Art La rivalutazione del femminile in Adelisa Selimbašić
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La rivalutazione del femminile in Adelisa Selimbašić

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Giorgia Massari

Roma, è un caldo pomeriggio di dicembre, in una strada semi desolata cammina una donna dall’aspetto eccentrico: i suoi capelli di un fucsia intenso svolazzano nell’aria e il suo bomber dello stesso colore quasi acceca lo sguardo. Il suo viso è truccato, le sue unghie sono lunghe e fluorescenti. La giovane artista Adelisa Selimbašić (1996) ne è ammaliata, la rincorre e le chiede di poterle fare una foto. Queste sono le persone che ispirano l’arte dell’artista italo-bosniaca, questi sono i protagonisti delle sue opere ad olio su tela. Persone comuni, che possiamo facilmente incontrare nella nostra quotidianità, forse nostri amici e parenti, colleghi o conoscenti, o perché no, proprio noi. Ciò che Adelisa ricerca sono i dettagli che tentiamo di nascondere e di sopperire attraverso un maglione più largo, uno strato pesante di fondotinta o, ancor di più, di cancellare e di smussare tramite filtri o app “miracolose”. Allo stesso modo, l’artista ricerca particolari estrosi, come piercing, capelli e unghie colorate, mostrati con fierezza da chi li porta, ma spesso criticati, additati e bisbigliati dalle molte voci giudicanti, che si pronunciano dall’alto del loro standard ideale di compostezza. 

Adelisa Selimbašić
 | Collater.al

Adelisa Selimbašić, attraverso un linguaggio colorato ed ironico, tenta di creare un universo in cui il senso di inadeguatezza, a cui siamo invece abituati, non trova posto. Il taglio fotografico scelto dall’artista riprende il formato tipico delle piattaforme social in cui si vengono a creare i nostri ideali di bellezza. La scelta della finestra prospettica crea un senso di famigliarità che agevola l’avvicinamento alle opere e alle figure rappresentate, di cui spesso non è visibile il volto. In questo modo non viene individuata una specifica identità, ma trovano spazio molteplici soggettività. I corpi vengono ritratti in una dimensione onirica, come se si trattasse di ninfe, la cui spensieratezza viene esaltata dai colori vivaci ed eterei.

Adelisa Selimbašić
 | Collater.al

La necessità dell’artista di rappresentare quelle che sono considerate le “diversità” e le “ambiguità” nasce dalla sua storia personale. Adelisa Selimbašić cresce in Bosnia, Paese di cui racconta le difficoltà nell’accettare ciò che esce dalle righe della tradizionalità. Dove spesso anche uno smalto troppo acceso può destare scalpore. Collater.al l’ha incontrata per capire meglio come si è sviluppata la sua ricerca e quali siano state le evoluzioni che ha intrapreso nella sua produzione pittorica. 

Parlando degli albori del suo percorso, lei stessa ci racconta come il suo timore iniziale nell’esprimersi in totale libertà, venga poi superato anche grazie alla sua famiglia, la quale comprende le opere e le accoglie con entusiasmo, dimostrandole che il messaggio che decide con coraggio di comunicare agli altri è carico di una forza speciale. Lei stessa ci racconta: “La loro comprensione mi ha motivata, mi ha fatto capire che il lavoro dell’artista è quello di potenziare la percezione sensibile di ciò che lo circonda, che tutti abbiamo ma che l’artista ha coraggio di mostrare. Negli anni mi sono poi resa conto che ciò che mostro nei miei lavori non è qualcun altro ma sono io, è qualcosa che è dentro di me, che scelgo di condividere, trasmettendo agli altri coraggio ed energia e, allo stesso tempo, la consapevolezza di non essere soli.” 

Adelisa Selimbašić
 | Collater.al

La sua produzione artistica inizia con tele medio-piccole, focalizzate sul corpo della donna e i suoi particolari, giocando al tempo stesso con scene di vita quotidiana che innescano negli spettatori una certa malizia. “Nella mia vita ho imparato a conoscere le menti misogine e maschiliste della nostra società profondamente patriarcale, infatti, lo step successivo è stato quello di prendere atto di questa conoscenza e di iniziare a prendermi gioco delle associazioni sessuali che anche la mente della persona che si ritiene puritana, ha dentro di sé. Posso rappresentare con totale innocenza una ragazza che mangia un gelato, ma so per certo che chiunque la leggerà con malizia, alludendo alla sessualità. Questo aspetto mi diverte e ha l’intenzione di portare le persone a prenderne atto, accettarlo e poterne ridere.”

Attraverso la ricerca e le diverse residenze artistiche che svolge, Adelisa sviluppa una nuova consapevolezza e una crescita intellettuale che segna un’evoluzione: non è più solo il corpo della donna ad essere rappresentato, ma, piuttosto, la femminilità in senso ampio. Anche la pittura stessa si amplia: le linee di contorno diventano sempre più leggere e i colori sempre più dissoluti, raggiungendo una sorta di astrazione. A proposito di questo, l’artista ci spiega: “Sono giunta oggi ad un’astrazione del processo creativo, in cui mi dimentico del soggetto e mi concentro più sulla superficie. Ad esempio, quando dipingo una coscia non penso più alla coscia stessa, ma la interpreto come un elemento che abita uno spazio, mi concentro sulla pelle nella sua totalità. I miei quadri rimangono figurativi ma il processo è affrontato in maniera astratta. Il corpo subisce una scomposizione, i contorni sono sempre meno pesanti e tutto diventa più disteso.”

La figura di Adelisa Selimbašić nel panorama artistico si fa carico di tematiche che necessitano di un continuo dialogo, con un linguaggio che non risulta polemico, ma, anzi, che viene trasmesso attraverso la bellezza ed è contenuto in una dimensione protetta: quella culturale.

Courtesy by Adelisa Selimbašić and Ipercubo Gallery

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Scritto da Giorgia Massari

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