Un paesaggio di sabbia attraversato da un movimento lento e inesorabile. No Bird (2025) del duo artistico UJOO+LIMHEEYOUNG è un’installazione cinetica composta da elettronica, motori stepper, alluminio, acciaio inox, ottone, sabbia e dispositivi luminosi. Un sistema meccanico costruito con precisione ingegneristica che, invece di produrre efficienza, mette in scena una fragile narrazione di estinzione.

L’opera prende forma dall’immaginazione di uccelli incapaci di volare. Vivevano su isole senza predatori, avevano smesso di alzarsi in aria perché non ne avevano più bisogno. Poi è arrivato l’essere umano e quella stessa scelta evolutiva si è trasformata in vulnerabilità. Molte specie sono scomparse. Da qui nasce una domanda semplice e spiazzante: se le loro impronte fossero state cancellate, sarebbero riusciti a sopravvivere?

Nasce così No Bird, una macchina che avanza sulla sabbia, posando zampe meccaniche imprimendo tracce nette, riconoscibili. Il gesto è ripetitivo, come se un corpo invisibile stesse davvero attraversando lo spazio. Subito dietro, un secondo dispositivo segue lo stesso percorso. Una testina simile a uno spazzolino graffia i contorni delle impronte, un sottile rastrello in filo metallico redistribuisce i granelli, infine morbide setole livellano la superficie fino a renderla di nuovo uniforme. Ogni segno viene cancellato con cura metodica.

Il risultato è una coreografia ciclica in cui formazione e annullamento si rincorrono senza sosta. La sabbia diventa un archivio temporaneo, un supporto che accoglie e dimentica nello stesso istante. Ricordare e rimuovere, generare ed estinguere, distruggere e riparare: il meccanismo dell’installazione rispecchia quello della sopravvivenza umana.

L’uccello non è mai presente, se non come traccia e come assenza. Metallo, ottone e circuiti evocano un organismo che non c’è più. La tecnologia non celebra il progresso, ma costruisce un’immagine malinconica di ciò che è stato perso. L’assenza diventa il vero corpo dell’opera.
Presentata nell’ambito della quarta edizione del Seoul Arts & Tech Festival Unfold X 2025, intitolata Let Things Go: 관계들의 관계, l’installazione dialoga con l’idea di lasciare andare e con le relazioni tra presenze e sparizioni. Se la nostra esistenza si fonda su un continuo alternarsi di tracce e cancellazioni, resta aperta una questione inevitabile: che tipo di segno stiamo lasciando nel mondo? E siamo ancora capaci di diventare una presenza più gentile per ciò che ci circonda?
