Photography I surreali ritratti senza volto di Serhii Fett
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I surreali ritratti senza volto di Serhii Fett

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Collater.al Contributors

Un corpo senza volto in mezzo a una stanza qualunque. Una figura assorbita da un paesaggio che è reale ma non lo sembra fino in fondo. È lo scenario che si ripete, fotografia dopo fotografia, nel lavoro di Serhii Fett, visual artist e fotografo che ha fatto della cancellazione del volto il proprio linguaggio più riconoscibile.

Il suo lavoro nasce da un’intuizione semplice quanto radicale, ovvero che gli oggetti del quotidiano, come una sedia, una strada, un abito, dei fiori, non hanno bisogno di essere resi straordinari. Basta alterare la relazione tra loro perché la scena cominci a rispondere a una logica emotiva diversa da quella che conosciamo.

Le sue immagini sono messe in scena, eppure conservano una credibilità fisica quasi documentaria, come se potessero essere accadute davvero, da qualche parte, a qualcuno. È proprio in questa tensione, tra il riconoscibile e ciò che non torna, che si gioca il senso del lavoro.

Il corpo umano è il punto in cui questa frizione diventa più evidente. I volti spariscono sempre, interrotti da oggetti o assorbiti nello sfondo, e i gesti più familiari diventano improvvisamente illeggibili. Serhii Fett non racconta una persona precisa, ma costruisce una condizione che chi guarda può attraversare senza istruzioni per l’uso.

Ogni fotografia è pensata come opera autonoma, senza narrazione né sequenza da seguire. Eppure, viste tutte insieme, compongono un linguaggio visivo coerente, un tentativo costante di dare forma fisica a esperienze che di solito restano invisibili: isolamento, memoria, assenza, incertezza.

Il risultato è una fotografia concettuale più vicina alla pittura metafisica che ci invita a perderci in un mondo simile al nostro, ma con qualcosa di surreale che ci impaurisce e affascina allo stesso tempo. 

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Scritto da Collater.al Contributors

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