Ogni domenica, da dieci anni, il fotografo Txema Salvans sale sul tetto del proprio furgone posizionato in un parcheggio di un Carrefour alla periferia di Barcellona, osservando ciò che succede intorno a lui. È così che nasce Sunday Morning, il suo progetto che racconta il tempo libero come raramente viene viene vissuto. Nessun pomeriggio al mare, nessuna gita in montagna, nessuna esperienza eccezionale.
Nel parcheggio che Salvans fotografa da un decennio, al chilometro cinque dell’autostrada di Castelldefels, le persone in effetti non fanno granché. C’è chi fa un pisolino in auto, chi corre tra le corsie, chi si concede una pausa tra una commissione e l’altra. È uno spazio deserto, di transizione e di passaggio, ma non disabitato.


Questo progetto si inserisce alla perfezione nel percorso professionale di Txema Salvans, che arriva da una lunga tradizione di osservazione della periferia urbana, esplorata in serie come The Waiting Game. Qui porta questa osservazione alle estreme conseguenze, poiché sceglie di restare fermo nello stesso luogo per anni, invece di inseguire posti nuovi ogni volta. È la ripetizione, non la varietà, a fargli scoprire qualcosa che uno sguardo di passaggio non coglierebbe mai.
Il risultato, raccolto ora in un volume edito da RM con testi di Pepe Baeza, è una sinfonia visiva fatta di gesti minimi e di pause silenziose, in cui il banale diventa la materia prima di una riflessione più ampia sul margine del tempo libero contemporaneo. Quello che Salvans mette a fuoco è un bisogno reale, condiviso da chiunque abbia mai cercato un attimo di pausa in un luogo sospeso come il supermercato.
Sunday Morning racconta la domenica come stato mentale più che come giorno della settimana, lontano da quell’idea di dover per forza fare qualcosa di eccezionale nel fine settimana.











