Cosa rimane e cosa cambia quando la street art attraversa il tempo? L’opera What stays, what shifts dell’artista Tuyuloveme nasce proprio da questa domanda e dall’esperienza diretta con i graffiti nello spazio pubblico, dove le immagini sono costantemente esposte a trasformazioni: vengono coperte, modificate o parzialmente cancellate da nuovi interventi.
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Al centro del lavoro c’è una porta che contiene due immagini differenti. Quando è chiusa, ciò che appare sono soltanto frammenti delle due composizioni. Per scoprire ciascuna immagine nella sua interezza è necessario aprire la porta in direzioni diverse, trasformando così un gesto semplice in parte integrante dell’opera, in mostra nella galleria indonesiana EDSU house.

L’atto di aprire la porta diventa una metafora della memoria. Proprio come accade nei ricordi, l’immagine non si manifesta mai tutta insieme, ma emerge per frammenti, ricostruita attraverso il tempo e il cambiamento. Lo spettatore è invitato a interagire con l’installazione, scoprendo progressivamente le immagini e partecipando attivamente al processo di rivelazione.

Il lavoro è perfettamente coerente nella pratica di Tuyuloveme, artista visivo indonesiano attivo da quasi due decenni e profondamente legato alla cultura del graffiti. Partendo da forme più dirette e caratteriali tipiche del writing, il suo linguaggio visivo si è evoluto verso composizioni astratte costruite attraverso stratificazioni, gradienti e texture. Nelle sue opere ricorrono spesso simboli come occhi nascosti, stelle e recinzioni, elementi che riflettono la sua ricerca sui confini tra libertà e limite, controllo e spontaneità.

Con What stays, what shifts, l’artista traduce l’energia e la natura effimera del graffiti in una sola opera che invita a riflettere su come le immagini e la street art stessa, proprio come i ricordi, cambiano, si sovrappongono e continuano a esistere attraverso ciò che resta.
