Amazon Prime Video: le migliori uscite di gennaio 2020

Amazon Prime Video: le migliori uscite di gennaio 2020

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Art

Dopo i vari successi del 2019, Amazon Prime Video vuole migliorarsi e offrire per il prossimo anno un servizio streaming più completo e che possa accontentare ogni genere di utente. Per questo motivo il catalogo si amplierà, sia per le serie TV sia per i film. Ecco quello che non dovete assolutamente perdervi a gennaio!

Star Trek: il 2020 inizia nella maniera più nerd possibile con l’uscita di tutti i capitoli della saga cinematografica. Amazon Prime video mette a disposizione i film: Star Trek, Star Trek II – L’ira di Khan, Star Trek III – Alla ricerca di Spock, Star Trek V: L’ultima frontiera, Rotta verso l’ignoto e, infine, Star Trek – L’insurrezione. Saranno disponibili sulla piattaforma da mercoledì 1 gennaio.

I Goonies: in concomitanza con Star Trek, nello stesso giorno, verrà reso disponibile sulla piattaforma streaming il film cult degli anni ’80 di Richard Donner. Dopo il ritorno nelle sale cinematografiche per tre giorni – Lunedì 9, martedì 10 e mercoledì 11 dicembre 2019 -, anche Amazon Prime Video ripropone I Goonies.

Treadstone: per quanto riguarda le serie in uscita a gennaio, la prima riguarderà un action thriller e arriverà in Italia in esclusiva da martedì 10 gennaio, data in cui saranno disponibili tutti gli episodi della prima stagione. La serie è basata e connessa ai film della saga di Bourne, ed esplora la storia dell’Operazione Treadstone, il programma di operazioni segrete sotto copertura della CIA che utilizza la modifica dei comportamenti per trasformare alcune reclute in assassini dalle potenzialità incredibili.

Troop Zero: successivamente si continua con un’esclusiva Amazon Prime Video, un film di Bert & Bertie, con Mckenna Grace e Viola Davis. Ambientato nella Giorgia rurale, una ragazza originale e fantasiosa sogna la vita nello spazio. Quando un concorso le offre la possibilità di entrare a far parte del Golden Record della NASA, lei ingaggia una troop di Birdie Scouts dando origine ad un’amicizia che durerà tutta la vita. Il film si potrà vedere da martedì 17 gennaio.

Star Trek Picard: Sir Patrick Stewart torna nei panni del capitano Picard, su Amazon, su questo gennaio. La serie è stata presentata durante la scorsa edizione del Lucca Comics & Games 2019, ed è stata accolta con grandissimo entusiasmo. La serie sarà disponibile da martedì 24 gennaio.

Ted Bundy: Falling For a Killer, la serie: nel 2019, nelle sale cinematografiche, abbiamo visto il film sulla storia del serial killer Ted Bundy, interpretato da Zac Efron – sì, lo stesso che a 10 anni ci ha rubato il cuore nei panni di Troy Bolton. Nel 2020 uscirà la docs-serie e sarà disponibile da martedì 31 gennaio.

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2000-2019: Gli ultimi vent’anni visti al cinema

2000-2019: Gli ultimi vent’anni visti al cinema

Giulia Guido · 2 mesi fa · Art

20 anni, 20 film. 

Possiamo affermare che dal 2000 a oggi il cinema ha subito e vissuto una vera e propria rivoluzione. La continua e inarrestabile evoluzione delle tecnologie ha aperto vie inesplorate, dando vita a film con effetti speciali mai visti prima, stimolando registi e sceneggiatori a sviluppare storie sempre più contorte e macchinose. Però, spiccano e resistono anche storie più lineari, in cui la vita quotidiana diventa qualcosa di straordinario e da celebrare. 

La nostra non vuole essere la classifica dei migliori film usciti in questi vent’anni, ma quella dei film che hanno cambiato l’idea di cinema e che hanno segnato, anche in maniera lieve, la vita di chi, questo ventennio lo ha vissuto dall’inizio alla fine. 

2000: Il gladiatore

Sono passati vent’anni eppure nessuno si è dimenticato della celebre frase recitata da Russel Crowe: Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa… E avrò la mia vendetta, in questa vita o nell’altra.
Oltre alla storia, all’interpretazione di Crowe e un giovanissimo Joaquin Phoenix, di questo film sono indimenticabili le musiche firmate da Hans Zimmer. 

