Andy Leek installerà per tre mesi le sue opere a King’s Cross

Andy Leek installerà per tre mesi le sue opere a King’s Cross

Emanuele D'Angelo · 2 giorni fa · Art

Il noto street artist Andy Leek, per celebrare la riapertura dei negozi e delle attività in Inghilterra, per i prossimi mesi estivi porterà la sua arte a King’s Cross, un’area situata tra il borgo di Camden e quello di Islington, nella città di Londra.

All’artista è stata data carta bianca, potrà colorare e ravvivare King’s Cross a suo piacimento per tre mesi, come una tela. Creerà una serie in evoluzione di opere d’arte pubblica che diffonderanno ottimismo, con l’intento di regalare un po’ di positività alla nazione quando uscirà definitivamente dal lockdown.

La prima installazione di Andy Leek sul posto, intitolata This Much, si ispira alle linee guida di distanziamento sociale che tutti noi abbiamo seguito negli ultimi mesi. Spuntando in tutta la tenuta, This Much prende la forma di 28 braccia tese con messaggi di speranza e amore tra di loro.

“Per tutti questi mesi sono stati due metri di paura, solitudine e pericolo. Li trasformo in due metri di speranza, positività e umorismo”. Siamo rimasti tutti separati per prenderci cura l’uno dell’altro, per tenere al sicuro non solo i nostri cari, ma anche gli estranei che non abbiamo mai incontrato. È così facile dare le cose per scontate fino a quando non le perdiamo, quindi è bello aggrapparsi a quella sensazione di quanto ci mancavano i nostri cari come se si trattasse di tornare a una certa normalità”.

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Le architetture surreali di Doug John Miller

Le architetture surreali di Doug John Miller

Giulia Guido · 1 giorno fa · Art

Quelle di Doug John Miller non sono illustrazioni da sfogliare velocemente e con noncuranza, sono illustrazioni in cui bisogna perdersi, da avvicinare agli occhi per poter catturare anche il più piccolo dettaglio. 

Doug John Miller è un architetto londinese, laureato nel 2015 alla Bartlett School of Architecture, che nel tempo libero si dedica alla sua seconda passione, l’illustrazione, senza mai dimenticare il suo lavoro. 

Utilizzando i programmi per la progettazione e integrandoli con Photoshop e Illustrator, Doug dà vita a mondi in cui l’architettura è la vera protagonista. Edifici futuristici dalle forme impossibili, giardini chiusi sviluppati su livelli che si intrecciano all’infinito, case costruite le une sulle altre. Tutto ciò che l’architetto inglese illustra sarebbe impossibile da costruire nel mondo reale, ma più trascorriamo il tempo a seguire le rampe di scale, a cogliere ogni elemento d’arredo, a scoprire dove porta una strada, più pensiamo che il mondo che ci circonda dovrebbe essere come quello disegnato da Doug John Miller. 

Ogni tavola è composta da talmente tanti particolari che sembra in grado di raccontarci una storia intera, diventando delle narrazioni illustrate. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni lavori di Doug, ma per scoprirli tutti visitate il suo sito e seguitelo su Instagram

Le architetture surreali di Doug John Miller
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Le architetture surreali di Doug John Miller
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L’affresco di Amaury Dubois in una Chiesa di Châtelaillon-Plage

L’affresco di Amaury Dubois in una Chiesa di Châtelaillon-Plage

Giulia Pacciardi · 1 giorno fa · Art

Realizzata all’interno della Chiesa di Sainte-Madeleine di Châtelaillon-Plage, comune francese che affaccia sul mare, l’ultimo lavoro dell’artista Amaury Dubois si è guadagnata il titolo di uno degli affreschi più grandi mai realizzati all’interno di una chiesa francese.

L’opera, inserita in un contesto di restauro dell’intero edificio, è stata creata ad hoc per rispettare la dimensione spirituale della Chiesa, ma anche per rispecchiare l’anima marittima e solare della particolare località in cui si trova.

