Biennale di Venezia 54°

Biennale di Venezia 54°

Enrico Zecchini · 9 anni fa · Art, Style

La 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, diretta dalla storica dell’arte e critica Bice Curiger, si è aperta sabato 4 giugno 2011.

Il titolo dell’Esposizione è Illuminazioni e “vuole celebrare il potere dell’intuizione, la possibilità dell‘esperire attraverso il pensiero favorita dall’incontro con l’arte e con la sua capacità di affinare gli strumenti di percezione” – ha sottolineato la Direttrice.
ILLUMInazioni si concentra sulla “luce” generata dall’incontro con l’arte, sull’esperienza illuminante, sulle epifanie derivanti dalla comunicazione reciproca e dalla comprensione intellettuale. Nel titolo risuona anche l’eco dell’età dell’Illuminismo, attestandone la vitale e fondamentale eredità che ci ha lasciato.

La Biennale di Venezia - 54° Esposizione Internazionale d'Arte
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“La Biennale è come una macchina del vento – rivela Paolo Baratta, presidente della Biennale. Ogni due anni, scuote la foresta, scopre verità nascoste, dà forza e luce a nuovi virgulti, mentre pone in diversa prospettiva i rami conosciuti e i tronchi antichi (e quest’anno i tronchi saranno davvero antichi vista l’intenzione della curatrice di aprire con Tintoretto). La Biennale è un grande pellegrinaggio dove nelle opere degli artisti e nel lavoro dei curatori si incontrano le voci del mondo che ci parlano del loro e del nostro futuro. L’arte è qui intesa come attività in continua evoluzione”.

La Biennale di Venezia - 54° Esposizione Internazionale d'Arte
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Dallo spirito nazionalista degli Stati Uniti espresso in atletica e nella guerra simultaneamente, dagli artisti Allora e Calzadilla.

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Alla cinica riflessione sul caso di Christian Boltanski che descrive meccanicamente il ruolo della caso nella nascita e genesi dell’uomo.

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Dall’impossibilta’ di rappresentare la classicità nel nostro tempo narrata dallo svizzero Urs Fischer.

La Biennale di Venezia - 54° Esposizione Internazionale d'Arte
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Allo scenario decadente e post atomico realizzato da Adrian Villar Rojas per il padiglione Argentina.

La Biennale di Venezia - 54° Esposizione Internazionale d'Arte
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Degno di nota e’ il padiglione Italia che, nonostante un allestimento caotico, espone un gran numero di artisti (in gran parte pittori) italiani, giovani e non, e soprattutto denuncia, attraverso l’opera di alcuni di loro (come Gaetano Pesce) il decadere della societa’ italiana odierna e racconta la cronaca mafiosa dalle origini ad oggi.

La Biennale di Venezia - 54° Esposizione Internazionale d'Arte
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54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia

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Le fotografie pittoriche di Langston Bowen

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Photography

Ti sei mai chiesto come sarebbe la realtà se vivessimo tutti in un dipinto Rococò?
Le fotografie di Langston Bowen riescono a far viaggiare la nostra fantasia e sembrano portarci proprio nelle atmosfere eleganti e sognanti di quel periodo.

Guardare i suoi scatti è come entrare in un altro mondo dove si vive a contatto con la natura, se ne rispettano le leggi e si indagano i miti, i segreti e le meraviglie. 

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen | Collater.al

I suoi soggetti sono specialmente donne, queste sono ritratte in paesaggi naturali e sembrano delle divinità celestiali. Ogni sua fotografia è un’opera d’arte e ogni luogo racconta una storia diversa.
Langston riesce a rivelare i dettagli più intimi dei suoi soggetti, il suo è a tutti gli effetti un affresco fotografico, un idillio della figura femminile.

Caratterizzate da una palette colori calda e splendente e da luci morbide e delicate, le fotografie di Langston Bowen sembrano ispirarsi ai dipinti di Jean-Honore Fragonard e ai suoi mondi intimi e graziati.
Il suo lavoro artistico è pura narrazione emotiva.

Guarda qui una selezione dei suoi lavori, seguilo su Instagram e visita il suo sito personale.

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen | Collater.al
Le fotografie pittoriche di Langston Bowen | Collater.al
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Articolo di Federica Cimorelli

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen
Photography
Le fotografie pittoriche di Langston Bowen
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Roeg Cohen, un fotografo intimo e seducente

Roeg Cohen, un fotografo intimo e seducente

Collater.al Contributors · 5 giorni fa · Photography

Le fotografie di Roeg Cohen sono intime e seducenti, parlano di vita, memoria ed eternità. I suoi scatti raccontano gli aspetti più personali dei suoi soggetti, sono immagini ricche ed enigmatiche.