2001: Harry Potter e la pietra filosofale 

Mi sono sempre chiesta se prima del 2001 i bambini credessero nella magia. Di sicuro dopo sì. È proprio in quest’anno che il laghetto più famoso della storia fa il suo debutto nei cinema, raccogliendo aspiranti Grifondoro da tutte le parti del mondo.  

2002: Il pianista 

Credo sia impresso nella mente di tutti noi il volto di Adrien Brody nei panni di Władysław Szpilman. Il racconto della Seconda Guerra Mondiale di Polanski si compone sia delle immagini sia delle musiche e riesce a entrarci dentro. 
Il pianista è uno di quei film che da guardare assolutamente, da cui non si può prescindere. 

2003: Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re

Si chiude nel 2003 una delle saghe fantasy più celebri di sempre e lo fa con il botto, portandosi a casa ben 11 statuette agli Oscar di quell’anno, raggiungendo così film come Titanic e Ben Hur. 
Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re è un vero capolavoro, un piccolo Tesoro!

2004: Il castello errante di Howl

Non possiamo parlare dei film degli ultimi vent’anni senza citare Miyazaki e lo Studio Ghibli. Il regista giapponese è riuscito a portare i suoi film d’animazione in tutti i cinema del mondo, rappresentando una vera rivoluzione in ambito cinematografico. 
Per chi non avesse mai visto un film dello Studio Ghibli il consiglio è quello di non fermarsi all’apparenza: non sono cartoni animati come quelli a cui siamo abituati, sono poesie illustrate. 

2005: Batman Begins

Quello di Nolan è il Batman che gli anni 2000 meritavano, e anche quello di cui avevano bisogno. Credo non ci sia altro da aggiungere. 

2006: The Queen 

A quasi 10 anni dalla morte di Lady D, il regista inglese Peter Morgan decide di raccontare la scomparsa della Principessa del Popolo in modo inedito, ovvero visto dagli occhi della Regina Elisabetta, interpretata magistralmente da Helen Mirren. 
Trasformare un fatto di cronaca di questo calibro in un film da Oscar non era impresa per niente facile. 

2007: Non è un paese per vecchi 

Che cinema sarebbe senza i fratelli Coen. È difficile scegliere un solo film firmato Joel e Ethan, ma alla fine sappiamo tutti che vince sempre Non è un paese per vecchi, acclamato dalla critica mondiale (e anche da noi). 

2008: The Millionaire 

Vincitore di ben 8 premi Oscar, the Millionaire ci ha fatto piangere, ridere e sognare. Il famoso quiz televisivo diventa il pretesto per raccontare una storia molto più ampia quella di Jamal Malik, ruolo che ha il vanto di aver lanciato a livello internazionale Dev Patel. 

2009: Avatar 

Avatar è uno di quei film che ha diviso il pubblico, tra chi lo considera un capolavoro e chi continua a sostenere che “se non fosse stato il primo film in 3D non avrebbe avuto lo stesso successo”.
Fatto sta che rimarrà per sempre nella storia del cinema e che tutti lo abbiamo visto e “solo” per questo merito un posto d’onore tra i film dell’ultimo ventennio. 

2010: Inception

Dopo Batman Begins, torniamo a parlare di Nolan con IL film per eccellenza. Il regista gioca con il mezzo cinematografico, con la concezione di tempo e di spazio, e lo fa con un cast d’eccezione. 
Inception è uno di quei film che tutti hanno visto almeno tre volte, anche perché è impossibile capirlo tutto al primo colpo.  

2011: The Artist 

Nel 2011 realizzare un film muto e in bianco e nero può essere un totale fallimento o un capolavoro. The Artist rientra senza alcun dubbio in quest’ultima categoria, segnando un cambio di rotta, ma anche una presa di posizione contro i sempre maggiori film d’azione. 

2012: Il lato positivo 

La coppia Bradley Cooper-Jennifer Lawrence fa il suo debutto sul grande schermo in un film dolce-amaro. Veniamo catapultati in una situazione quesi surreale caratterizzata da un mix di emozioni e personalità differenti. 
Il modo di raccontare del regista e sceneggiatore David O. Russell, vero, crudo e senza filtri, ci lascia letteralmente senza parole. 

