Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 10 mesi fa · Music

Ghemon – Rose viola

Per il suo primo brano in gara al Festival di Sanremo, Ghemon ha scelto un video che è più di un’opera d’arte. Ad essere citate, infatti, sono una serie di sculture iconiche come Amore e Psiche di Canova o La pietà di Michelangelo che ben si sposano con l’immobilità e il dolore della donna di cui il brano racconta.

Mahmood – Soldi

Restiamo in zona Sanremo con il video di Mahmood per il brano Soldi, prodotto da Charlie Charles e Dardust (hit pazzesca che sta già avendo un enorme successo radiofonico). La regia del video è di Attilio Cusani e la mia parte prefe è quando esce il tatuatore.

James Blake – Mile High

James Blake e Travis Scott si incontrano in un caffè e improvvisamente si ritrovano nello spazio a cantare il brano più inutile di Assume Form.

A$AP Rocky – Kids Turned Out Fine

Ben altro viaggione è quello che ci fa fare A$AP Rocky (sotto effetto di acidi) dall’infanzia all’età adulta in questo video in cui indossa la babushka e ci offre una serie di outfit sobri e situazioni psichedeliche.

Cuco & Dillon Francis – Fix Me

Tutto rosa è il mondo illustrato di Cuco al quale non possiamo mai resistere se ci canta
Llamame a mi teléfono
Mándame texto o FaceTime call
Lo que tú quieras I’ll do it all
Solo dame una oportunidad

Toro Y Moi – Ordinary Pleasure

Nel video di Ordinary Pleasure, Chaz Bear (aka Toro Y Moi) ci porta negli studi della sua label, la Company Records, suona con la sua band, posa mezzo nudo con una rosa su un divano e poi fa festa in giardino con gli amici. Ordinary Pleasure.

Gus Dapperton – My Favorite Fish

Sempre più convinti che Gus Dapperton sia un fuoriclasse. Il suo album di debutto, Where Polly People Go To Read, uscirà il 19 aprile. Intanto godiamoci i suoi balletti in questo video che lui stesso ha diretto.

Meek Mill – Going Bad feat. Drake

Alla lochescion ho dato diesci…
In questo nuovo video, Meek Mill si accompagna a Drake e ad altri volti noti come Swizz Beatz, T.I., Nipsey Hustle, DJ Mustard, J Prince, Jas Prince e Shy Glizzy. Insieme scommettono sui cavalli, fumano sigari e si schiantano nelle loro costosissime auto.

Maverick Sabre – Slow Down Feat. Jorja Smith

La nostra artista R&B preferita e il rapper britannico Maverick Sabre si guardano dagli specchietti retrovisori e riescono a dirsi tutto pur restando in silenzio.

Ariana Grande – break up with your girlfriend, i’m bored

Oggi esce il nuovo album di Ariana Grande thank u, next anticipato dal video di break up with your girlfriend, i’m bored in cui c’è anche Charles Melton di Riverdale diviso tra Ariana e la sua sosia.

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Perché la vittoria di Mahmood a Sanremo ci ha spiazzati tutti

Perché la vittoria di Mahmood a Sanremo ci ha spiazzati tutti

Claudia Maddaluno · 10 mesi fa · Music

Io stessa non riesco ancora a crederci.
Ripenso al momento della proclamazione, quando nella combriccola del totosanremo riunita a casa mia davamo ormai tutti per scontata la vittoria di Ultimo (al massimo del Volo). Perché la storia di Sanremo, specie quello degli ultimi anni, ci ha insegnato a perdere le nostre scommesse. Sempre.

E invece questa volta, per fortuna, non è andata così.

Baglioni ha letto proprio il verdetto che avremmo voluto sentire, il verdetto che ci ha ridato un po’ di fiducia nei maledetti italiani (fino a che non sono arrivate le tristi polemiche del giorno dopo).
Per la prima volta da che ho memoria del festival di Sanremo ha vinto una canzone che rappresenta ciò che una certa fetta consistente d’Italia sta ascoltando in questo momento. Per la prima volta non c’è patina, non ci sono fenomeni da baraccone e scimmie che ballano sul podio della kermesse più attesa della tv italiana. C’è una canzone che è una hit scritta, prodotta, suonata e cantata bene e in modo per niente banale.
Per la prima volta ho sentito la necessità di mandare il mio sms al 4754751 e dare il mio voto a un concorrente in gara al festival di Sanremo. E per la prima volta, al momento della proclamazione, ho gioito. Come se Mahmood fosse stato un mio amico.
Un sentire (quasi) comune, perché la mia bacheca Facebook negli istanti immediatamente successivi è stata un liberarsi euforico di stati di frenesia anti-salvinista, anti-razzista, anti-populista e afammocc (che in napoletano esprime grandissima soddisfazione per qualcosa che è andato bene a te e malissimo a qualcuno che proprio se l’è meritato – tipo quando il Napoli fa goal alla Juve).


