Art “Aitho in vetrina”, una mostra itinerante per le strade di Catania
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“Aitho in vetrina”, una mostra itinerante per le strade di Catania

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Emanuele D'Angelo
Aitho | Collater.al

La pandemia ha senza dubbio stravolto la nostra vita e le nostre abitudini, questo ormai purtroppo lo sappiamo e ci abbiamo fatto i conti, anche se ogni giorno sentiamo ripetercelo all’infinito.
Ma per fortuna c’è chi con coraggio prova ad adattarsi, ad andare in un certo senso controcorrente, dando vita a qualcosa di unico, chiaramente nel pieno rispetto delle regole.

Per rispondere alla mancanza di stimoli culturali causati dall’emergenza Covid-19, Aitho Entertainment, grazie al supporto di Tomarchio, Testa Conserve, Mercati Generali e Ustep, si propone di portare opere di giovani artisti siciliani in giro per le vetrine di ristoranti, bar e attività commerciali di Catania.

“Ad un anno dall’inizio della pandemia, la voglia di tornare nei musei e di riempirsi nuovamente gli occhi di bellezza ci ha portate a ideare, realizzare, allestire e infine dare alla luce ‘Aitho in vetrina’: una mostra urbana che prende vita sulle vetrine di negozi, bar e ristoranti del centro di Catania. Un’iniziativa che ci ha permesso non solo di mettere insieme realtà diversissime e giovani artisti siciliani con vari linguaggi espressivi che tanto supportiamo e ammiriamo, ma anche di regalare qualcosa alla nostra comunità” – Noemi & Giulia.”

Come molti altri settori, quello dell’arte a causa della pandemia è stato messo davvero a dura prova, ma non per questo deve fermarsi.
Iniziative come queste rappresentano un’antidoto, una via di fuga per farci dimenticare almeno per un attimo, la situazione con cui tutti noi da un anno a questa parte conviviamo.

Il progetto è stato realizzato e curato da Noemi Di Nunzio e Giulia Testa, che hanno ideato una mostra itinerante per le strade della città etnea, divisa in tre percorsi differenti.
“Aitho in vetrina” propone dunque di unire quelle realtà che oggi non attraversano un buon periodo all’arte, in modo da superare insieme questo momento e creare nuove sinergie in città, soprattutto per il futuro.
Gli artisti coinvolti sono: “Acquatonica Studio, Andrea Aloisi, Claudio Majorana, Cuore Tropicale, Dario Torrisi, Fabrizio Scarpignato, Gianluca Normanno, Glauco Canalis, Gummy Gue, Iacopo Costanzo, Martina Greco, Matteo Guarnaccia, Monica Alletto, Nadia Ruju e Roberta Castorina.”

Proprio con loro due, Noemi Di Nunzio e Giulia Testa, abbiamo fatto quattro chiacchiere per farci spiegare com’è nata “Aitho in vetrina” e quali sono i suoi obiettivi.


Partendo dal principio, come abbiamo ampiamente ribadito anche in articoli passati, la musica ma in generale l’arte e la cultura e tutti i campi che esse abbracciano non dovrebbero mai fermarsi, ma anzi dovrebbero essere quasi un motore di rinascita.
È chiaro che “Aitho in vetrina” è nata a causa (purtroppo) della pandemia, ma da dove arriva la vostra idea di una mostra itinerante?

