Vito Ansaldi e le sue illustrazioni concettuali

Vito Ansaldi e le sue illustrazioni concettuali

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Partito dalla Sicilia, oggi Vito Ansaldi vive e lavora a Torino e le sue illustrazioni sono arrivate fino ai nostri occhi, catturando immediatamente la nostra attenzione. 

Sul suo sito, Vito ribadisce una cosa: “la creatività mi fa sentire veramente libero”, e noi non possiamo dargli torto, anzi siamo un po’ invidiosi del fatto che lui ci riesca, a sentirsi libero. In una quotidianità in cui imperano i social network, i limiti, le restrizioni, le battaglie è difficile trovare ciò che ci rende felici, appagati e molto più complicato è avere la possibilità di perseguire questa felicità. 

Sarà per questo che le illustrazioni di Vito Ansaldi sono uno schiaffo, colorato e perfetto, che ci fa aprire gli occhi e che, in maniera semplice e senza fronzoli, ci mostra a quante catene siamo legati, molte volte per nostra scelta. Oltre a riuscire a sintetizzare in un’immagine concetti difficili da esprimere a parole, i lavori di Vito hanno la forza di arrivare a tutti e di essere universalmente comprensibili. 

Se vi piace il lavoro di Vito Ansaldi vi invitiamo a scoprire quelli di Marco Melgrati e di Pawel Kuczynski

Vito Ansaldi | Collater.al
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Vito Ansaldi e le sue illustrazioni concettuali
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Labeltime, il profilo IG che raccoglie le etichette vintage

Labeltime, il profilo IG che raccoglie le etichette vintage

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

La storia delle etichette dei vestiti nasce quasi con la nascita del concetto di moda. La comparsa delle etichette è strettamente legata al valore di uno stilista di firmare la propria creazione poi, dagli anni ’50 dell’Ottocento questi piccoli pezzi di stoffa ricamati hanno avuto un’evoluzione straordinaria, cambiando colore, forma, passando dall’essere cucite all’interno dei capi al venire applicate all’esterno, ben visibili a tutti. 

Oggi le cosiddette label non hanno più quel valore, tanto che sempre più spesso vengono tagliate o staccate, ma solo un paio di decenni fa i brand e le boutique si sbizzarrivano a creare le etichette più strane ed eccentriche possibile. 

Nel profilo Instagram labeltime potete però trovare le più belle, eccentriche e colorate.

Il profilo ha fatto il suo debutto nel 2013 ed è nato dalla mente di Dana Cohen, una ragazza di San Francisco appassionata di vestiti vintage. Labeltime è una sorta di raccoglitore di tutte le etichette che Dana torva girando per mercatini. 

Nella nostra gallery ne trovi una selezione! 

labeltime labels | Collater.al
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Labeltime, il profilo IG che raccoglie le etichette vintage
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Labeltime, il profilo IG che raccoglie le etichette vintage
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La Brexit illustrata da Christoph Niemann

La Brexit illustrata da Christoph Niemann

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Sembra che i Paesi membri dell’Unione Europea non siano riusciti ad arrivare a un accordo neanche questa volta, così la decisione sul tipo di rinvio di Brexit è stata spostata ancora. Più passa il tempo più la situazione sembra complicarsi e stare dietro a tutte le novità risulta parecchio difficile. Per non parlare di chi, ignaro fino ad ora di quel che sta succedendo, cerca di approcciarsi all’argomento per la prima volta. Diciamolo, ci vorrebbe uno schemino. 

È proprio per questo che il New York Times ha chiamato Christoph Niemann, uno degli illustratori più conosciuti e rinomati dei nostri giorni, per affidargli l’arduo compito di descrivere l’attuale situazione dell’Unione Europea attraverso le immagini. 

Nasce così The Illustrated Guide to Brexit (La Guida illustrata alla Brexit), in cui Christoph unisce fotografie e schizzi, accompagnati da brevi didascalie che ripercorrono la storia della Brexit, creando interessanti collegamenti con altre situazioni attuali come quella tra l’Inghilterra e l’Irlanda, ma anche con eventi passati, come le vicende che portarono alla nascita della Chiesa Anglicana. 

Il lavoro di Christoph Niemann dimostra, ancora una volta, come l’arte possa diventare lo strumento perfetto per interpretare il nostro tempo e renderlo accessibile a tutti. 

Qui sotto trovate alcune delle sue illustrazioni, per la Guida completa andate sul sito del New York Times

Christoph Niemann Brexit | Collater.al 2
Christoph Niemann Brexit | Collater.al 2
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Christoph Niemann Brexit | Collater.al 2
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Christoph Niemann Brexit | Collater.al 2
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La Brexit illustrata da Christoph Niemann
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La Brexit illustrata da Christoph Niemann
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Charlotte Edey e le sue illustrazioni surreali

Charlotte Edey e le sue illustrazioni surreali

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Lei si chiama Charlotte Edey ed è un’illustratrice e artista londinese i cui lavori hanno catturato la nostra attenzione. Guardando i suoi lavori si può vedere fin da subito che gli elementi che coesistono nelle sue illustrazioni sono molteplici e studiando più attentamente le sue opere si capisce che nessuno di essi risulterebbe così perfetto senza gli altri.  

I colori tenui e sulle sfumature del rosa danno vita a scenari surreali in cui le forme geometriche e spigolose delle architetture si sposano con quelle morbide del paesaggio. Non passa inosservata la citazione a Esher: spesso incontriamo delle scale che partono dal nulla e arrivano al nulla, che trapassano i diversi livelli e creano un senso di movimento. 

I disegni di Charlotte Edey non vivono solo sulla carta, ma vengono realizzati anche su differenti supporti dalla ceramica al cemento, diventando anche degli arazzi, scoprine una selezione nella nostra gallery. 

Charlotte Edey | Collater.al
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Return to the Real, la mostra di Doug Aitken

Return to the Real, la mostra di Doug Aitken

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Non molto tempo f abbiamo parlato di Doug Aitken in occasione dell’installazione Don’t Forget to Breathe realizzata in California con la collaborazione di RYOT. Oggi torniamo a parlarne perché l’artista, seguendo sempre lo stile dell’opera precedente è in mostra alla Galleria Victoria Miro di Londra con Return to the Real

All’interno della mostra, visitabile fino al 20 dicembre 2019, il pubblico si interfaccerà con due installazioni, All Doors Open e Inside Out con le quali Doug Aitken cerca di esplorare i rapporti tra gli uomini, ma anche tra l’uomo e il mondo che lo circonda, in perenne mutamento. 

Nella prima torna una figura umana in resina opacizzata e illuminate con luci a LED blu – come avevamo già visto in Don’t Forget to Breathe – accasciata su un tavolo. Gli unici elementi da cui è circondata sono oggetti di uso quotidiano, come l’immancabile smartphone, una ciotola piena di frutta o una busta della spesa. 

La seconda installazione si compone di una figura femminile realizzata in marmo zebrino che prende vita grazie a una serie di specchi, di luci rosa e blu. In entrambe le opere, l’aspetto sonoro ha un ruolo fondamentale e riesce a dare vita alle sculture. 

Return to the Real di Doug Aitken è il ritratto della contemporaneità, di un mondo in cui il confine tra virtuale e reale è sempre più sottile e impercettibile.

Return to the Real la mostra di Doug Aitken | Collater.al
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Return to the Real, la mostra di Doug Aitken
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