Non credo di esagerare se dico che la vittoria di Mahmood è segno che qualcosa in Italia sta iniziando a cambiare.
Una piccola rivoluzione di cui (col senno di poi) avremmo dovuto vedere i segnali già nelle scelte indie-oriented della direzione artistica: oltre a Mahmood, in gara c’erano un bel po’ di nomi che sembrava di stare al Miami: da Motta a Ghemon agli Ex-Otago, da Achille Lauro agli Zen Circus a Livio Cori (che voi ancora credete sia Liberato, vabbè).

Quest’edizione del festival, a ben guardare, ha fatto lo sforzo di aprirsi a un nuovo tipo di pubblico che non è più solo quello di Amici, X Factor, Albano e Romina Power: era già nell’aria un’operazione di svecchiamento (probabilmente dettata dallo scopo di fare audience, arruffianarsi i fan della trap e dell’indie insieme, disposti a sorbirsi ore e ore di siparietti poco comici e canzoni spaccapalle, per soddisfare la curiosità di vedere gli artisti del proprio mondo in un mondo che non era propriamente il loro).
Nonostante queste premesse, non ci siamo fatti troppe illusioni. All’indomani del festival di Sanremo, credevamo che di quelle quote indie e trap, buttate lì come pesciolini rossi in un oceano di vecchi squali, sarebbe rimasto qualche Tweet, qualche duetto sopra le righe e niente più.

Invece quella quota è stata molto più che una parentesi. Potremmo vederla come un sacrificio di vittime per i festival che verranno: Mahmood ha vinto per se stesso, ma ha vinto anche per loro.

“Soldi” è un brano pop che abbraccia R&B, trap e beat esotici: un brano freschissimo prodotto da Dardust e Charlie Charles (producer di Ghali e forse è per questo che ce lo ricorda anche un po’) con un testo che switcha dall’italiano all’arabo e racconta un fatto autobiografico non felicissimo ma sapientemente intervallato da hand-clapping smorza-toni.
Se non si fosse trattato di Sanremo, non ci saremmo mai meravigliati della vittoria di un brano come “Soldi”: la meraviglia nasce da un coup de théâtre pazzesco messo in scena dal bagaglino della canzone italiana sanremese a cui ci eravamo abituati.
Ci siamo andati a prendere una vittoria, un riconoscimento in qualcosa in cui si sono riconosciuti forse i nostri genitori e quelli che assumono musica per le infinite vie endovenose alimentate da Maria De Filippi. Non è per snobismo, ma quella kermesse l’abbiamo guardata sempre con un po’ di distacco, convinti che la “vera musica italiana” fosse altrove.

Ora che Mahmood ha vinto a Sanremo e abbiamo ingoiato anche il boccone amaro delle polemiche sul televoto, la spocchia cripto-fascista di Ultimo e i commenti vergognosi come quello di Di Maio, abbiamo un po’ di speranze in più e possiamo iniziare a fantasticare sui prossimi nomi, anche sui prossimi conduttori. Quanto sarebbe giusto avere Cattelan all’Ariston, per esempio.  

Il problema è che conviene restare umili e coi piedi per terra perché proprio ieri sono arrivati i Grammy e ci hanno ricordato che siamo in Italia e che quella palma nelle mani di uno stilosissimo e talentuoso ragazzone con gli occhi neri pieni di stupore è solo un’oasi nel deserto.

Sai già come va come va come va.


Perché la vittoria di Mahmood a Sanremo ci ha spiazzati tutti
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Claudia Maddaluno · 10 mesi fa · Music

Julia Holter – Les Jeux to You

Il nuovo video di Julia Holter è un film in bianco e nero diretto da Geneva Jacuzzi ispirato a Il paese incantato di Jodorowsky. Lei mangia le rose, si fa guidare su un carretto di legno che trasporta anche un grammofono e delle vecchie bambole ed esplora la potenza autodistruttiva dell’amore.

St. Vincent – Masseduction

Nel nuovo video di St. Vincent per Masseduction troviamo il Coral Living, pantone dell’anno, e una Annie Clark che canta indisturbata mentre sullo sfondo esplodono bombe nucleari.

Weyes Blood – Everyday

Natalie Mering aka Weyes Blood ha annunciato che il nuovo album Titanic Rising uscirà il 5 aprile via Sub Pop. Nel video di questo secondo singolo ispirato agli anni ’70 è un po’ una Romina Power vista con gli occhi di Dario Argento.

SASAMI – Free (feat. Devendra Banhart)

Anche se speravamo di trovarci Devendra Banhart, il video è molto bello. L’abbraccio finale insuperabile.

Mahalia – Do Not Disturb

I’m putting myself on Do Not Disturb.

Fur – Him and Her

Se ti piacciono gli Strokes e il Twister, sei nel posto giusto.

Nathy Peluso – Natikillah

La nuova diva spagnola del latin pop mischiato al rap, all’R&B e alla trap ha pubblicato un nuovo video dal titolo Natikillah in cui lei canta davanti a un tavolo pieno di “frijolito, hueva y mayonesa”, su una moto d’acqua o sul red carpet. Che artista.

