Nel 2015, quando l’artista e illustratrice Yansu Wang si trasferì in Italia per studiare, ricevette in dono un quaderno che conteneva una mappa di Milano. Da quel momento nacque l’idea di creare un vero e proprio Junk Journal: un diario visivo fatto di collage, assemblando materiali di recupero che raccontano la sua vita quotidiana e che vedremo in It’s all Paperwork – una mostra pensata per gli spazi di Galleria Numero 51, a Milano. Tra i vari elementi che compongono queste pagine si trovano scontrini, volantini, biglietti, istruzioni, involucri di caramelle e persino appunti scritti su pezzi di carta.


L’esposizione presenta una selezione dei suoi libri pop-up, accanto a nuove opere realizzate in collaborazione con Pineider, marchio italiano che ha messo a disposizione carte pregiate e quaderni esclusivi per i suoi ultimi lavori.

La tecnica del collage e la Cina
Sebbene in Occidente il collage sia associato a movimenti artistici del XX secolo come Cubismo, Futurismo, Dadaismo e Pop Art, anche in Cina vanta una tradizione antica. Qui la carta, inventata intorno al 200 a.C., fu utilizzata come supporto creativo già dal X secolo. In particolare, nel XIX secolo prese piede lo stile delle composizioni Bapo, conosciute come “Otto Frammenti” – caratterizzate da strati di testi calligrafici, frammenti di lettere e simboli ricchi di significati nascosti. Queste opere, che combinano elementi diversi per creare immagini evocative, erano considerate una forma d’arte autonoma, distante dalla pittura e dalla calligrafia classica.

Ispirata da questa tradizione, Yansu Wang sperimenta nuove modalità espressive, unendo frammenti della sua quotidianità a simboli e parole. I suoi collage – intrecciando passato e presente, cultura orientale e occidentale – trasformano oggetti ordinari in potenti strumenti narrativi, creando una riflessione sull’identità, la memoria e il valore simbolico delle cose semplici.



La mostra diventa così un viaggio tra mondi e tradizioni, dove l’arte del collage si rivela una forma espressiva senza tempo e in continua evoluzione. In mostra dal 29 gennaio fino al 16 marzo 2025 da Galleria Numero 51 a Milano.