2013: La grande bellezza 

È il momento di essere un po’ patriottici e quale miglior modo se non con il film italiano che ha vinto l’Oscar come miglior film straniero. Da sempre Sorrentino riesce a dividere il pubblico, ma la perfezione de La grande bellezza è insindacabile e forse ha contribuito a riabilitare l’immagine del cinema italiano all’estero. 

2014: Birdman 

Se non lo avete mai visto, recuperate. Se lo avete visto allora sapete già perché è in questa lista. Birdman racchiude il talento di un regista come Iñárritu, la capacità di un cast in cui brillano Michael Keaton, Emma Stone e Edward Norton, e l’utilizzo di una tecnica perfetta. 

2015: Inside Out 

Nel campo dell’animazione, grazie alle migliorie tecniche che hanno caratterizzato quest’ultimo ventennio, si sono fatti passi da gigante, trasformando un genere dedicato ai più piccoli in un genere adatto a tutti, dando vita ai sempre più chiacchierati film d’animazione per adulti, di cui Inside Out è il capostipite. 

2016: Arrival 

Del 2016 avremmo potuto citare altri film, ma abbiamo scelto Arrival per due motivi. Innanzitutto, perché affronta il tema dell’invasione aliena in modo inedito e originale, lontano anni luce dai film fantascientifici a cui siamo abituati. In secondo luogo perché rappresenta un piccolo capolavoro per quanto riguarda la sceneggiatura: la narrazione non segue uno svolgimento lineare, ma il passato si accavalla con il presente e il futuro, svelandosi nella sua interezza soltanto alla fine. 

2017: Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il 2017 ha visto l’uscita di parecchi film degni di nota, ma bisognava fare una scelta. Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha il pregio di essere riuscito, al contrario di molti altri, ad accontentare sia la critica sia il grande pubblico, diventando presto il film più chiacchierato dell’anno. 

2018: Green Book 

Due uomini con tutte le loro contraddizioni e debolezze e l’America razziale. Green Book è la storia di un’amicizia improbabile e della vittoria dell’umanità sui pregiudizi, della giustizia sulle disparità. È una storia che sembra appartenere a un altro secolo, ma non lo è. 

2019: Avengers: Endgame  

In un anno in cui sono usciti film come The Irishman, Joker, Storia di un matrimonio e tanti altri noi andiamo controcorrente, cercando di dare uno spunto per una riflessione più ampia, citando Avengers: Endgame, non perché pensiamo essere il film migliore dell’anno, il più bello o quello fatto meglio, ma semplicemente perché pensiamo rispecchi l’anno che ci accingiamo a salutare. 
Un film in cui non vediamo il bene trionfare sul male, ma in cui la trama e l’eroe principale si sacrificano per permettere agli altri eroi secondari, alle sempre più avanzate tecnologie e a un’intera industria cinematografica di continuare a vivere. 

2000-2019: Gli ultimi vent’anni visti al cinema
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Best of 2019 – Installation

Best of 2019 – Installation

Giulia Guido · 2 mesi fa · Art

Da quelle realizzate con i neon a quelle che prendono di mira i monumenti delle città, quelle che si scagliano contro il cambiamento climatico arrivando a quelle che giocano con la natura. Quest’anno le installazioni hanno invaso i musei, le strade e gli spazi pubblici, rivediamo le migliori!

Contact, l’installazione che porta il mare in una stanza 

Il collettivo giapponese 目【】, composto da Haruka Kojin, dal regista Kenji Minamigawa e dal direttore di produzione Hirofumi Masui, è riuscito a chiudere in una stanza del Mori Art Museum un pezzo di mare.
Sembra proprio che con le sue increspature, l’onda si scagli contro le pareti e torni verso lo spettatore.

L’Arc de Triomphe impacchettato di Christo, in arrivo nel 2020

Qualche mese fa Christo, il famoso duo composto da Christo Javachev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon, ha svelato la prossima opera in arrivo a settembre 2020 a Parigi. Gli artisti, infatti, impacchetteranno niente meno che l’Arc de Triomphe. Noi non vediamo l’ora!

