Uğur Gallenkuş racconta la guerra con il nostro immaginario

Uğur Gallenkuş racconta la guerra con il nostro immaginario

Claudia Fuggetti · 4 anni fa · Design

L’artista turco Uğur Gallenkuş realizza immagini ibride spezzate, per sottolineare le gravi differenze tra paesi dilaniati dalla guerra e società privilegiate e pacifiche. Servendosi dell’immaginario tipico della cultura occidentale e delle società capitalistiche, Uğur comunica efficacemente il suo messaggio: tu pensi ad un cono gelato, io ad un’esplosione, tu pensi a Gaga che vince l’Oscar, io ad un bambino che ha la fortuna di frequentare la scuola e così via.

In ogni scena, il benessere viene affiancato ad immagini accuratamente abbinate, che immortalano il dramma dei conflitti e della povertà. Questo ci deve far riflettere su cosa davvero occupi la nostra attenzione la maggior parte del tempo; cosa importa agli Occidentali?

L’artista spiega le motivazioni che lo portano a realizzare il suo lavoro così:

“Se vogliamo vivere in pace e in armonia, dobbiamo avere una sana conoscenza ed empatia. Informazioni sbagliate e parziali e l’odio rendono questi problemi ancora più gravi”.

Uğur ha impiegato diversi anni per realizzare questo progetto personale ed è riuscito a farsi notare anche sui social, infatti vanta quasi mezzo milione di seguaci su Instagram.

Uğur Gallenkuş racconta la guerra con il nostro immaginario | Collater.al
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We’re Not Really Strangers, molto più che un profilo Instagram

We’re Not Really Strangers, molto più che un profilo Instagram

Claudia Fuggetti · 4 anni fa · Design

Viviamo la nostra vita con sconosciuti ogni giorno. Ci accompagnano a casa ubriachi, ci consegnano il nostro ramen alle 2 del mattino e molto altro. Siamo più connessi che mai. Ma quante volte siamo veramente in contatto?

Questo è l’incipit del progetto visuale We’re Not Really Strangers, basato su immagini semplici ed efficaci, che nascono da riflessioni profonde sulle dinamiche sociali che caratterizzano la nostra vita. Sul sito collegato a questo profilo Instagram, che conta più di 288mila followers, troviamo la seguente citazione:

“Love is but the discovery of ourselves in others and the delight in the recognition”.

Si tratta di messaggi motivazionali, talvolta ironici, in cui tutti gli “sconosciuti” che si imbattono in queste massime possono immedesimarsi. Il tema cardine però rimane l’amore e tutto ciò che implica l’amare qualcuno, compresi noi stessi.

We’re Not Really Strangers è molto più che un profilo Instagram, è il tuo migliore amico che ti ricorda di amare ed amarti di più, è la tua voce interiore che esterna le verità nascoste e…è anche un gioco di carte!

Guarda il video qui sotto se vuoi approfondire:

We’re Not Really Strangers, molto più che un profilo Instagram
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Zhongshuge, la libreria più bella del mondo che sembra un quadro di Escher

Zhongshuge, la libreria più bella del mondo che sembra un quadro di Escher

Giulia Guido · 4 anni fa · Design

In un periodo storico in cui sembra che il libro sia, quasi, passato di moda, forse lo studio di architettura X+Living ha trovato un modo geniale per rilanciarlo. Questa idea geniale risponde al nome di Zhongshuge ed è una libreria dall’aspetto surreale, quasi magico, che si trova nel distretto cinese di Binjiang. 

Oltre a essere un intricato labirinto di scale, stanze e corridoi, che già da soli creano un luogo tutto da scoprire, la caratteristica principale della Zhongshuge è l’uso smodato si specchi. Dimenticatevi, però, i classici specchi da appendere alle pareti, io sto parlando di interi soffitti, muri o pavimenti specchiati. Questa scelta estetica crea un’illusione ottica unica, moltiplicando infinite volte gli spazi. Andare a cercare un libro alla Zhongshuge diventa un’esperienza di vita, una specie di visita all’interno di un’installazione immersa, l’unica differenza è che rimane lì tutti i giorni, sempre a vostra disposizione.

Date un’occhiata alla nostra gallery.

Zhongshuge | Collater.al
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Zhongshuge, la libreria più bella del mondo che sembra un quadro di Escher
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Extraweg e la sua arte tridimensionale, provocatoria e sovversiva

Extraweg e la sua arte tridimensionale, provocatoria e sovversiva

Giulia Guido · 4 anni fa · Design

Sconcertanti e bellissimi, non convenzionali e rosa, sono i lavori firmati da Oliver Latta, conosciuto dai suoi 694 mila follower di Instagram come extraweg.  

Oliver è nato e cresciuto a Kotten, in Germania, e ha studiato Design all’Università Bauhaus di Dessau dove, oltre ad alimentare la sua passione per la fotografia e i video, ha scoperto l’immenso mondo dell’arte digitale, soprattutto quella 3D. Ha iniziato, così, a sperimentare, ma la vera svolta professionale l’ha avuta quando ha deciso di condividere i suoi lavori su Instagram. Dopo un po’ di tempo, qualche decine di migliaia di follower e aver ufficialmente adottato il nome d’arte extraweg, Oliver è passato da graphic designer ad art director del suo extraweg Creative Studio. 

A prima vista le sue grafiche 3D tutte rosa sembrano eteree, ma quella cromatica è solo una scelta estetica. Poi, una volta che il video parte perde tutta questa magia e ci trasporta in un immaginario inquietante, sconcertante e provocatorio, anche perché molte volte i suoi lavori sono legati a temi attuali. 

Questa volta la nostra gallery ti sconvolgerà un po’, ma ne vale sicuramente la pena. 

Extraweg e la sua arte tridimensionale, provocatoria e sovversiva
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Extraweg e la sua arte tridimensionale, provocatoria e sovversiva
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Quadrant House, la casa che si sposta seguendo il movimento del sole

Quadrant House, la casa che si sposta seguendo il movimento del sole

Giulia Guido · 4 anni fa · Design

Ormai, nel campo dell’architettura sembra che tutto sia possibile, ogni giorno viene realizzato un nuovo progetto che sfida le leggi della gravita o quelle climatiche, alcune sono interamente costruiti con materiali innovativi o semplicemente fuori dal comune. Nonostante ciò, tutti questi edifici sono statici, perché realizzarne uno che si muove è impossibile. O almeno lo era fino a pochi giorni fa. 

In un quartiere residenziale polacco, l’architetto Robert Konieczny ha realizzato la Quadrant House, un’abitazione formata da due moduli che si sovrappongono e si incrociano, dallo stile minimale ed essenziale. 

Sebbene il suo aspetto si differenzia palesemente dalle ville che la circondano, per ora non sembra esserci nulla di particolare. In effetti la Quadrant House, come tutte le altre case ha una zona giorno divisa dalla zona notte, una sala normale, una cucina normale e un cortile normale. Ma il bello arriva con quella che l’architetto chiama terrazza. 

Un terzo modulo più piccolo, posizionato tra gli altri due, utilizzabile come una dépendance, che si muove seguendo la posizione del sole, in modo tale da sfruttare la luce naturale nel migliore dei modi. Il suo sistema di movimento è stato ispirato dal dispositivo che utilizzano gli astronauti per tracciare la posizione delle stelle ed è progettato per fermarsi nel caso incontri un ostacolo sul suo percorso. 

Per capirne la bellezza e la straordinarietà guarda le nostra gallery e non perderti il video! 

Quadrant House | Collater.al
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