Negli eventi realizzati da Aitho Entertainment, fin dalla sua nascita è sempre stata presente una mostra per valorizzare ed esaltare il talento dei giovani artisti locali emergenti.
Alcuni degli artisti che hanno preso parte ad “Aitho in vetrina” hanno già esposto molte delle loro opere durante gli eventi passati. È una cosa intrinseca in Aitho che nasce dalla volontà di mettere insieme ogni linguaggio artistico che si tratti di arte, cultura o musica.
Tutto è nato spontaneamente sia perché banalmente ci mancava e ci manca poter andare nei musei, sia perché entrambe condividiamo questa passione per l’arte.
Poi abbiamo visto iniziative simili anche in altre città, mentre nella nostra città era tutto fermo, per cui abbiamo pensato di farci sentire anche noi e non rimanere ferme.
Forse dovremmo ripartire da questo, da questo tipo di iniziative, siamo un paese pieno di risorse e di beni culturali, ma a volte la cultura viene messa un po’ in secondo piano.
Io ad esempio vivo a Londra (Noemi) e vedo che lì loro commercializzano e sfruttano ogni singola cosa che hanno e pensando all’Italia mi ripeto spesso che se facessimo un pizzico di ciò che fa l’Inghilterra “voleremmo” più di loro.
Ultimo motivo ma non per questo meno importante, tutto nasce anche dalla voglia di rivedere cose belle e sentirci parte nuovamente di una comunità, dopo aver passato un anno chiusi in casa e vedendo sempre le stesse persone, passando la maggior parte del tempo con gli occhi fissi sullo schermo del computer per lavorare o guardare un film.

Aitho | Collater.al
Acquatonica

Con “Aitho in vetrina” avete unito delle realtà in crisi, dando visibilità oltre che ad artisti emergenti anche ad uno dei settori più colpiti dalla pandemia, come quello della ristorazione. Ma nonostante questo non vi siete dimenticati anche di un altro problema purtroppo anche questo molto importante, come quello dell’ambiente. Un aspetto che non avete sottovalutato anzi, ogni percorso infatti è pensato e realizzato per essere visitato a piedi, grazie anche al fondamentale apporto della start-up Ustep.
Per cui dentro la mostra indirettamente o meno è presente anche il tema della sostenibilità.

I percorsi sono stati pensati proprio per passeggiare, per vivere nuovamente la città. L’escamotage è stato proprio questo, anche se la Sicilia dovesse passare in zona rossa una delle poche cose consentite sarà passeggiare.
Per cui abbiamo costruito e diviso tutto in percorsi. Il bello del progetto è anche questo, aver saputo coinvolgere diverse realtà della città, unendoci e stringendo i denti insieme, sentendoci tutti parte di una comunità, a partire dai ragazzi di Ustep che hanno sposato la nostra iniziativa e ospitato i percorsi nella loro app. Poi grazie anche a Martino Greco che ha anche disegnato la mappa dei percorsi rendendo visibile tutto.

Aitho | Collater.al
Glauco Canalis

L’ultima domanda invece è riservata a quelle persone che sono i protagonisti di “Aitho in vetrina”, ovvero gli artisti. Qual è stato il processo di selezione?

A noi piace pensare ad Aitho come a una futura agenzia dove ci siano vari artisti, che sia una rete di connessione tra artisti, musicisti e quindi diciamo che in questo momento con questa iniziativa tutto ha preso forma. Molti artisti hanno già infatti esposto da Aitho come Cuore Tropicale e Martino Greco, o Iacopo Costanzo con i suoi allestimenti, poi abbiamo anche fatto una open call attraverso i nostri canali social e da lì abbiamo selezionato qualcuno. Nella mostra poi non c’è una vera e propria tematica, tranne che per la fotografia, perché l’idea era di restare liberi da ogni cosa e non rimanere intrappolati e proprio per questo ci sono anche artisti tutti diversi tra loro come fotografi, illustratori e designer.
E quindi per lasciare una libertà espressiva a tutti non abbiamo dato una tematica, per cui la selezione è stata puramente estetica.
Come detto, l’unica tematica presente riguarda la fotografia con il contributo di 
di Glauco Canalis, che ha curato l’aspetto fotografico intitolato “Occhi sulla città” e che si estende su buona parte del secondo percorso.
Ogni fotografo ha messo in mostra una foto della città catturata dal suo personale punto di vista.
Una sorta di ritorno, per restituire alla città uno sguardo dal punto di diversi fotografi. Quindi potrete trovare le foto della scogliera di Claudio Majorana, o il quartiere San Berillo fotografato dallo stesso Glauco Canalis o di Roberta Castorina che ha immortalato l’altra zona marittima della città (La playa).

Photo credits: Gianluca Normanno & Aitho Entertainment

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Scritto da Emanuele D'Angelo
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