Megaliths in the Bath House Ruins, l’installazione di teamLab

Nella nostra personale classifica non poteva mancare un’installazione firmata da teamLab. L’opera in questione si intitola Megaliths in the Bath House Ruins e prevede degli enormi blocchi simili a megaliti fuoriuscire dal pavimento e occupare quasi tutto lo spazio di un luogo abbandonato. La particolarità è che su ogni megalite sono proiettati interi cicli di vita dei fiori, da quando sbocciano a quando perdono i petali e muoiono.

Edoardo Tresoldi presenta Gharfa

Passiamo ora a uno degli artisti italiani che ammiriamo in particolar modo. Quest’anno Edoardo Tresoldi ha presentato Studio Studio Studio, una nuova realtà interdisciplinare. La prima opera nata da questo contesto è stata Gharfa, realizzata grazie alla collaborazione con Alberonero, Max Magaldi e Matteo Foschi. Si tratta di un padiglione esperienzale, un’installazione da visitare e da scoprire fino al suo cuore.

Alex Chinneck e le sue cerniere arrivano a Milano

Tra le installazione che hanno animato Milano durante la Design Week quella che ha fatto più scalpore è stata quella di Alex Chinneck, che ha portato nella città meneghina le sue famose cerniere giganti con cui spoglia le facciate dei palazzi.

Teetertotter Wall, il confine Usa-Messico abbattuto da delle altalene rosa

Il Teetertotter Wall è una di quelle installazioni di cui ci piace parlare, perché mostra come attraverso l’arte si possano unire culture e abbattere muri. L’opera è un’altalena che spunta per metà in Messico e per metà negli Stati Uniti e che riesce a unire due paesi e due culture.

FOREST – The Unending Attraction of Nature, l’installazione che trasforma uno stadio in una foresta

Partendo dall’idea che molto presto diverse specie di piante e di alberi diventeranno qualcosa di raro da vedere e che probabilmente l’unico modo per goderne la bellezza sarà racchiuderle tutte in parchi appositi, l’artista Klaus Littman, con l’aiuto dell’architetto Enzo Enea, ha progettato e realizzato FOREST – The Unending Attraction of Nature, un’installazione all’interno dello stadio Wörthersee di Klagenfurt, in Austria, che celebra la natura in tutto il suo splendore. 

Londra e la casa che galleggia nel Tamigi 

A Londra, lo scorso ottobre, è apparsa nel bel mezzo del Tamigi una tipica casa inglese in miniatura che galleggia nei pressi del Tower Bridge.
Questa rappresenta un’attivazione proposta da Extinction Rebellion contro i cambiamenti climatici e l’attenzione verso l’innalzamento del livello del mare. 

Pronti per andare sulla Luna? Museum of the Moon arriva a Milano

Prende il nome di Museum of the Moon, l’istallazione progettata e realizzata da Luke Jerram che consiste in una riproduzione in scala 1:500.00 della Luna. Quest’anno ne abbiamo parlato perché è arrivata anche a Milano, illuminando per due settimane la piscina Cozzi.

Robert Montgomery, brevi poesie fatte di neon

Chiudiamo con Robert Montgomery, uno di quegli artisti che si serve della potenza della parola per produrre arte concettuale, scrivendo brevi poesie su enormi cartelloni composti da scritte al neon. Tramite la sua pratica artistico-concettuale, l’artista arriva a sviluppare l’opera su vari livelli: quello del messaggio, quello del linguaggio e quello dell’armonia con il contesto circostante.

Best of 2019 – Installation
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Santiago Sierra cattura lo smog su 52 tele

Santiago Sierra cattura lo smog su 52 tele

Giulia Guido · 2 mesi fa · Art

Da sempre, Santiago Sierra realizza lavori che fondono alla perfezione produzione artistica e produzione industriale. Nonostante il loro minimalismo, le opere di Sierra lo hanno reso celebre perché sempre strettamente legate a temi caldi e usate come mezzo di denuncia del capitalismo. 

Questo legame tra arte e attualità si riconferma nella sua ultima produzione “52 Canvas Exposed to Mexico City’s Air”, in mostra al LABOR di Città del Messico fino alla fine di gennaio 2020. 

