L’arte di Virgilio Sieni a Matera

L’arte di Virgilio Sieni a Matera

Collater.al Contributors · 2 anni fa · Art

Virgilio Sieni è uno dei più grandi protagonisti della danza contemporanea. Coreografo e danzatore, Sieni nel 2015 porta a Milano il progetto “Atlante del gesto”, un ciclo di azioni coreografiche concepito ad hoc per Prada e per il complesso architettonico progettato da Rem Koolhaas. Direttore della Biennale di Venezia-Settore Danza dal 2013 al 2016, oggi Virgilio arriva a Matera nelle vesti di curatore, nel contesto di I-DEA, un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 sul tema dell’archivio.

Siamo a Cava Paradiso, pochi chilometri fuori Matera. Qui, all’interno del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, l’artista Antonio Paradiso nel 2007 realizza il suo parco delle sculture in una cava di tufo abbandonata. In questo meraviglioso contesto il curatore Joseph Grima porta I-DEA, un progetto curato in collaborazione con Chiara Siravo per Matera Capitale della Cultura 2019 dedicato alla riscoperta degli archivi. Dopo i primi due appuntamenti – il primo con il fotografo Mario Cresci, il secondo con il duo Formafantasma – il 12 settembre è stato il turno di Virgilio Sieni con “Thauma, Atlante del Gesto”. Il coreografo porta nella capitale europea della cultura un progetto che si articola in vari appuntamenti dedicato proprio al gesto e all’idea di creare un archivio in divenire del gesto attraverso mostre, installazioni, pratiche, azioni coreografiche, performance e progetti speciali. Insieme alla sua équipe composta da antropologi, diaristi, architetti, archivisti, fotografi, videomaker e con l’attivissima partecipazione dei cittadini, Virgilio Sieni cura una mostra sull’esplorazione del corpo e sull’idea di accumulo e di collezionismo. 

Virgilio Sieni a Matera | Collater.al

L’allestimento speciale concepito da  Elisa Giuliano, Martha Schwindling e Antonio Elettrico e da Virgilio Sieni con l’Open Design School prevede un sistema aperto e modulare che viene riutilizzato per ogni appuntamento di I-DEA. Così, il visitatore che era venuto a giugno per vedere il lavoro di Formafantasma, potrà rivedere gli stessi elementi utilizzati in maniera diversa, come se l’allestimento stesso fosse parte viva della mostra.

Thauma, Atlante del Gesto” è una mostra, sì, ma accompagnata da azioni coreografiche.

La sera di giovedì 12 settembre, alle ore 18, ha aperto al pubblico “Danze domestiche”, risultato del lavoro di Sieni e della sua equipe, accompagnata dalla musica dal vivo di Roberto Cecchetto alla chitarra. In cosa consiste “Danze domestiche”? Sono stati selezionati una serie di cittadini, insieme a Sieni hanno raccolto un insieme di oggetti presi dalle loro case (archiviati, collezionati, lasciati in cantina…) che sono diventati poi, in mostra, un’opera d’arte. Sieni ha scelto un gesto corporeo per ogni abitante coinvolto e, utilizzando gli oggetti dei loro luoghi privati, ne ha riprodotto la forma in installazioni: ogni persona viene fotografata nel gesto scelto e ritratta di fianco alla loro “installazione” realizzata con le vecchie macchine da scrivere, la loro radio cubo, la vecchia casa delle barbie della figlia, le foto di famiglia… Un commovente tour tra i ricordi dell’essere umano. Il tutto in concomitanza con una serie di performance che coinvolgono cittadini, danzatori, bambini.

