The Other Place, l’hotel uscito dai quadri di Escher

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8 gennaio 2019

Scale senza inizio e fine, porte che si aprono sul nulla, sono le camere del The Other Place, inspirate ai lavori di Escher.

Per il suo ultimo progetto, lo studio di design Studio10 si è ispirato niente meno che alla serie di litografie Impossible Constructions realizzata da Escher negli anni ’50. Nascono così le due suite Maze e Dream della boutique guesthouse The Other Place.

L’obiettivo del team dello Studio10 era quello di creare un luogo misterioso, che con giochi di luci e ombre, creazione di finti spazi e un particolare utilizzo di elementi come porte o scale, desse l’illusione di essere infinito.

Le due stanze si differenziano solo per la scelta dei colori. In Dream entriamo in un ambiente caratterizzato da una tavolozza di colori tenui, tutti sulle tonalità del rosa pastello e del bianco, mentre in Maze è stata utilizzata una palette di colori decisamente più scuri, riprendendo le nuance del sottobosco. Nonostante le due decisioni profondamente diverse, in entrambi i casi è stato creato un ambiente surreale che fa quasi venire i brividi.

The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al The Other Place | Collater.al

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