Style Dietro ai look di Viscardi c’è Simone Folli
Styleinterview

Dietro ai look di Viscardi c’è Simone Folli

In questa intervista a Simone Folli e Viscardi abbiamo chiesto allo stylist e al cantante come si costruisce un'estetica definita nel mondo della musica emergente
-
Anna Frattini

Proprio oggi è uscito l’ultimo singolo di Viscardi, MY LADY – il brano nato dalla collaborazione con la giovanissima produttrice e musicista Giada De Prisco, classe 2004. La passione per il Neo Soul – alimentata da «ascolti profondi e ripetuti di artisti come Erykah Badu, D’Angelo, Lauryn Hill e Jill Scott» come ci racconta lo stesso Viscardi, ha avuto un impatto significativo nel suo percorso musicale, ispirandolo a dare vita a brani che riflettono sulla complessità delle esperienze umane. Anche lo styling – e soprattutto gli accessori, come vedremo a breve – sono una componente fondamentale dell’identità di Viscardi. Nello specifico, Simone Folli – stylist anche di Anna Tatangelo e Rosa Chemical – ha dato vita a una visione estetica ben definita, vicinissima alle suggestioni R&B del musicista. I cappelli sono l’accessorio più importante in questa visione, una vera e propria dichiarazione di stile e di personalità. In questa intervista con Viscardi e con Simone Folli abbiamo parlato di questi temi, intersecando le scelte di stile di questo duo con il contesto musicale di un artista emergente che punta a diventare davvero qualcuno nell’R&B italiano.

Come vi siete incontrati e come avete deciso di avviare questa collaborazione?

V: Questa collaborazione è nata in modo del tutto casuale grazie a Giada Ramera, la fotografa che segue questo nuovo progetto musicale e che ne ha subito trovato il potenziale presentandomi Simone Folli. La collaborazione è stata fluida e genuina: la musica ha naturalmente ispirato lo stile che vediamo oggi, curato da Simone. Lo ringrazio per aver compreso immediatamente l’immaginario che volevo evocare e per averlo arricchito con il suo tocco.

MY LADY è il tuo nuovo singolo in uscita. Come avete deciso il concept dello styling legato a questo brano? Quali sono state le ispirazioni?

V: ‘MY LADY’ è stato il punto di partenza per identificare e maturare il mio nuovo sound, ricco di influenze e sonorità R&B/Neo Soul. La produzione musicale evocava un’eleganza che volevamo riflettere anche nello styling, creando un’atmosfera onirica. Con Simone Folli ci siamo subito trovati d’accordo nell’ispirarci allo stile Buffalo di Ray Petri, il celebre stylist che ha dominato la scena fashion negli anni ’80.

SF: Esatto! Petri è stato il primo a cercare forti contrasti, giocando con il genere e mixando elementi di culture e sottoculture diverse, mantenendo sempre al centro l’atteggiamento e la personalità dei soggetti. L’estetica del Buffalo Style era cruda, audace e non rifinita, caratterizzata da silhouette oversize, outfit a strati e l’uso distintivo di accessori come cappelli e gioielli. Integrava lo streetwear urbano nella moda di alta gamma, creando look ibridi e unici. Questo approccio ci è sembrato perfetto per definire l’identità artistica di Viscardi.

Il cappello è un elemento centrale non solo in LADY ma anche in altre apparizioni e video musicali. Cosa c’è dietro a questa attenzione per il tema? Cosa vi attira e come scegliete i cappelli da utilizzare?

V: Fin da piccolo, i cappelli mi facevano sentire a mio agio e mi davano più autostima, completando il mio look quotidiano. Ad oggi, li vedo come un accessorio fondamentale che definisce e racchiude il mio stile. Questa connessione con il mondo di Simone ci ha avvicinati ancor prima di conoscerci pienamente. È stato naturale e fluido integrare qualcosa di così personale e significativo per entrambi.

SF: Uno degli elementi fondamentali del Buffalo Style era il copricapo. I cappelli mi hanno sempre affascinato sin da bambino, anche grazie a mia madre, una modista e collezionista di copricapi. Dai più classici a quelli più articolati con piume e placche metalliche, come quelli di Philip Treacy, che è stato in grado di trasformare il cappello da semplice accessorio funzionale a elemento centrale dell’alta moda. Treacy ha portato un tocco di fantasia e innovazione che continua a influenzare il mondo della moda contemporanea.

In che modo il linguaggio visivo della moda ti ha aiutato a esprimere te stesso? Nel mondo della musica, chi ammiri per il modo in cui vengono utilizzati gli abiti?

V: Per me, la moda non è solo abbigliamento, ma un’estensione di chi siamo e di chi ci piace essere. Spesso abbiamo bisogno di reinventarci e scoprire nuovi lati di noi stessi. Non è mentire. Abbiamo esempi nel mondo della musica che, attraverso la moda, hanno cambiato regole e modi di fare, rafforzando messaggi e combattendo ideali. Artisti come Prince, Erykah Badu e Rihanna hanno costruito storie potenti, dando voce a nuovi messaggi e modi di vedere le cose. Questo mi ha sempre spinto a raggiungere una forte consapevolezza di me stesso per poter dimostrare ogni mio lato raccontando i miei di ideali.

Come è cambiato il tuo rapporto con la moda nel corso del tempo?

V: Sono nato in un contesto familiare molto libero sulle scelte personali. Mia mamma creava i propri look senza porsi molte domande e mostrava sempre quanto si sentisse sicura con i capi che indossava. Questo mi ha influenzato nel volermi sentire libero nell’esprimermi attraverso i vestiti. Tuttavia, i contesti sociali durante l’infanzia possono alimentare insicurezze e standard da seguire, quindi più che il tempo, mi concentrerei sulla società in cui si cresce. La società in cui sono cresciuto mi ha fatto capire quanto sia difficile esprimersi senza essere giudicati e quanto ciò possa innescare comportamenti per niente fluidi e sinceri.

Per fortuna, sono riuscito a trasformare questa difficoltà in un messaggio, dando spazio a ciò che sentivo di essere e evolvendo continuamente il mio stile. Nel tempo, ho rafforzato questo concetto, portando il mio rapporto con la moda a un livello sempre più confidenziale.

ph. courtesy Giada Ramera

Styleinterview
Scritto da Anna Frattini

Editor's Picks

x
Ascolta su