, senza dover a tutti i costi creare qualcosa di nuovo. 

Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo;


G. Leopardi, da L’Infinito, 1819, vv.4-7

L’idea di Manuel e Francisco Aires Mateus prende spunto dai versi di Leopardi cercando di creare un silenzio visivo e intellettuale che inevitabilmente rimanda ai sovrumani silenzi e alla profondissima quiete di cui parla il poeta. 

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Casa Plenaire, il rifugio perfetto firmato Child Studio

Casa Plenaire, il rifugio perfetto firmato Child Studio

Giulia Guido · 4 settimane fa · Design

In questi ultimi mesi abbiamo visto piani per le vacanze andare in fumo e viaggi cancellati, e l’idea che si debba aspettare ancora molto per tornare a viaggiare intristisce non poco. Molti studi e designer hanno cercato soluzioni innovative per farci viaggiare con la mente, come il progetto di Sovrappensiero, alcuni però si sono spinti oltre e hanno immaginato il luogo perfetto dove trascorrere la quarantena, come Casa Plenaire. I designer di Child Studio, in collaborazione con il brand di prodotti skincare Plenaire, che dà il nome al progetto, hanno appunto realizzato una serie di rendering con programmi di modellazione 3D dando forma alla loro idea del luogo ideale dove vivere il lockdown.  

Si tratta di un’abitazione vista mare che, nelle forme dolci e non spigolose e nei colori chiari, ricorda le tipiche case di Santorini. Al centro della casa si trova una vasca rotonda, ai lati della quale due brevi scale portano alla camera da letto con una finestra che si affaccia sul mare e un’apertura che porta alla terrazza col pavimento rivestito in piastrelle lucide.  

Al lato opposto della Casa Plenaire troviamo, invece, una sorta di cortile interno con doccia all’aperto e caratterizzata da pareti di un arancione acceso e sgargiante. Come ogni casa estiva che si rispetti, in ogni stanza sono disseminati accessori da mare come cappelli di paglia, telo mare, un libro aperto, conchiglie, riviste. 

Inoltre, attraverso i pochi elementi d’arredo presenti, i designer di Child Studio hanno voluto rendere omaggio ad alcuni pezzi iconici come la lampada Anywhere Lamp di Greta von Nessen e la sedia Pastil del designer finlandese Eero Aarnio. 

Casa Plenaire, il rifugio perfetto firmato Child Studio
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