Con un taglio fotografico e uno sguardo molto ravvicinato, il pittore francese Alexis Ralaivao (1991) è in grado di annullare le distanze tra i soggetti delle sue opere ad olio e gli spettatori. I dettagli corporei diventano i protagonisti delle sue enormi tele. Un orecchio, una mano che sorregge una forchetta, un ciondolo che oscilla sopra un décolleté, una pancia nuda. I corpi ultra-vicini sembrano quasi uscire dalla tela, diventando tangibili e reali. Possono essere sfiorati, annusati, percepiti. Lo spettatore è involontariamente portato a stabilire una connessione intima con il soggetto, seppur non vedendone il volto. I gesti semplici e quotidiani conducono lo spettatore in un viaggio empatico, che gli permette di avvicinarsi. Ed ecco che la pittura figurativa olandese da cui l’artista trae ispirazione, diventa qui “accessibile”. Non più qualcosa da cui essere spaventati, quasi sopraffatti ma un momento per distendersi, abbandonarsi alla delicatezza.


Alexis Ralaivao traduce la quotidianità e la semplicità dei gesti in momenti eterni, sospesi nel tempo. Calma e leggerezza sono evocate dalle tinte pastello e dalle sfumature delicate, racchiudendo le tele in una dimensione onirica. La scelta dei soggetti di etnia mista, essendo lui stesso, e il taglio fotografico preso in prestito soprattutto dai social, permettono ad Alexis di dare uno sguardo contemporaneo a quella che è una delle tecniche più tradizionali ed antiche, il figurativo. I confini tra la tradizionalità e la contemporaneità vengono spezzati, “Nella ritrattistica classica c’è una distanza tra il pubblico e la persona rappresentata. Io voglio cancellare questa distanza“, dichiara Ralaivao.
Così momenti effimeri e semplici, che nel mondo dei social sparirebbero dopo poche ore, diventano cristallizzati per sempre in una dimensione che non vuol essere magica o surreale, ma tende piuttosto ad un’inclusione e ad un abbattimento dei confini.







Courtesy Alexis Ralaivao
