Dall’Inghilterra all’Australia, dall’Italia all’Olanda, sono centinaia i campetti da basket nel mondo che ogni anno vengono trasformati da artisti, illustratori e street artist in opere d’arte a cielo aperto. Noi ne abbiamo selezionati 10 che ci hanno fatto impazzire! (Recupera la parte 1 qui!)
Lakwena Maciver – Mount Park, Morecambe, Inghilterra
Colori vibranti e testo come elemento visivo: il campetto di Morecambe è tutto quello che ci si aspetta da Lakwena Maciver, artista londinese che da anni porta nei luoghi pubblici messaggi di speranza e liberazione. Geometrie pixel-art si scontrano con pattern tessili in un’esplosione cromatica che sembra impossibile da contenere dentro le righe bianche del campo.


Wall Design – Martin, Slovacchia
Un progetto di riqualificazione urbana che è anche un manifesto sull’inclusività. Il risultato visto dall’alto è un collage di forme geometriche, cerchi concentrici e linee cardiografiche che sembrano misurare il battito del quartiere.


Andrea Bergart – Inez Nash Park, Toledo, Ohio
Bloom Rising è il nome di questo progetto, e il titolo dice tutto: il campetto perfe la sua forma per trovare una tutta nuova, che arriva a cambiare anche il concetto di canestro. Andrea Bergart, artista del Queens con un background tra pittura, moda e arte pubblica, ha trasformato l’Inez Nash Park in qualcosa che sembra uscito da un sogno.


ArtCourts – Clyde North, Melbourne, Australia
Rosa, giallo, arancio e farfalle: il campetto a Clyde North è uno di quelli che ti fanno venire voglia di essere bambino un’altra volta. ArtCourts, collettivo australiano specializzato in playground artistici, ha costruito un’opera che sfora oltre i bordi del campo, invadendo i percorsi e le aree circostanti. Un parco che è anche una galleria, pensato per essere esplorato più che solo attraversato.


William LaChance – Ardmore, Oklahoma
Ardmore Art Court è una collezione privata, ma si comporta come un’opera pubblica: il campetto progettato da William LaChance per l’Oklahoma ha la complessità di un dipinto su tela, con forme organiche, piani di colore sovrapposti e una composizione che regge sia da terra che dall’alto.


Tia Monson, Chloe Kelly, Jazelle Bustos, Anthony Marinucci – “The Slab”, Pueblo, Colorado
Inaugurato nell’estate del 2025 e premiato con lo Starburst Award 2026, “The Slab” è un progetto collettivo che ha restituito vita a un campetto storico aperto nel 1954. Quattro artisti locali, quattro campi adiacenti, quattro mondi diversi che si giocano fianco a fianco.

Truly Design Crew – Saluzzo, Piemonte, Italia
La Rosa Bianca è il campetto che il collettivo torinese Truly Design ha realizzato per la città di Saluzzo, nel Piemonte profondo. Un giocatore di basket che scatta in attacco, reso con uno stile illustrativo pulito e cinematografico, si staglia su un campo verde acqua affiancato da un’enorme rete da canestro disegnata sul pavimento. Elegante, preciso, con uno spirito da poster anni Ottanta che non stanca mai.


Swishh Dreams – Candyland Park, Longwood, Florida
Il nome del progetto è Candyland, e l’immagine spiega tutto: due campi trasformati in un gigantesco gioco da tavolo, con serpenti colorati, personaggi animati, caselle “Start” e “Dreams” al posto delle linee laterali. Swishh Dreams è un’organizzazione no-profit della Florida che usa il basket come strumento di riscatto per le comunità, e questo campetto ne è la sintesi perfetta: un posto dove si gioca davvero, ma dove ogni rimbalzo sembra parte di una storia più grande.


Joram Roukes & Shon Price – Hoofddorp, Amsterdam
Sotto le rotte di atterraggio dell’aeroporto di Amsterdam, Joram Roukes e Shon Price hanno dipinto un campetto che è anche un saluto: Have A Nice Flight, recita il testo gigante al centro del campo, rivolto agli aerei di passaggio e a chi si ferma a giocare. Una figura ibrida, metà giocatore di basket, metà skater, occupa tutta la lunghezza del campo su uno sfondo rosa acceso.


Nine in the Paint – Via Dezza, Milano, Italia
Il campo di via Dezza non è solo un campo dipinto: è un memoriale. Nine in the Paint ha progettato e realizzato quest’opera in ricordo di Alessandro Meszely, scegliendo il girasole come simbolo centrale: un fiore che guarda sempre verso l’alto, circondato da forme geometriche che sembrano danzargli attorno in un vortice di blu, giallo e fucsia. Il campo si chiama ufficialmente “Campo il Girasole”: uno di quei posti dove sport, arte e memoria diventano la stessa cosa.


