L’artista ungherese Bence Hajdu ha re-immaginato famosi dipinti classici cancellando persone e personaggi in modo da lasciare intatta solo l’architettura deserta e silenziosa.


Il lavoro è un risultato dell’interesse di Hajdu per le prospettive pure disegnate nei dipinti classici. Da questa sottrazione viene rivelato un ambiente insolito e spazi prospettici inquietanti. Lo spirito delle opere d’arte è completamente trasformato.
Eliminando la tensione e il caos delle battaglie, la sacralità di un’immagine religiosa, la scena muta, il tono dell’opera è trasfigurato. Il paesaggio diventa precario, l’assenza ci mostra una realtà quasi completamente smaterializzata.
La ricerca di Hajdu può trasformarsi in una riflessione sull’esistenza individuale umana e sul suo carattere precario, in opposizione all’idealismo e al razionalismo filosofico e artistico delle opere che analizza. O anche uno studio sul silenzio come esigenza legata alla crisi della razionalità e di ogni certezza.










Bence Hajdu
