Quando si parla di streetwear e cultura hip-hop, pochi capi hanno avuto un impatto tanto duraturo quanto il Timberland Boot. Noto ufficialmente come Style #10061 e affettuosamente chiamato “Timbs”, questo stivale è diventato un simbolo di stile e resistenza, nonostante le sue origini siano ben lontane dalla scena musicale e urbana. Ma vediamo perché.


Lanciati nel 1973 come calzature per il settore edile nel New England, gli stivali Timberland da 6 pollici erano pensati per garantire due caratteristiche molto semplici: impermeabilità e durabilità. Tuttavia, negli anni ’90, li iniziò a usare anche un gruppo di persone del tutto inaspettato: gli artisti della scena hip-hop di New York. Secondo il giornalista Rob Walker, come ha scritto nel suo libro Buying In, i primi a indossare i Timberland nel contesto urbano furono gli spacciatori di New York, costretti a stare in strada tutta la notte e con la necessità di indossare calzature resistenti e confortevoli. Presto, i rapper seguirono il loro esempio, e il Timberland Boot divenne un vero e proprio simbolo della cultura hip-hop.


Notorious B.I.G., Wu-Tang Clan, Mobb Deep, Nas, Jay-Z, DMX e Redman sono solo alcuni degli artisti che hanno contribuito alla diffusione dei Timbs. Nei loro testi e soprattutto nei loro videoclip, gli stivali comparivano costantemente, diventando parte integrante dello stile hip-hop degli anni ’90. Fra tutti, fu proprio Notorious B.I.G. a menzionare i Timberland in brani iconici come Suicidal Thoughts con il versi che rimarranno nella storia: «Dressed in white, I like black Timbs and black hoodies» e in Hypnotize con «Timbs for my hooligans in Brooklyn».

Anche Mobb Deep li mise in primo piano sulla copertina dell’album The Infamous del 1994, rafforzando il loro status di icona urbana. Ma furono i Wu-Tang Clan, con l’iconica fotografia di gruppo dove troneggiavano i Timbs, a rendere i Timberland popolari. RZA stesso dichiarò che il gruppo diede un contributo fondamentale alla loro diffusione.



All’inizio, Timberland non abbracciò immediatamente questa nuova audience. Il marchio, con radici nel workwear, non era ancora pronto a riconoscere il legame con la cultura hip-hop. Tuttavia, nel 1993, la campagna “Give Racism the Boot” segnò un punto di svolta, riconoscendo e rispettando la clientela afroamericana e latina che aveva adottato i Timberland. Con il tempo, l’azienda accettò il suo ruolo nella cultura urbana e, grazie all’influenza dell’hip-hop, il brand crebbe esponenzialmente. Se nel 1991 il fatturato era di 100 milioni di dollari, nel 2000 superò il miliardo.




Oggi, il Timberland Boot è un classico intramontabile. L’iconico stivale continua a essere indossato non solo dai rapper, ma anche da fashion influencer e appassionati di streetwear. Artisti come A$AP Rocky mantengono viva la tradizione, abbinando i Timbs a look che reinterpretano lo stile hip-hop anni ’90. Dai cantieri alle strade di New York, dagli album rap alle passerelle, i Timberland Boot sono un pezzo di storia dello streetwear. E mentre le mode cambiano, il fascino senza tempo di questi stivali rimane immutato.


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