I soggetti di Dubois, infatti, sono simboli che si possono ricollegare ad entrambe le realtà, le ammalianti onde del mare che caratterizzano il soffitto sono piene di lische di pesce, che ricordano l’oceano, ma anche uno dei simboli della cristianità.

I colori utilizzati dall’artista per rappresentare la natura sono caldi e la luce che penetra dalle vetrate sembra portare in vita tutti gli elementi da lui realizzati con precisione e grandissima attenzione al dettaglio.

Dubois ha portato a compimento il lavoro in soli due mesi, nonostante abbia deciso di farlo solo, completamente a mano e con soli 5 pennelli, riuscendo a raggiungere l’obiettivo di creare un murale che sembra prendere ogni vita ad ogni passo.

L’affresco di Amaury Dubois in una Chiesa di Châtelaillon-Plage
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I dipinti senza volto di Markus Åkesson

I dipinti senza volto di Markus Åkesson

Emanuele D'Angelo · 13 ore fa · Art

Markus Åkesson è un pittore neofigurativo, i suoi lavori sono stati esposti in gallerie e istituzioni a Parigi, Berlino, Bruxelles, Londra, Vilnius e Stoccolma. Vive e lavora a Pukeberg a Nybro, in Svezia, la sua casa e il suo studio sono immersi nel bosco dove è libero di esplorare motivi che mettono in relazione l’uomo con la natura e la natura con il mondo inedito.

Nell’ultimo periodo ha dato vita a un’estensione della sua serie “Now You See Me”. L’artista svedese ha avvolto i suoi soggetti in sete e rasi dal disegno elaborato, lasciando visibile solo l’impressione dei loro volti, arti e torsi.

I suoi ultimi dipinti continuano la sua esplorazione della ripetizione e delle sensazioni inquietanti evocate dall’essere avvolti in un tessuto. Coprendo completamente i suoi modelli, essi “sono diventati un segreto“, raccontando una storia all’interno del modello stesso, come una sotto-narrativa nel dipinto.

I pezzi di Markus Åkesson iniziano con il disegno dei tradizionali motivi floreali che vengono stampati sui tessuti in gran parte non sagomati. L’artista avvolge poi le modelle nei tessuti prima di posare i soggetti per gli scomodi ritratti.

I dipinti senza volto di Markus Åkesson
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I dipinti senza volto di Markus Åkesson
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Money Must Be Made, banconote false a Venezia

Money Must Be Made, banconote false a Venezia

Emanuele D'Angelo · 12 ore fa · Art, Art

Money Must Be Made è il progetto di una rete che raccoglie alcuni dei principali studi grafici che operano a Venezia e l’unica tipografia industriale rimasta attiva in Centro Storico. Il progetto nasce come una provocazione: sono stati ideati, realizzati e distribuiti soldi falsi, otto diverse banconote d’autore, per porre l’accento su un problema reale, ovvero sulla possibilità di creare ricchezza a Venezia investendo sulla cultura.

Money Must Be Made è il grido di allarme di una Venezia alternativa che, attraverso il proprio lavoro, non si rassegna ad un’immagine stereotipata di città, priva di futuro e in balia di incontrollati flussi turistici. Da anni infatti, è presente a Venezia una comunità di lavoratori e lavoratrici attivi perlopiù nel mondo della grafica e dell’editoria, ultimi eredi di una secolare tradizione. Un tessuto creativo e produttivo in grado di creare lavoro di altissima qualità, troppo spesso non adeguatamente conosciuto e valorizzato pur all’interno della ristretta dimensione veneziana.

Il titolo del progetto è stato preso in prestito da un libro del 2017 di Lorenzo Vitturi, fotografo veneziano di fama internazionale. Il libro è stato stampato a Venezia, progettato da uno studio con sede a Venezia, distribuito in tutto il mondo.

Con queste banconote si vuole ripensare al lavoro creativo come uno degli elementi fondanti di una comunità e di una città desiderosa di costruire un’alternativa. È un invito a guardare con più attenzione quanto di buono già si produce e si progetta in città.

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