Cosa succede quando un capo tecnico pensato per proteggere dal freddo estremo diventa una superficie narrativa? Quando un’imbottitura termica si trasforma in supporto visivo e la performance incontra l’illustrazione? Lo abbiamo scoperto grazie a Thermore, che in occasione di Milano MuseoCity 2026 ha presentato un progetto che va oltre la collaborazione: un vero e proprio “viaggio d’artista”.
Un capo iconico dell’azienda milanese leader globale nelle imbottiture termiche per l’abbigliamento di alta gamma è stato illustrato da Jacopo Ascari, che lo ha trasformato in una tela bianca su cui ha sviluppato un viaggio tra Milano e la montagna, tra la vita cittadina e gli sport invernali.


Il tratto di Jacopo Ascari, architetto e illustratore, è riconoscibile: massimalista, urbano, stratificato. Le sue illustrazioni fondono le guglie del Duomo con richiami eterei alle vette alpine, celebrando il movimento e i luoghi che viviamo.
La giacca, realizzata in collaborazione con il brand londinese Contrado, diventa un punto di incontro tra discipline: arte, design, moda, industria. È il risultato di un dialogo tra saper fare tecnico e visione creativa, tra ricerca tessile e illustrazione.


È proprio qui che il progetto diventa interessante, ovvero quando le aziende smettono di limitarsi alla produzione e iniziano ad ampliare i propri orizzonti. Quando la manifattura entra nei musei, e i musei escono dagli spazi convenzionali per abitare oggetti quotidiani. MuseoCity 2026, con il tema “Le imprese della cultura”, trova in questo progetto un esempio concreto di come l’impresa possa essere dispositivo culturale.
Thermore e Jacopo Ascari hanno dato vita a un racconto che parte da Milano, attraversa le vette alpine e ritorna in città trasformato in immagine indossabile. Se volete vedere di persona questo item-opera, sarà esposto all’interno del bellissimo Palazzo Castiglioni a Milano, in Corso Venezia 47, fino al 17 febbraio.