Julia Jacklin – Comfort

Anche se ci sono dei nuvoloni scurissimi, tutt’intorno invece è di un rosa pastello e Julia Jacklin non fa altro che cantarti “You’ll be okay, You’ll be alright

Weezer – Take On Me

Scusate ma qui c’è Finn Wolfhard con dei capelli improponibili che canta Take On Me degli a-ha in una mansarda rustica. Ci sono anche tutti gli altri i Calpurnia e un quaderno con le illustrazioni della band.

Normani – Waves (feat. 6LACK)

Il momento è quello giusto per mollare tutto e andare su un altro pianeta con Normani e 6LACK.

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5 brani supa tropical scelti da Pereira

5 brani supa tropical scelti da Pereira

Claudia Maddaluno · 10 mesi fa · Music

Ciao,
ti ricordi di Pereira? Te ne abbiamo parlato qui, perché lui è una delle nostre scommesse per il 2019.
Diciamo pure che ci abbiamo visto giusto perché, nel frattempo, è uscito il suo primo album, dal titolo “Mascotte“, che lui stesso descrive come “un’immersione nelle acque del tropical indie“.
A un mondo popolato da palme e tucani fanno da soundtrack questi nove brani sognanti che fluttuano su un mare di riverberi e chitarre gentili.

Noi ci abbiamo proprio perso la testa e non c’è salvagente a forma di fenicottero che possa salvarci dal naufragare in queste onde melodiose.
Prima di tuffarti nel meraviglioso mondo di Mascotte, vogliamo che inizi a far pratica col contesto.
Per cui beccati questi 5 brani supa tropical scelti da Pereira.
Lo senti come improvvisamente è già estate?

Clear – Hush Moss

Mai mi stuferò di dire che è una delle band più fiche in circolazione. Direttamente da Berlino, per nostalgici dei Bee Gees.

You make me feel like dancing – Leo Sayer

Un tuffo nel lontano 1976, quando venivano scritte vere hit come questa. T’acchiappa non poco, facendo muovere anche dei pezzi di gesso come me.

Un’estate al mare – Giuni Russo

Già che si parla di tropici, possiamo davvero ignorare la Riviera romagnola e questo pezzo in sottofondo, magari condendo il tutto con una bella cedrata? Eddai

So Tired – Crumb

Questa band newyorkese ha tirato fuori dei pezzi davvero belli, dove alternano motivetti rilassanti a parti più energiche. “So Tired” è una continua evoluzione e questo la rende super.

Birds don’t sing – TV Girl

Potenzialmente uno dei pezzi più radiofonici e tropicali possibili, ho finito per cantarmelo in testa per notti intere dopo averla ascoltata per mezzo minuto un pomeriggio.

(Ps. tasto dolente: andando a ricercare nei meandri dell’internet, questo sembra il risultato live, da far invidia ai peggiori fail).

5 brani supa tropical scelti da Pereira
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Claudia Maddaluno · 10 mesi fa · Music

slowthai – Peace Of Mind

Il rapper britannico slowthai ha annunciato l’arrivo del debut album Nothing Great About Britain e intanto ha messo fuori il video di Peace Of Mind con cui ci insegna che a volte non c’è proprio niente di bello nello sprofondare nel letto.

Helado Negro – Running

Sta per arrivare anche il nuovo album di Helado Negro, This Is How You Smile, la cui uscita è prevista per l’8 marzo. Running è il nuovo singolo, accompagnato da un video che ci fa venire voglia di correre sulle alture solo per riprendere fiato davanti a uno dei tramonti più belli di sempre.

Vampire Weekend – Harmony Hall

Uno dei ritorni più attesi è certamente quello dei Vampire Weekend. Un applauso preventivo lo merita già Ezra che riesce a preparare la colazione in tutta tranquillità mentre un serpente gli striscia sul tavolo.

Snoh Aalegra – I Want You Around

I fall for you every time I try to resist you.

Cleo Sol – One

Prova a guardarlo senza ondeggiare sulla sedia.

Doja Cat – Tia Tamera (feat. Rico Nasty)

Forse non ho mai visto così tanti colori e pattern tutti insieme nello stesso video.

Sunni Colón – Mornin Dew

Questa canzone ha il potere di farti dimenticare che fuori ci sono 4°. Lui è Sunni Colón, songwriter di origini nigeriane che ama il tie dye e forse anche Anderson .Paak.

Kehlani – Nunya (feat. Dom Kennedy)

Lo so che ve la metto ogni settimana però oggi è uscito il suo nuovo mixtape While We Wait e non potevo non ricordarvelo.

Chromatics – Time Rider

I Chromatics hanno annunciato il primo tour dopo cinque anni e pubblicato un nuovo brano dal titolo Time Rider. Il video che lo accompagna vede Ruth Radelet cantare in una serie di filtri super psichedelici.

Dillon Francis & Cuco – Fix Me

Dopo il lyric video di due settimane fa, arriva anche l’esilarante video ufficiale di Fix Me, brano che vede la collaborazione di Cuco con Dillon Francis. Il visual è una carrellata di filmati di incidenti e cadute recuperati su internet dove Cuco ci mette la sua faccia in Photoshop per dirci quante volte l’amore l’ha ferito.

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