Art Giacomo Nanni e il puntinismo ora
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Giacomo Nanni e il puntinismo ora

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Tommaso Berra
Giacomo Nanni | Collater.al

Il chimico Michel Eugène Chevreul, restaurando arazzi, nel corso dell’800 scoprì il concetto di giustapposizione del colore. Chevreul scoprì che due colori accostati ma non sovrapposti, se visti da lontano ne creano un altro con una brillantezza che non si raggiunge mischiando fibre o pigmenti in un unica tonalità. Questa ricerca tecnica ispirò la nascita di alcune delle principali correnti artistiche del XIX secolo, tra le quali il pointillisme (Puntinismo).
La bellezza di questa tecnica continua a ispirare artisti e illustratori, tra questi Giacomo Nanni, italiano di base a Parigi, collaboratore per riviste, ma anche autore, con alle spalle pubblicazioni di libri illustrati. La tecnica è sempre quella sella sovrapposizione di livelli di texture e colore, che siano puntini o linee rette.
La densità dei segni crea atmosfere e ombre che definiscono bene i soggetti delle opere di Giacomo Nanni. I colori, così come nelle opere di Georges Seurat e Paul Signac sono tanti toni semplici, ma anche poche sfumature che si creano solo attraverso un inganno di percezione visiva.

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Giacomo Nanni riguarda la ricerca della rappresentazione della luce e di tutti quegli elementi che riflettono anche in natura i colori dell’ambiente circostante. Il sole, le nuvole, il fuoco, le ombre, un lavoro ricco di ricerca sulla luce e il suo essere nessun colore e l’unione di tutti.
Gli interventi di linee e sagome nere avvicinano molte delle opere di Nanni al fumetto. Ci sono personaggi e soggetti in cui è difficile riconoscere una staticità, l’atmosfera è sempre in movimento, come se i puntini fossero le particelle mosse dall’azione dei soggetti delle opere.
È possibile seguire molti dei lavori di Giacomo Nanni sul suo profilo Instagram, nel quale sono pubblicate anche le due copertine realizzate dall’artista per le nuove edizioni Feltrinelli di due grandi romanzi della letteratura: Fattoria degli animali e 1984 di George Orwell.

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Scritto da Tommaso Berra

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