Ci sono artisti che osservano il mondo da prospettive inattese, capaci di fermare il tempo attraverso un punto di vista singolare. Walter Larteri è uno di questi. Le sue illustrazioni sono come piccoli viaggi silenziosi che partono dal basso per salire, senza fretta, lungo i profili degli edifici, scivolando tra superfici, curve, vetrate, torrette, geometrie e sogni. Guardare una sua illustrazione è come ritrovare un momento di sospensione, dove l’architettura smette di essere solo costruzione e diventa emozione.
Larteri lavora con un linguaggio semplice e pulito. I suoi edifici, che siano grattacieli postmoderni, palazzi liberty, moschee moresche o centri culturali contemporanei, vengono tradotti in volumi essenziali, scolpiti dalla luce, accesi dal colore. E soprattutto, sono sempre visti dal basso. Quella scelta prospettica così costante e radicale è quasi un manifesto: ci invita a tornare bambini, a guardare il mondo con meraviglia, col naso all’insù.


La sua palette cromatica non è mai banale. I blu elettrici e profondi, i rossi terrosi, i rosa pop, i turchesi vibranti: ogni tono è scelto con cura per evocare una sensazione più che per riportare la realtà. In questo modo, Walter non ci mostra l’architettura così com’è, ma come la sente, come la ricorda, come vorrebbe che la ricordassimo anche noi. Le sue illustrazioni sono istantanee emotive, memorie lucide di forme e strutture, luoghi forse visti, forse solo sognati.
C’è una precisione tecnica nel suo tratto, ma anche una dolcezza. E forse è questo equilibrio che colpisce più di tutto: il rigore dell’architettura unito alla delicatezza dell’illustrazione.


I suoi artwork formano ormai una sorta di atlante dell’architettura globale: dal Lloyd’s Building di Londra alla Casa Vicens di Barcellona, fino alle curve futuristiche di Azabudai Hills a Tokyo. Ciò che spicca è un amore per i dettagli, per le forme e per le linee.
Forse guardando le illustrazioni di Walter Larteri impereremo a guardare gli edifici che ci circondano e che viviamo ogni giorno in un modo diverso.





