Dopo un EP autoprodotto in una cantina del suo quartiere Spinaceto, Federico Fabi, cantautore romano, ritorna con “C’eravamo quasi” il primo album in studio, uscito mercoledì per Vertigo/Asian Fake e distribuito da Sony Music Italy.
Sarà lui a farci compagnia oggi nella nostra novantacinquesima vinilica con il suo nuovo disco pop che unisce la passione di Fabi per l’estetica vintage e le sonorità retrò alla ricerca di essenzialità nei testi e negli arrangiamenti. Un concept album sulla nascita, la vita e la fine di una storia d’amore.
I primi pezzi sono dipinti con l’allegria, conditi da quell’euforia della fase iniziale di una relazione: l’innamoramento.
Andando avanti, l’atmosfera si incupisce fino a tuffarsi nel buio totale degli ultimi due brani, le note della fine di un amore.

Federico ha anche realizzato tutto l’impianto grafico e visivo dell’intero progetto, ha voluto curare questo aspetto come artista a 360 gradi, essendo anche un grafico, nello spirito del do-it-yourself.
Un lavoro minimal ma elegante, otto brani ben confezionati, con una scelta dei suoni molto oculata dovuta alla smisurata passione di Fabi per l’estetica vintage, che è anche nel suo modo di vestire, nella sua maniacale ossessione per il collezionare oggetti d’epoca, nella fotografia dei suoi video.
“C’eravamo quasi” per noi è un disco da non perdere, schietto e sincero, in cui sonorità retrò sono combinate con influenze moderne.

Per addentrarci ancora di più nel mondo del cantautore romano non può mancare la playlist in esclusiva per Collater.al Mag con tutte le sue influenze e brani preferiti, trattatela con cura.
“Il concetto di semplicità è molto complicato. I miei gusti musicali sono semplici e di conseguenza scrivo e compongo cose semplici. Ma poi che vuol dire semplice? Non lo so. So che ho un fetish per la linearità melodica, per i ritornelli, per la banale semplicità di un testo che arriva dritto al cuore. C’è mancato poco che mettessi Ligabue nella playlist. In realtà sono molto attaccato al cantautorato, principalmente quello italiano. Il mio produttore dice che devo varcare altri confini, sperimentare, elasticizzarmi. Credo abbia ragione. Magari il prossimo album lo faccio in stile bossa nova. “
Qui invece ecco parte dell’impianto grafico e visivo che Federico Fabi ha costruito da solo, curando ogni minimo dettaglio del suo nuovo disco.