Roeg ha iniziato a fotografare all’età di trent’anni ma il suo livello artistico è tutt’altro che immaturo. La fotografia è lo strumento che usa per esprimersi, racconta tanto di sé quanto di chi si trova dall’altra parte dell’obiettivo, comunica indipendenza, coraggio e audacia.

Ciò che Roeg Cohen sembra avere con i propri soggetti è una connessione intensa e sincera. I protagonisti delle sue fotografie comunicano attraverso il corpo e gli sguardi. Sono immortalati in situazioni diverse ed esprimono sentimenti opposti e complementari: quiete, pace, silenzio ma anche tumulto, tensione e rivolta.

Le sue fotografie evocano sensazioni difficili da esprimere a parole per questo lasciamo parlare le sue immagini.
Guardatene qui una selezione, seguitelo su Instagram e sul suo sito personale.

Articolo di Federica Cimorelli

Roeg Cohen, un fotografo intimo e seducente
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Roeg Cohen, un fotografo intimo e seducente
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InstHunt Special Edition – Hope

InstHunt Special Edition – Hope

Giordana Bonanno · 5 giorni fa · Photography

InstHunt Special Edition è la raccolta fotografica delle vostre migliori foto, ideata per la prima volta seguendo un tema. Ogni mese avrà un titolo dedicato e sarete voi a darle vita attraverso i vostri scatti. 

Il tema di questo mese era “Hope”: durante questo strano periodo che stiamo vivendo, cos’è che ti dà speranza? Tra sorrisi e ricordi abbiamo creato la nostra galleria. Scopri qui sotto le foto migliori e non perderti i prossimi appuntamenti!

Restate connessi e continuate a seguire la nostra pagina Instagram @collateral.photo per scoprire il tema del prossimo numero InstHunt Special Edition. 

Be creative Be part of @collater.al

InstHunt Special Edition – Hope
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“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni

“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni

Giulia Guido · 6 giorni fa · Photography

Quanti giorni dobbiamo restare chiusi in casa mamma? Questa è la domanda che Monia Marchionni si è sentita fare decine e decine di volte da sua figlia di 5 anni durante il lockdown. È la domanda che ci siamo fatti tutti noi, scrutando il mondo silenzioso dalle nostre finestre. È la domanda a cui all’inizio non sapevamo rispondere e che poi, col tempo, è diventata quella a cui non volevamo rispondere. 

I giorni necessari. Questa la risposta di Monia, certamente più sensata di molte altre che abbiamo sentito. 

Monia Marchionni, classe 1981, è una fotografa marchigiana, di Fermo per la precisione. Dopo un diploma all’Accademia di Belle Arti, una laurea in Filosofia, una specializzazione di Storia dell’Arte Contemporanea e un’esperienza lavorativa nell’ambito dell’installazione decide di dedicarsi esclusivamente alla fotografia. 

Fin dai suoi primi lavori, dalla serie fotografica “Never Again the Fog in the Desert” realizzata in Cile e “Fermo Visioni Extra Ordinarie”, Monia ottiene diversi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. 

Oggi, però, vogliamo focalizzarci sul suo ultimo progetto, nato proprio durante la quarantena e che prende il titolo proprio dalla risposta data alla figlia, “I Giorni Necessari”.

Attraverso scatti delicati, presentati volutamente come dittici, Monia Marchionni ci apre le porte di casa sua proprio durante quei 56 giorni che ci sono voluti per far rientrare la situazione

Come quella di tutti noi, anche la vita della fotografa è stata bruscamente cambiata e il mondo esterno è diventato qualcosa da poter solo vedere, mentre l’interno della sua abitazione si è trasformato nel nuovo oggetto di analisi della sua arte. L’occhio, e con esso l’obiettivo, si posano sui familiari, sulle mani e sui visi, cercando di raccontare un lungo periodo di attesa, di noia, di paura, di sacrificio, di morte, ma anche di amore. 

È proprio quest’ultimo infatti, l’amore per le persone care, un amore ritrovato, che traspare più di ogni altra cosa, reso ancora più essenziale dalle privazioni e dal tempo sospeso.

“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni
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“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni
“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni
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