Style Ricordare Walter Albini nel modo giusto
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Ricordare Walter Albini nel modo giusto

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Anna Frattini

Walter Albini – importantissimo ma allo stesso tempo dimenticato da molti – rimane una delle figure più interessanti della storia del ready-to-wear italiano. Il suo modo di vivere la moda e nella moda ci ricordano come si muove un vero creativo in mezzo a ciò che ama. Una riflessione che continuiamo a fare da quando proprio ieri, 22 ottobre, siamo stati a CityLife Anteo per la proiezione del corto inedito “Dietro l’immagine: Walter Albini e la fotografia di moda” a cui è seguita una talk sullo stilista italiano e sul suo lascito.

In questa occasione non solo abbiamo avuto la fortuna di incontrare alcuni dei collaboratori più stretti di Albini ma anche Carla Sozzani, Emmanuele C. Randazzo (Direttore della Fondazione Gian Paolo Barbieri) insieme a Federico Poletti e Arianna Sarti. I racconti e le storie raccontate da chi ha vissuto gli anni ’70 insieme ad Albini – momento d’oro per lo stilista – ci hanno permesso di mettere in prospettiva l’influenza di un creativo che ha collaborato con fotografi del calibro di Fiorenzo Niccoli e Maria Vittoria Backhaus.

«Quando siamo tornati da un viaggio in India Walter aveva portato una grande quantità di abiti da cui ha poi sviluppato una collezione indiana per Trell e per la foto abbiamo creato una montagna di stracci su cui stava seduto come un idolo indiano con un fiore in testa. Per lui era importante inventare un racconto con una visione sempre all’avanguardia» racconta Maria Vittoria Backhaus nel cortometraggio ricordando uno degli scatti più belli (e sicuramente attuali) realizzati insieme a Walter Albini.

Non solo la Backhaus ma anche la testimonianza di Randazzo che attraverso i ricordi di Gian Paolo Barbieri parla attraverso i ricordi del fotografo: «in quegli anni la creatività partiva dai due soggetti lo stilista e il fotografo che lavoravano insieme per dare forma a straordinari progetti. La collaborazione tra Gian Paolo Barbieri e Walter Albini parte già dal 1969 con un bellissimo editoriale per Vogue, poi nel 1971 con la sua prima sfilata Albini mette insieme design e industria facendo nascere il prêt-à-porter italiano, mentre Gian Paolo lo racconta con le sue campagne, promuovendo la nascita del Made in Italy nel mondo».

Questo tipo di testimonianze aiutano anche i più giovani a riflettere sulla storia di questo personaggio piuttosto dimenticato dal mondo della moda. Quello che rimane – le fotografie, i disegni e i vestiti – si andranno quindi a unire al cortometraggio rimanendo nella memoria di tutti anche grazie a “Walter Albini. Il talento, lo stilista”, la mostra al Museo del Tessuto di Prato che ha aperto la strada alla divulgazione sulla storia dello stilista. Il tutto, contribuisce a rendere giustizia alla questione aiutandoci a ricordare Walter Albini nel modo giusto, anche grazie ai ricordi e alle riflessioni di chi lo ha accompagnato nel decennio più importante della sua breve carriera.

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Scritto da Anna Frattini

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