Art Sex and Solitude: Tracey Emin arriva finalmente a Firenze
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Sex and Solitude: Tracey Emin arriva finalmente a Firenze

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Anna Frattini

Le opere di Tracey Emin per troppo tempo sono state associate a qualcosa di scioccante e a emozioni urlate. Sex and Solitude, la mostra che aprirà le porte i 16 marzo a Palazzo Strozzi, dimostra il contrario portandoci in un percorso fra opere recenti e lavori del passato. Il tutto, mettendo in chiaro la forza comunicativa di un’artista, fra le più importanti nel panorama contemporaneo, che è sempre riuscita a raccontare il suo vissuto – nel bene e nel male – attraverso la sua arte.

Exorcism of the last painting I ever made (1996)

«L’arte si è sempre presa cura di me» dice in conferenza stampa Emin, raccontando di un percorso lungo oltre trent’anni che l’ha portata proprio a Palazzo Strozzi. Dai neon, alla performance passando per pittura, scultura e ricamo, l’artista inglese – insieme al curatore Arturo Galansino – presenta una mostra che racconta il dolore, la perdita ma anche la gioia dell’essere viva.

Sex and Solitude, infatti, porta in campo due temi più che mai attuali: da una parte quello sessuale, fil rouge di moltissime esperienze di Emin, e dall’altra la solitudine – oggi componente fondamentale per il processo creativo dell’artista.

Opere come Those who Suffer LOVE (2009), Thriving on Solitude (2020) o You Should have Saved me (2023) esprimono in modo chiaro l’altalena di emozioni che ha reso Emin l’artista che è oggi. Consapevole, onesta e, soprattutto, umana. Un’umana con sensi di colpa, qualche limite e un forte bisogno di aiutare la nuova generazione di creativi come fa a Margate, la sua città natale.

Ad accompagnare il percorso espositivo all’interno di Palazzo Strozzi anche due opere che, nello specifico, riprendono il suo impegno nell’ambito dell’arte pubblica: il neon sulla facciata di Palazzo Strozzi, Sex and Solitude (2025) e la monumentale scultura in bronzo installata nottetempo nel cortile dell’edificio Strozzi, I Followed You To The End (2024). Un segno importante nel panorama contemporaneo italiano che – oggi più che mai – sente il bisogno di dar voce a un’artista che non solo si racconta così apertamente ma che tende la mano anche alle generazioni di artisti del futuro.

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Scritto da Anna Frattini

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