La mostra si compone di 52 tele – tutte sui toni del grigio – esposte in ordine cromatico dalla più chiara alla più scura. L’aspetto affascinante è che per colorare le tele bianche Santiago Sierra non ha utilizzato nessuna vernice, ma ha sfruttato lo smog della capitale Messicana, una delle città più inquinate al mondo. 

Più di un anno fa, l’artista ha laccato tutte le 52 tele e le ha posizionate in diversi punti della città; ogni settimana Sierra ha smontato una tela, ottenendo così all’inizio delle tele di un bianco sporco, finendo con l’ultima praticamente nera. Facendo attenzione e avvicinandosi alle opere, si possono inoltre notare residui di polvere e peli depositatesi sulla lacca. 

Prima di esporre il risultato finale al LABOR, Santiago Sierra ha fatto analizzare il materiale catturato dalle tele, scoprendo la presenza di particelle di materiali pesanti e batterei responsabili di malattie come la congiuntivite, complicazioni respiratorie e sfoghi cutanei. 

Nonostante l’arte riesca a trasformare uno degli aspetti più negativi della nostra contemporaneità in un’opera, qui Santiago Sierra va oltre la ricerca estetica – che, in ogni caso, non manca – e attraverso le sue 52 tele denuncia palesemente la politica attuale e il poco interessamento alle problematiche ambientali. 

Credits: 52 CANVASES EXPOSED TO THE AIR OF MEXICO CITY. Labor Gallery, Mexico City, Mexico. November 2019. Courtesy of Studio Santiago Sierra

Santiago Sierra cattura lo smog su 52 tele
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Il design moderno della Chiesa del Buon Ladrone

Il design moderno della Chiesa del Buon Ladrone

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Art

Solitamente, quando pensiamo a come è fatta una chiesa, la prima cosa che ci viene in mente è qualcosa di strutturato, pieno di statue dei diversi martiri e quadri. Un ambiente piuttosto complesso. Bene, toglietevi dalla testa questa immagine e date il benvenuto a una nuova, quella della Chiesa del Buon Ladrone, una chiesa che unisce il design moderno con la spiritualità situata nei dintorni di Bologna. Questa è stata progettata da un gruppo di studi di architettura del territorio tra cui INOUTarchitettura, LAMBER + LAMBER e LADO Architetti.

Il progetto, guidato dalla comunità, vuole essere uno spazio sacro, riconoscibile e inclusivo senza rinunciare ovviamente al simbolismo. L’edificio prende spunto dall’immagine archetipica di una chiesa, rispecchiandone fedelmente l’essenza e cercando un’architettura priva di pietà. Le facciate della chiesa sono bianche ed evocano il marmo dell’architettura classica senza togliere alcunché alla modesta geometria dell’edificio. Il perimetro è costituito da pareti che si piegano e si staccano l’una dall’altra, evolvendosi in ampie aperture che consentono la presenza di due punti di accesso all’aula principale, oltre all’ingresso primario.

Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20
Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20
Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20

All’intero della Chiesa del Buon Ladrone sono presenti delle nicchie incassate nelle pareti le quali ospitano il battistero, la cappella dei giorni feriali e l’area del coro. Le panche sono disposte nello spazio formando un semicerchio intorno all’altare, evocando un abbraccio. Tutti gli elementi di culto, come l’altare e la facciata battesimale, sono realizzati in pietra selenite, materiale locale dei colli bolognesi.

I pavimenti sono composti da legno e completano la tavolozza dei materiali naturali. All’esterno della Chiesa del Buon Ladrone sono presenti altri due edifici parrocchiali che sono disposti all’interno di cortile alberato che ha la funzione di fare da filtro da e verso l’ambiente urbano. Inoltre è presente anche un tetto spiovente che collega la chiesa a uno degli edifici e funge da giardino pensile comunitario, sottolineando ulteriormente il legame della chiesa con il contesto urbano.

Il concetto di liberazione e di redenzione è un elemento cardine di questa struttura e viene ancor più rafforzato dal coinvolgimento diretto dei detenuti, nella fase di costruzione, del carcere La Dozza di Bologna, i quali, al termine della pena e dopo un periodo di formazione, hanno contribuito allo sviluppo del progetto.

Chiesa del Buon Perdono | Collater.al 20
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Il design moderno della Chiesa del Buon Ladrone
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