«Ci sono due ricordi molto forti che mi rimarranno impressi per tutta la vita», racconta l‘artista Veronica Barbato (1981, Caserta), «l’odore del tossico e il materasso bruciato dalle sigarette». Con queste poche parole delinea lo scenario del progetto Tua sorella, il più importante della sua vita. Tua sorella racconta di Mary, la sorella di Veronica che a soli ventitré anni si è tolta la vita dopo un periodo di tossicodipendenza. Con un’estrema delicatezza, Barbato ricerca nella morte, nella sua crudeltà e nel suo dolore, un aspetto eterno, che possa donare dignità e memoria a Mary. «Adesso Mary non è più un nessuno, ma la sorella di tanti», dice Veronica, che ha portato la sua immagine sui muri delle città. Il progetto nasce infatti in strada ed è sempre stato esposto lì. «Ho lanciato una campagna di comunicazione mediante affissioni per rendere Mary un’icona. Testimoniando il ruolo fondamentale dell’arte nel definire la percezione. Una mostra fotografica in continuo movimento».

L’opera di Veronica Barbato nasce dall’incontro tra il collage, la fotografia e l’arte visuale. I ricordi, fatti di lettere, fotografie, documenti sono manipolati dall’artista che aggiunge colori sgargianti, in riferimento agli effetti allucinogeni, e glitter che descrivono la falsa illusione delle droghe. Quello che Barbato riassume è un periodo, gli anni Ottanta, caratterizzati dalla lotta armata e dall’eroina. Così che Mary possa diventare la sorella perduta di una generazione.

Veronica Barbato (1981, Caserta) è un’artista Partenopea che vive a Lugano. Ha una formazione teatrale che le regala l’aspetto performativo. Un’altra componente fondamentale per la sua arte è la danza contemporanea che ha direzionato la sua ricerca verso l’unione tra performance e arte. Ha un Master in Fotografia con Mustafa Sabbagh, conseguito allo Spazio Labó di Bologna.







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