Per quanto le definizioni non aiutino mai a capire un lavoro, potremmo dire che Tyler Spangler è graphic designer californiano che realizza collages digitali.

Collages che creano un universo parallelo, dove la cultura pop incontra la tristezza dell’hangover solitario e si nutre di Animal Collective e orsetti gommosi.
La ricetta tecnica è semplice e facile da eseguire: prendi delle immagini vintage, scontornale, posizionale in uno sfondo realizzato con photoshop, possibilmente fluo e psichedelico, e l’opera è completa. Se preferisci inserisci un po’ di movimento realizzando qualche gif.
L’ingrediente segreto che aggiunge Tyler però è tutto: una personale visione dello spazio da riempire che sembra mostrare, in un foglio delimitato, paranoie e sogni appartenenti a una mente più che creativa e a tratti cupa nonostante i colori abbaglianti. Visi che si sciolgono, mozziconi di sigarette tra le mani, ballerine del cabaret, occhi assenti.
A volte ama lavorare con la realtà, modificando edifici e costruzioni cittadine sul suo foglio digitale, donando loro murales eccentrici e colorati, pattern tipici dei suoi lavori digitali.


















