Morgen ist die Frage. (Il domani è la domanda).
Queste le parole dello striscione che sventola sulla facciata del Berghain, storico edificio della scena techno berlinese e uno dei club underground più importanti al mondo. Causa normative riguardanti la pandemia, il locale è rimasto chiuso per qualche mese, ma è notizia di adesso che il Berghain riapre temporaneamente le porte per ospitare la mostra d’arte contemporanea dal titolo “Studio Berlin”. Un’idea volta a ridare vita alla città dopo mesi di silenzio da parte del curatore della fondazione Boros insieme al collezionista Christian Boros.
Tra fotografia, scultura, performance e installazioni multimediali, la mostra sarà composta da opere realizzate durante i mesi di lockdown da ben ottantacinque artisti attivi nella capitale, tra questi compaiono i nomi di Olafur Eliasson, Tacita Dean, Wolfgang Tillmans, Shirin Sabahi, Christine Sun Kim e Sandra Mujinga.



La mostra ha ufficialmente aperto le porte al pubblico il 9 settembre fino a data da destinarsi. I visitatori potranno prenotare una visita guidata e avere la possibilità di attraversare i 3.500 mq del locale, compresi la pista da ballo e il Panorama Bar. Gli incassi saranno devoluti allo stesso nightclub che, come molti altri, ha dovuto affrontare numerose difficoltà dopo lo scoppio della pandemia.

E se te lo stavi chiedendo la risposta è no: non si potranno comunque fare foto al suo interno. La leggendaria politica del locale è dura a morire.
