“Virgil was here”, la SS22 di Louis Vuitton che celebra Virgil Abloh

“Virgil was here”, la SS22 di Louis Vuitton che celebra Virgil Abloh

Andrea Tuzio · 7 mesi fa · Style

“Un vero genio creativo, un visionario e innovatore”.
Prendiamo in prestito le parole con le quali Louis Vuitton ha presentato lo spin-off show dal titolo “Virgil was here” della Spring/Summer 2022 uomo, tenutosi a Miami nella notte italiana. 

Un vero e proprio tributo all’intera carriera, alla legacy e al talento dirompente del compianto direttore creativo uomo della maison francese Virgil Abloh. Una delle più influenti e decisive figure creative degli ultimi 30 anni, un game-changer determinante che ha cambiato per sempre le sorti e il futuro della moda e del design. 

La presentazione ufficiale della SS22 uomo di Vuitton andata in scena a giugno – in cui sono stati presentati i look della collezione – è stata una riflessione sulla black culture attraverso un film diretto dal regista Mahfuz Sultan dal titolo Amen Break. Il titolo deriva direttamente dal nome di un preciso assolo di batteria composto da quattro battute che ha cambiato per sempre la musica del ventesimo secolo diventando la base dell’hip hop e del jungle.
Il film ragiona su un momento storico dell’arte e della cultura nera, quando l’hip hop e la musica elettronica vennero generate dalla stessa scintilla per poi propagarsi a macchia d’olio. 
Virgil e Mahfuz hanno costruito una realtà che sa di sogno ma che rappresenta un’interpretazione della vita di Lupe Fiasco, rapper originario del Southside di Chicago, cresciuto in un quartiere difficile tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80.

Il papà di Lupe Fiasco era un batterista e un membro del Black Panther Party, che si impegnò per dare un’alternativa valida alla strada a quei ragazzi che un’alternativa sembravano non poterla nemmeno sognare. Organizzò corsi aperti a tutti di arti marziali salvando moltissimi giovani del quartiere e ha aiutato il figlio a trasmettere valori come la pace, la comprensione e la responsabilità alle nuove generazioni.
Amen Break è la storia “di un padre e un figlio uniti da una perdita, che attraversano un mondo onirico per consegnare un messaggio”

Sono queste le ispirazioni dietro le silhouette della collezione, ma ciò che ha segnato di più la serata di ieri sono stati i 10 look aggiuntivi che hanno celebrato l’eredità di Virgil Abloh
Lo streetwear che si miscela all’haute couture in una sorta di gioco in cui i due stili si rincorrono mostrando le loro rispettive differenze e contraddizioni ma che si combinano perfettamente grazie alla visione che ha contraddistinto l’estetica di Virgil.  

“La vita è troppo breve che non si può sprecare nemmeno un giorno abbonandosi a ciò che qualcuno pensa tu possa fare invece di fare ciò che tu puoi e vuoi fare”.
Con queste parole di Virgil che riecheggiano nella notte di Miami, si è chiuso l’ultimo show della straordinaria, determinante e purtroppo breve carriera di quel ragazzo di Chicago che sarà per sempre un faro costantemente accesso sulla speranza per chiunque di riuscire a realizzare i propri sogni, anche se solo all’apparenza irraggiungibili.  

Qui di seguito potete vedere l’intero show della Spring/Summer 2022 uomo di Louis Vuitton dedicato alla memoria di Virgil Abloh.

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Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli

Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli

Tommaso Berra · 9 ore fa · Art

la fotografia non è mai un calcolo esatto per Carola Blondelli, ma è analisi e accettazione dell’imprevisto. La storia dell’artista con il linguaggio fotografico è iniziata proprio così, come una scoperta inaspettata, diventata fin dall’inizio indispensabile grazie agli incontri e ai rapporti con le persone, che proprio grazie all’obiettivo diventavano sempre più chiari, completi e profondi.
Le connessioni e l’entusiasmo per passioni comuni hanno fatto in modo che si creasse sinergia, che ha portato alla nascita di nuovi progetti.

È quindi indispensabile per me che l’osservatore non accolga la visione dell’immagine unicamente come esteticamente bella, ma che sia in grado di riceverne la parte emotiva.” Dice Carola Blondelli descrivendo il suo lavoro.
La fotografa ricerca proprio questo con i suoi scatti, ovvero un momento di stop in cui guardare nella direzione opposta rispetto a quella dello sguardo, ovvero dentro di sé, in un processo che richiede più coraggio ma in grado di mettere alla prova la sensibilità di chi guarda. Attraverso il corpo della donna, soggetto ricorrente degli scatti, Blondelli riesce a esprimere un messaggio di intimità e delicatezza, lasciando spazio a chi guarda di cogliere l’autenticità e il realismo della scena.

È possibile sostenere la pubblicazione di un volume dedicato al lavoro della fotografa Carola Blondelli attraverso la raccolta fondi lanciata da SelfSelf, clicca qui per scoprire come aiutare a realizzare questo progetto fotografico.

