La vernice antivegetativa viene comunemente utilizzata sugli scafi delle vecchie navi per proteggere la superficie rendendola asettica e sterile e impedendo così la crescita di alghe e muffe. L’artista italiano Davide D’Elia si è servito di questo particolare prodotto per la sua installazione intitolata Antivegetativa che esplora l’inesorabile scorrere del tempo sfidando il naturale corso della vita.
L’opera è composta da 19 tele prelevate da mercatini dell’usato, una sedia simbolo di attesa e una boa che indica il limite da non oltrepassare. Le superfici, il pavimento e le pareti dello spazio sono state poi dipinte con la vernice Antivegetativa color blu tiffany. Il risultato è uno spazio senza tempo spaccato a metà, immerso in un abisso che blocca lo scorrere del tempo e ogni tipo di processo naturale. Ciò che resiste al di sopra del colore entra in opposizione con ciò che resta al di sotto della linea antivegetativa tracciata dall’artista.
Nel suo precedente lavoro, Ieri distrattamente mi volsi a considerar altrui memorie (dalle quali mi ritrovai rinvigorito) realizzato nel 2010, l’artista aveva installato dei microrganismi direttamente sulle pareti della galleria Ex Elettrofonica di Roma, mantenendoli in vita utilizzando agenti chimici e monitorando costantemente la temperatura dell’ambiente. Questa volta sperimenta il processo inverso tentando di bloccare la forza vitale della natura.





