Carhartt WIP e Salomon si incrociano di nuovo con una seconda collaborazione che rafforza i valori emersi già al primo incontro: funzionalità, resistenza e una visione del design che non accetta compromessi quando si parla di performance. Al centro del progetto c’è la X-ALP, silhouette storica di Salomon riletta attraverso il linguaggio tecnico e urbano di Carhartt WIP, capace di muoversi con naturalezza tra outdoor e contesto cittadino.


Il risultato è una scarpa progettata per adattarsi a qualsiasi ambiente, costruita a partire da anni di esperienza condivisa nel progettare prodotti pensati per durare. La tomaia combina pelle dalla grana robusta e inserti in suede, mentre i dettagli camouflage introducono una tensione visiva che rompe la neutralità tecnica del modello senza snaturarne l’identità. È un equilibrio calibrato tra estetica e funzione, dove ogni elemento risponde a una logica precisa.

Dal punto di vista delle prestazioni, la X-ALP resta fedele al DNA Salomon: protezione rinforzata sulla punta, tessuto ripstop, sistema Sensifit™ per una calzata stabile e una suola Contagrip® pensata per garantire aderenza e comfort anche nelle condizioni più imprevedibili. Una scarpa che nasce per resistere, ma che parla anche a chi cerca un design consapevole, lontano dall’idea di prodotto puramente performativo.


A completare il progetto, una campagna visiva diretta da Bailey Marklew che si muove su un registro quasi narrativo. Ambientata in un avamposto remoto segnato da anomalie elettromagnetiche e distorsioni gravitazionali, la storia segue un gruppo di ricercatori alle prese con una presenza invisibile, percepibile solo attraverso filamenti in movimento. Un immaginario sospeso tra fantascienza e tensione psicologica che amplifica il carattere resistente e quasi “survivor” della collaborazione.

Disponibile a partire dal 18 dicembre, la X-ALP Carhartt WIP si inserisce in modo naturale nel dialogo continuo tra workwear, cultura urbana e performance tecnica che entrambe le realtà portano avanti da anni. Un progetto che non cerca l’effetto wow, ma costruisce il proprio impatto attraverso coerenza, materiali solidi e una visione chiara di cosa significhi oggi progettare oggetti destinati a essere vissuti, non solo indossati.
