Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo album dei Vampire Weekend

avatar
30 Gennaio 2019

Facciamo il punto sul ritorno della band statunitense con Father of the Bride.

Dopo un silenzio durato sei anni i Vampire Weekend sono tornati con due nuovi brani, Harmony Hall e 2021, che anticipano l’arrivo del doppio album Father of the Bride.

Si tratta di un ritorno importante perché i Vampire Weekend sono stati una delle band più significative dell’indie-rock, una band coraggiosa che, alla fine degli anni duemila, ha riscritto le sorti della musica statunitense, facendo flirtare la musica nera con quella bianca, la borghesia universitaria newyorkese con un’estetica sfaccendata, spensierata e più spartana.

Era tutto molto chiaro già dall’omonimo album di debutto: la band di Ezra Koenig, Rostam Batmanglij, Chris Baio e Chris Tomson aveva capito qual era la giusta formula per fare hype.

Quella formula era fatta di melodie catchy, sapori esotici, riferimenti afrobeat rubati all’enorme Graceland di Paul Simon, atmosfere barocche e orchestrali, sposate a chitarrine scintillanti: insomma, un trainante carro carnevalesco al quale era del tutto impossibile resistere.

Con Contra, i Vampire Weekend hanno perfezionato quell’intruglio e sfoggiato, attraverso un meraviglioso esercizio di stile, la loro riconoscibile cifra: una gamma sonora già così colorata, ariosa, frizzante ed energica andava ad abbracciare generi sempre più multiculturali, attingendo dall’elettronica all’indie-rock, dal reggae al synth pop, dallo ska, al calypso, all’afro-pop.

Ricordo che ne eravamo innamorati tutti.

Nel 2013, poi, è arrivato Modern Vampires of the City che ha un po’ spento quell’incendio di suoni e colori degli album precedenti, virando verso una proposta più canonica e meno creativa: segno che gli anni del college erano ormai belli che andati e c’era l’esigenza di raccontare un immaginario più maturo, elegante e riflessivo.

Da quell’album sono successe un po’ di cose (tipo che Rostam è uscito dal gruppo o che Ezra ha fatto una serie tv animata) e viene da chiedersi, alla luce di questi due nuovi singoli, cosa ci si aspetta dal prossimo album dei Vampire Weekend.

Il primo assaggio da FOTB (che originariamente avrebbe dovuto chiamarsi Mitsubishi Macchiato) è Harmony Hall e vede la collaborazione di Dave Longstreth (Dirty Projectors). Proprio il suo arpeggio di chitarra, unito a quelle familiari melodie da campus estivo, ci riporta ai Vampire Weekend dei primi due dischi: felici, spensierati e pacchiani.
La seconda traccia, 2021, è un po’ più breve e rivela l’anima più introversa e minimale della band, quella che abbiamo imparato a conoscere con Modern Vampires of the City. Il sample è preso da un jingle di Haruomi Hosono che l’ha composto negli anni 80 per gli store Muji del Giappone.

Due singoli sono ancora pochi per dire quale delle due anime prevarrà in FOTB o per fare pronostici su una terza via, un nuovo sound nato dal connubio dei precedenti esperimenti.

Koenig ci ha rassicurati che ci sarà ancora la produzione di Rostam ma ha anche aggiunto che in questo doppio album di diciotto tracce leggeremo il nome di Steve Lacy dei The Internet e noi già siamo lì a fantasticare su un’ipotetica traccia che sposi i Vampire Weekend con l’R&B.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

To the fans:⁣ I know that 5-6 years is considered a long time between records. Personally, I think it’s a dignified pace befitting a band that’s already placed three albums in stores but everyone has their own sense of time. (I swear the time between 3 & 4 felt shorter to me than 2 & 3. I may be in the minority on this one.) ⁣ ⁣ This album didn’t really take any longer to write/record than MVOTC. We just took more time on the front end to chill. I’ll admit I may have stretched out the mixing/mastering process (aka THE END) a little bit cuz spending half the day with my family & half the day at Ariel’s is my ideal life-rhythm & it’s painful to say goodbye to that rhythm.⁣ ⁣ Many of you have been hungry for information and we’ve given you very little. I don’t like talking abt a project while in the middle of making it. I usually regret everything I say cuz it turns out to be wrong (so disregard anything I may have said in the past 5 years.) I thought abt making a recording diary to tide over the people leaving intense comments but…to me, the album IS the recording diary…man.⁣ ⁣ It’s called “FOTB” (well those are the initials – that’s a VW tradition) and it’s 18 songs. Picked the name a few years ago. At some point early on, the album drifted from the Mitsubishi Macchiato aesthetic. It was a helpful guiding principle tho. Working titles are important too.⁣ ⁣ It’s a lot of songs but they all belong there. (If you disagree, you can always say it was 6 songs too long & make a lil 12-song playlist version of it.) At first, I wanted to make two 23-song albums on some human chromosome shit but then 23&me started doing Spotify playlists and I don’t know…felt we’d been scooped.⁣ ⁣ Is it a double album? The vinyl will be double so…yes? It’s about 59 minutes long. We can talk more abt that later – if u care. To me, it’s just FOTB.⁣ ⁣ Anyway, we’re gonna start releasing music next week. After all that waiting, you should have the general schedule:⁣ ⁣ -There will be three 2-song drops every month until the record is out. 1. hh/2021 2. s/bb 3. tl/uw. (plans can change that’s the plan)⁣ ⁣ Thank you for ur patience,⁣ Ezra

Un post condiviso da Ezra Koenig (@arze) in data:

Ma al netto dei nostri sogni e dei pronostici, quello che davvero ci aspettiamo è un sano ritorno all’indie: ci auguriamo che i Vampire Weekend siano in grado di indicare ancora una volta la strada giusta da seguire e di riscrivere le sorti dell’indie americano.

Aspetteremo la primavera per dirlo.

Newsletter

Keep up to date!
Receive the latest news about art, music, design, creativity and street culture.
Share