Carola Blondelli | Collater.al
Carola Blondelli | Collater.al
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Carola Blondelli | Collater.al
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Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli
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Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli
Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli
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Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith

Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Art

Appaiono come uno scherzo le opere di Adam Parker Smith, un nuovo capitolo di quel gioco che ha da secoli spinto gli artisti a dissacrare i simboli della tradizione pittorica e scultorea.
L’artista americano realizza le sue opere utilizzando differenti materiali e adottando metodi diversi in base allo scopo, da solo o coinvolgendo altri nelle creazioni, i soggetti delle sue opere sono spesso estratti dalle sue paure, desideri, ossessioni, cotte e gelosie.

Uno dei lavori più interessanti tra quelli firmati da Adam Parker Smith è appunto la serie nella quale l’artista “chiude” in 1 metro cubo di marmo di Carrara alcune delle statue più famose della storia dell’arte. Il senso è quello di vedere il meglio dell’arte classica rottamato come una vecchia macchina, ridotta a nient’altro che un rifiuto, senza maestosità, altezza e eleganza tipica di queste opere.

La tecnica con cui è riuscito a replicare esattamente i dettagli delle statue elleniche e barocche è il risultato di un lavoro in cui ha partecipato anche il team di ricerca digitale di musei come gli Uffizi. I programmi di modellazione 3D hanno aiutato infatti l’artista a ridurre le opere senza alternarne le proporzioni.
Per le sue sculture Smith ha coinvolto poi intagliatori e robot, stravolgendo non solo nel concetto il significato di opera d’arte come prodotto dell’ingegno dell’uomo.
Tra le opere più famose della storia dell’arte Smith ha scelto tra le altre l’ Apollo del Belvedere , Cupido Trionfante , David del Bernini e Augusto di Prima Porta, per un omaggio che ha sostanza e umorismo stilistico.

Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith
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Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith
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Questo o quello, intervista ad Icy and Sot

Questo o quello, intervista ad Icy and Sot

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Art

Tra gli ospiti più attesi di Cvtà Street Fest, il festival di street art andato in scena dal 23 al 26 giugno a Civitacampomarano (CB), c’era senza dubbio la coppia di artisti iraniani Icy and Sot.
Il duo è composto dai fratelli Saman Oskouei (1985) e Sasan Oskouei (1991), conosciuti per le loro opere che intervengono sul paesaggio urbano attivando riflessioni sulla condizione umana. I diritti umani, la detenzione, la condizione delle donne e dei migranti, capitalismo e cambiamento climatico, questi alcuni dei temi espressi attraverso installazioni e stencil.

Noi cerchiamo di riflettere i nostri tempi e le nostre esperienze. Per lo più in scultoreo e installativo. Ci piace utilizzare materiali/oggetti diversi, così come opere site specific. Non siamo bravi a descrivere il nostro lavoro, pensiamo che gli spettatori facciano un lavoro migliore perché ognuno può sentire o trarre qualcosa di diverso dall’opera.

Icy and Sot | Collater.al

In un mondo che deve prendere decisioni forti per risolvere questi problemi, Collater.al ha chiesto a Icy and Sot di schierarsi in quello che è utopicamente un mondo in cui sembra sempre ci siano solo due elementi in contrasto tra i quali scegliere. Anche le opere degli artisti sono segni nel paesaggio che in qualche modo definiscono pieni e vuoti, aria e materia, porzioni specifiche di spazio.

QUESTO O QUELLO

  • Mezzogiorno o mezzanotte?
    Mezzanotte
  • Biennale di Venezia o Musei Vaticani?
    Biennale di Venezia
  • Coca Cola o Pepsi?
    Nessuna delle due
  • Easy Rider o Fast and Furious?
    Easy Rider
  • Batman o Spiderman?
    Nessuna delle due
  • Invasione Zombie o invasione aliena?
    Invasione aliena
  • Chiamata o messaggio?
    Chiamata
  • Nostalgia o immaginazione?
    Entrambe
  • Essere mangiati da una tigre o da uno squalo?
    Tigre
  • Urlare o sussurrare?
    Urlare
  • Volare o saper leggere nella mente?
    Volare
  • Pieno o vuoto?
    Pieno
  • NY o LA?
    NY!!
  • 00s o 10s?
    00s
  • Gen Z o Millennials?
    Millennials
  • Instagram o TikTok?
    Instagram
  • Apple o Samsung?
    Apple
  • Bates Motel o Overlook Hotel?
    Bates motel
  • Ferro o pietra?
    Ferro
  • Mozart o Metallica?
    Mozart
Questo o quello, intervista ad Icy and Sot
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Questo o quello, intervista ad Icy and Sot
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Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?

Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Art

Il 16 giugno negli spazi della galleria Contemporary Cluster a Roma è stata presentata la mostra “Displacement“, il progetto espositivo curato da Giacomo Guidi in collaborazione con Ginnika.
Il tema trattato nella mostra è quello del Post Vandalismo, una corrente che permette di definire un nuovo paesaggio artistico urbano, non per forza legato ai writer ma anche a espressioni più astratte e intangibili.
Nell’inaugurazione è emersa subito la sperimentazione tra i media e la cooperazione tra espressioni artistiche lontane che trovano un contatto diretto all’interno dello spazio espositivo, all’interno del quale i visitatori hanno potuto assistere all’evoluzione di un nuovo processo creativo.

Contemporary Cluster | Collater.al
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Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?
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Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?
Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?
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