Cosa ci riserva il futuro? Il 19 e 22 arrivano le “Danze di Frontiera”, sui gesti scomparsi, interpretati dai cittadini e nate da un processo di immersione nella natura del gesto. Il gran finale sarà nel Teatro Quaroni a Borgo La Martella, progettato da Ludovico Quaroni su richiesta di Adriano Olivetti, con “Officina Tattile” con performance, laboratori, dialoghi per creare un catalogo dei gesti che nasceranno dall’incontro tra Virgilio Sieni e gli abitanti del Borgo La Martella. Qui si esibirà il danzatore non vedente Giuseppe Comuniello e si concluderà il tutto con il Ballo comune una danza finale collettiva rivolta a tutti, cittadini, danzatori e performer di ogni età e provenienza, costruita sul momento.

Virgilio Sieni a Matera | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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Juergen Teller gioca con la SS22 di JW Anderson

Juergen Teller gioca con la SS22 di JW Anderson

Andrea Tuzio · 6 giorni fa · Photography, Style

È impossibile definire Juergen Teller un semplice fotografo di moda.
Con il suo lavoro e la sua estetica unica e inimitabile il fotografo tedesco indaga le costruzioni sociali che riguardano la bellezza e la quotidianità attraverso il suo stile diretto e senza filtri che sfocia nell’ironia, nell’umorismo e nella provocazione.
I suoi soggetti vengono trattati tutti allo stesso modo a prescindere da chi siano, il taglio dei suoi scatti è democratico, istintivo e diretto grazie al quale è diventato un’icona del mondo della fotografia artistica e fashion.
Ha sempre preferito la sincerità rude delle foto che venivano fuori dal rullino così com’erano, sempre fedele a se stesso, non ha mai cambiato il suo stile nemmeno quando è passato al digitale. 
Ha lavorato per Burberry, Celine, Marc Jacobs, le sue fotografie sono finite sulle cover di Facei-D e Vogue e ha realizzato le copertine per Björk e Morrisey.

Stavolta Teller diventa doppiamente protagonista per il lookbook della SS22 di JW Anderson.

Un calendario vero e proprio dove, tra le modelle che indossano le creazioni prêt-à-porter dello stilista britannico circondate da pneumatici che fungono da set, il fotografo tedesco sceglie di diventare parte stessa del progetto immortalandosi in slip neri e macchina fotografica al collo in pose da pin-up.

Uno stravolgimento dello status quo quello di Teller, che ribalta come suo solito la serietà esasperata del mondo della moda per giocarci e prenderla in giro.
L’ennesima prova da parte di una leggenda della fotografia contemporanea, di riuscire sempre e comunque a spiazzare i fruitori e riscrivere regole obsolete per poi rovesciare tutto di nuovo subito dopo.

Qui di seguito potete dare un’occhiata al lookbook/calendario della SS22 di JW Anderson.

Juergen Teller gioca con la SS22 di JW Anderson
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La festa per i 30 anni della Shadow 6000 di Saucony Originals

La festa per i 30 anni della Shadow 6000 di Saucony Originals

Giulia Guido · 6 giorni fa · Style

Qualche settimana fa, in occasione del trentesimo anniversario della Shadow 6000, la famosa silhouette di Saucony Originals, lo street artist EricsOne ha dipinto un gigantesco murale che continua a dominare Corso Garibaldi.
I festeggiamenti però non si sono esauriti con la realizzazione dell’artwork, infatti qualche sera dopo il nuovissimo ristorante Carlo al Naviglio ha aperto le sue porte agli amici di Saucony per un party esclusivo in cui l’opera di EricsOne è stata ufficialmente presentata al pubblico con un video proiettato sui mega schermi posizionati nel cortile della location. 

Gli invitati hanno avuto la possibilità di vedere tantissimi modelli Saucony Originals esposti come opere d’arte in una galleria, posizionati su piedistalli illuminati da lampade di design, pronti per essere ammirati da ogni prospettiva e, nel frattempo, degustare l’assortimento di assaggi proposto dalla cucina. 

Shadow 6000 di Saucony Originals

Come sempre Saucony ha avuto un occhio di riguardo per i suoi ospiti offrendo sia una selezione di item, da tote bag a scarpe, personalizzati e dipinti a mano da professionisti, sia una performance di live painting di EricsOne che durante la serata ha realizzato un altro artwork, nettamente più piccolo di quello di Corso Garibaldi, ma ugualmente impattante. 

