Art Perché Anish Kapoor ha rivoluzionato l’idea di scultura?
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Perché Anish Kapoor ha rivoluzionato l’idea di scultura?

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Giorgia Massari

La risposta la si può trovare a Palazzo Strozzi, che da domani 7 ottobre inaugura la mostra Untrue Unreal del maestro Anish Kapoor. Molto spesso l’artista ha definito se stesso «un pittore che è uno scultore» forse per via della sua ossessione verso i pigmenti, tanto da aver comprato il diritto di esclusiva d’uso del vantablack, un particolare pigmento di nero che assorbe il 99,96% della luce. Il suo linguaggio visivo è unico. Il colore in Kapoor non è solo tonalità o materia, ma diventa un fenomeno immersivo e illusorio allo stesso tempo. Pittura, scultura e forme architettoniche dialogano tra loro per indagare il concetto di spazio e di tempo, riflettendo in particolare sui dualismi come corpo e mente, natura e artificio. Il titolo di questa mostra, curata da Arturo Galansino, suggerisce da subito l’intenzione di Kapoor: mescolare l’irreale e l’inverosimile modificando o addirittura negando agli spettatori la “normale” percezione della realtà. Ma scopriamo di più su questa mostra al quanto destabilizzante.

Varcato l’ingresso di Palazzo Strozzi, ci si trova davanti a un’opera site-specific gigantesca. Un enorme padiglione bianco posizionato al centro del cortile e accessibile a tutti anche senza ticket. All’interno del Void Pavillion VIII sono posizionate tre ampie forme rettangolari vuote, realizzate con il vantablack. Fin da subito lo spettatore è portato ad avvicinarsi, a immergersi in questo vuoto ma, soprattutto, ad interrogarsi sulla profondità dei rettangoli che appaiono piatti. Questo è il lietmotiv dell’intera mostra. Un costante invito da parte di Kapoor ad avvicinarsi, ricercando la verità dietro l’illusione da lui magistralmente creata. La sfida è quella di ricercare la verità oltre le apparenze, in un mondo in cui “la realtà sembra sempre più sfuggente e manipolabile”. A questo proposito, lo stesso Kapoor in un dialogo con il curatore Galansino, rafforza oggi più che mai la sua intenzione. «Oserei dire che abbiamo perso il contatto con la realtà umana e con i nostri compagni, compresi i cento milioni che vagano per il pianeta come rifugiati. Tutto questo nel cieco indottrinamento degli ultranazionalisti. Il ruolo degli artisti, secondo me, è quello di guardare all’ignoto o al semisconosciuto. Non ho nulla da dire. La mia verità è confidare in ciò che non conosco o conosco solo in parte. In questo, il non vero/non reale è una guida

Continuando il percorso e visitando le sale della mostra, è chiara la risposta al nostro quesito iniziale, perché Anish Kapoor ha rivoluzionato l’idea di scultura nell’arte contemporanea. Ogni sala, e dunque ogni installazione, vive e si conclude grazie allo spettatore. Lo stesso Kapoor afferma che «il cerchio si conclude solo con lo spettatore». Senza l’esperienza e senza il dialogo con l’individuo, che sperimenta in modo totalmente soggettivo, l’opera non può avere una dimensione universale. O meglio, nelle parole di Kapoor: «Esiste una netta differenza rispetto a quelle opere con soggetto definito, dove significato e contrappunto formano già un cerchio completo

In questo senso, parlando di illusione e disorientamento, è emblematica la sala degli specchi nella quale Vertigo, Mirror e Newborn conducono lo spettatore in una dimensione altra, smentendo le leggi della fisica. Qui più che mai, la tensione verso l’interno è incontrollabile. Ad ogni passo e ad ogni movimento, la realtà continua a subire deformazioni che destabilizzano notevolmente, ricalcando le domande poste dello stesso Kapoor «Dov’è lo spazio reale dell’oggetto? È quello che si sta guardando o è lo spazio al di là di quello che si sta guardando?».

La mostra Untrue Unreal è senz’altro un grande risultato per la città di Firenze e ancor di più per Palazzo Strozzi che, mostra dopo mostra, si riconferma come uno dei luoghi più importanti per l’arte contemporanea a livello internazionale. Il dialogo che la Fondazione ha reso possibile tra Anish Kapoor e lo storico Palazzo e di conseguenza con la città stessa, ha permesso di concludere la conferenza stampa del 5 ottobre con un’affermazione di Kapoor che ha lasciato tutti senza parole. «Sarebbe per me un onore realizzare un’opera pubblica permanente per la città di Firenze.» Non ci resta che vedere se questo accadrà, ma nel frattempo è possibile visitare Untrue Unreal fino al 4 febbraio 2024.

Ph Credits ©ElaBialkowskaOKNOstudio

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Scritto da Giorgia Massari
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