Tony Oursler – Video Scultura

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8 Giugno 2012

Tony Oursler è tra gli artisti più innovativi e sperimentali degli ultimi decenni nel campo della video arte

Nato a New York nel 57, Tony Oursler è tra gli artisti più innovativi e sperimentali degli ultimi decenni nel campo della video arte. Dopo gli studi di pittura, sposta il suo interesse sul fronte dell’immagine in movimento. Affascinato dalla scena psichedelica, fin dagli anni 70 inquadra particolari del volto umano e li rimanda su superfici monocrome filtrate attraverso un medium trasparente, solitamente acquatico o vetroso.

Tony Oursler - Video Scultura

Negli anni 90 comincia a sperimentare alcune proiezioni su supporti diversi dal video tradizionale: superfici tridimensionali irregolari, spesso sferiche, raffiguranti frammenti di volti, in particolare occhi e bocche, declamanti monologhi dai risvolti intimisti e deliranti. Una sintesi originale di scultura, proiezione multimediale e performance. Le sue installazioni vennero da allora definite sculture-screens e Oursler proclamato l’iniziatore della video-scultura. Da quel momento in poi la video arte si affrancherà dai limiti specifici dello schermo televisivo.

Spinto dall’interesse per la scena elettronica e la psicologia del trauma, che lo porterà ad approfondire il tema dello sdoppiamento della personalità, delle compulsioni e delle dipendenze così come quello delle strutture subliminali e prelinguistiche della comunicazione, Oursler affianca ad ogni “sculture-screen” un intervento sonoro  non soltanto con l’intento di proiettare il visitatore in una dimensione di sogno-incubo ma per assecondare la sua ricerca di nuovi collegamenti dinamici fra il partecipante e l’opera d’arte, collegamenti storicamente avvenuti fra mezzi silenziosi come i quadri, ma che ora in un mondo di immagini dinamiche vengono creati attraverso strutture più complesse fatte di suoni e linguaggi diversi.

Anche lo scambio di sguardi inquietanti tra l’opera e il pubblico o il ridurre simbolicamente l’uomo a un occhio, è uno dei temi centrali dell’opera dell’artista americano, imperniata sul rapporto dell’individuo con una dimensione virtuale nella quale si confondono i confini tra realtà e finzione.

Gli occhi a bulbo di Oursler, nei quali si possono vedere pupille che si dilatano, i riflessi dell’iride e i battiti delle palpebre, sembrano fissare lo spazio o osservare il visitatore in modo inquietante. Nell’immediato fanno pensare al Big Brother orwelliano, in verità, spiega l’artista, “è il luogo di connessione tra realtà e il cervello, centro di produzione di immagini, punto d’unione fra buio interiore e luce esterna, soglia metaforica dell’incontro tra conscio e subconscio”.

Artista trasversale e poliedrico, Oursler che è stato anche membro di un gruppo rock, i Poetics, ha collaborato con David Bowie, con i Sonic Youth e Beck.  Recentemente ha anche partecipato al progetto interattivo del the Adobe Museum.

Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura
Tony Oursler - Video Scultura

“La mente umana è uno strumento malleabile” (Allen Dulles, ex direttore della CIA).

Tony Oursler

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