L’artista Jenny Sabin ha realizzato l’installazione Ada in collaborazione con la ricerca Microsoft per il campus Redmond di Washington.
Il padiglione è il perfetto connubio tra innovazione, architettura e scienza ed è anche per questo che ha preso il nome del matematico inglese Ada Lovelace, considerato uno dei primi programmatori di computer.
L’esperienza, totalmente immersiva, è resa tangibile tramite la conversione in luce e colori di dati personali. Dati che non sono altro che espressioni, sensazioni nascoste ed emozioni raccolte tramite una rete di sensori e telecamere collocata in tutto l’edificio, trasferita poi sulla struttura leggera a maglia di componenti tubolari.
Il risultato è uno spazio in cui protagonisti sono curiosità, meraviglia e scambio collettivo di emozioni.
Testo di Giordana Bonanno.