L’evento, poi, è stato movimentato da musica d’eccezione, con un dj-set firmato Polly and Pamy, che per la seconda parte della serata hanno lasciato il posto alla consolle al DJ e producer Shablo, poi raggiunto dall’artista Ernia che ha intrattenuto il pubblico con il suo “Superclassico” proprio nel giorno in cui il singolo ha ottenuto il terzo disco di platino. 

La serata ha anche lanciato ufficialmente la nuova campagna Fall/Winter 2021 che precede una serie di attesissime release che verranno rilasciate lungo tutto il mese di ottobre tra cui spiccano quelle della Shadow 6000 Sweet Street della Shadow 6000 Foodfight.

Rivivete l’atmosfera e i momenti più belli del party nella nostra gallery e nel video qui sotto! 

La festa per i 30 anni della Shadow 6000 di Saucony Originals
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La festa per i 30 anni della Shadow 6000 di Saucony Originals
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Stüssy x COMME des GARÇONS, una nuova collaborazione

Stüssy x COMME des GARÇONS, una nuova collaborazione

Andrea Tuzio · 5 giorni fa · Style

Due dei player più iconici del mondo streetwear, Stüssy e COMME des GARÇONS, hanno realizzato una nuova collaborazione dall’estetica 90’s ed essenziale.


Dopo aver lanciato sul mercato la fragranza Laguna Beach all’inizio di quest’anno, il brand fondato da Shawn Stüssy e quello creato dalla stilista giapponese Rei Kawakubo continuano il loro dialogo con una nuova capsule collection composta da: una coach jacket nera in nylon con grafiche in co-branding sul petto a sinistra e sul retro della giacca, una hoodie grigia con i loghi “CDG” e “Stüssy” sul petto e una grafica sul retro e due t-shirt – una in bianco e una in nero contraddistinte dal logo “CDG”, da un trittico di loghi Stüssy e dal “N°4” tipico del brand californiano.

Quest’ultima collaborazione apparel Stüssy x COMME des GARÇONS verrà rilasciata il 24 settembre negli store Stüssy, CDG e alcuni punti vendita di Dover Street Market e online attraverso gli shop di Stüssy e CDG.

Stüssy x COMME des GARÇONS, una nuova collaborazione
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Patta e Napapijri presentano la loro prima collaborazione

Patta e Napapijri presentano la loro prima collaborazione

Andrea Tuzio · 5 giorni fa · Style

Il brand olandese Patta ha da poco svelato la sua ultima collaborazione con Napapijri.
Dopo quelle con C.P. Company, Sebago e Kappa, Patta unisce le forze con il brand italiano fondato da Giuliana Rosset nel 1987, e per questa Fall/Winter 2021 sforna una capsule collection di ispirazione 90’s.

Dopo la presentazione di NAPA by Martine Rose con un pop-up store presso la sede di Patta ad Amsterdam, la collaborazione rappresenta una naturale evoluzione della filosofia dei due brand. Una rielaborazione da parte del marchio olandese, di alcuni capi iconici che hanno fatto di Napapijri un brand cult degli anni ’90.

Con l’apertura del Chapter Store milanese, Patta vuole rendere omaggio all’ethos del design dei brand italiani con l’intento di miscelare l’estetica streetwear con il linguaggio visivo tipico italiano.

La famosa giacca Skidoo, una t-shirt con stampa all-over e due long-sleeve subiscono una re-invenzione tramite l’utilizzo dei loghi di entrambi i brand e grafiche arrivate direttamente dagli anni ’90 e 2000. 

La collezione Patta x Napa sarà disponibile a partire da domani 24 settembre presso i Chapter Store Patta di Londra, Amsterdam, Milano nonché su patta.nl.

Patta e Napapijri presentano la loro prima collaborazione
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