Blood Orange sulle ali di Angel’s Pulse

Blood Orange sulle ali di Angel’s Pulse

Claudia Maddaluno · 7 mesi fa · Music

Lo scorso anno, nel profilo che Lizzy Goodman dedica a Blood Orange sul New York Times, indica Dev Hynes come l’archetipo di un nuovo modello di artista, il cui talento principale è la sua capacità di “assert his identity as an absence of one, to express his creative gifts while committing fully to none of them“. 

Blood Orange, come Donald Glover (pure citato dalla Goodman), ha il dono di saper essere unico, ma allo stesso tempo completamente scindibile in diverse personalità, e per questo così duttile e versatile. Confondibile e inconfondibile in ugual misura. Un talento che gli ha permesso di essere la mano visibile e invisibile di numerosi progetti (per altro diversissimi tra loro) e di crearsi una sua identità quando si è trattato di mettere fuori opere personali come Freetown Sound, Negro Swan o l’ultimo (ma primo) mixtape Angel’s Pulse.

Ancora una volta con questo nuovo progetto, che Hynes definisce come una sorta di epilogo del precedente Negro Swan, ci rendiamo conto di quanto lui sia bravo a esplorare tutte le sue personalità e a convogliarle nelle sue produzioni in maniera tutt’altro che incerta e frammentata.

Quello che voglio dire è che, sebbene Angel’s Pulse nella sua natura di mixtape dia a Blood Orange la possibilità di essere ancor più eclettico e libero di mescolare sulla tavolozza tutte le sue colorate influenze, il prodotto che alla fine ci viene reso ha un’omogeneità compatta e un’identità artistica che, se pure scappa al marchio, sappiamo perfettamente riconoscere.

Gli arrangiamenti e le produzioni dei brani di Angel’s Pulse sono leggeri come piume d’angelo: alcune composizioni richiamano l’R&B degli anni ’90, altre melodie enfatizzate da nostalgici synth ci riportano agli ’80, mentre la scelta dei collaboratori è un altro punto che gioca a favore della randomicità. Toro Y Moi, Arca, Ian Isiah, Tinashe, Joba e Kelsey Lu danno una mano all’artista a sperimentare la forma – non forma del mixtape.

E anche se tutto può sembrare più rilassato, non mancano i temi pesanti che caratterizzano la scrittura di Hynes, solo che nei suoi precedenti album avevano una narrazione più unitaria e intenzionale. Nelle 14 tracce di Angel’s Pulse, Blood Orange è invece libero di volare sulla spinta dei suoi impulsi, passando dal gospel al rap, dalla dance al psych rock in meno di mezz’ora regalandoci un prodotto finito, dalle possibilità infinite.

Blood Orange sulle ali di Angel’s Pulse
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Questi sono i video più belli della settimana

Questi sono i video più belli della settimana

Claudia Maddaluno · 7 mesi fa · Music

Blood Orange – Benzo

Apriamo la rubrica con quello che senza dubbio è il video più bello della settimana. A dirigerlo è lo stesso Devonté Hynes, in arte Blood Orange, che nella clip veste i panni di un violoncellista di corte che suona al cospetto di una Regina nera (Ian Isiah) e di una serie di personaggi grotteschi che popolano questa sfarzosa ambientazione di stampo aristocratico.
Il video, infatti, sembra prendere ispirazione proprio dal film Marie Antoinette di Sofia Coppola.

Beyoncé – Spirit

Beyoncé ha appena pubblicato l’album The Lion King: The Gift che ha interamente prodotto e curato in occasione dell’uscita del remake de Il Re Leone. Spirit è una delle tracce contenute nel disco e, per me, ha già l’Oscar in tasca. Nel video che lo accompagna c’è anche la piccola Blue Ivy che sfila tra dune di sabbia assieme alla madre, mentre tutt’intorno danzano ballerini e colori bellissimi.

(Sandy) Alex G – Hope

Questo video è per tutte le volte che ti sei sentito come un fragile fantoccio di legno.

Cuco – Feelings

Para Mi, il nuovo album di Cuco esce la prossima settimana. Nel video che accompagna Feelings, possiamo vedere cosa frulla nella sua testolina glitchata.

Whitney – Valleys (My Love)

I nostri amatissimi Whitney stanno per tornare con il seguito di Light Upon The Lake. Non vi nascondiamo che le aspettative sono altissime ma, da quel che abbiamo ascoltato fino ad ora, pare non verrano disattese. Valleys (My Love) è una rincuorante conferma, il paesaggio sicuro in cui vorremmo sempre tornare.

Joan Thiele – Le Vacanze

Dove ce ne andiamo in vacanza? Dove vuoi tu, basta che nell’iPod ci mettiamo questa canzone.

Charli XCX & Christine and the Queens – Gone

E ora un po’ di bondage spinto gentilmente offerto da quelle due toste di Charli XCX e Christine and The Queens. Fortuna che c’è la pioggia a tenere bada tutto sto foco.

Twin Peaks – Dance Through It

A settembre arriva anche il quarto album di questa bella band di Chicago e ad anticiparlo c’è Dance Through It, traccia vibrante accompagnata da un video che ci racconta com’è quando si viene accoltellati alle spalle.

mmmonika – unwind me!

estateeeeeeeee (cit.)

Easy Life – Earth

the world is a fucked up place, sometimes it can feel terribly isolating. we are running out of resources and the future is looking pretty bleak. we wrote a song about this feeling and it’s called ‘earth‘”

Vi prego, facciamo in modo che il mondo non diventi mai come in questo video qui.

Questi sono i video più belli della settimana
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5 regali dall’ultimo album di Beyoncé, The Lion King: The Gift

5 regali dall’ultimo album di Beyoncé, The Lion King: The Gift

Claudia Maddaluno · 7 mesi fa · Music

Non avevamo bisogno di un’ulteriore prova dell’enorme talento di Beyoncé, ma il fatto è che ogni volta lei alza l’asticella e noi siamo costretti a rivedere la misura del suo talentometro.

Ci era successo l’ultima volta con Homecoming, il docu-film Netflix sull’esperienza del Beycella attraverso la quale la Queen ci ha dato una lezione ricca e coinvolgente sull’importanza culturale della comunità afroamericana, veicolando il messaggio nello spazio di uno show squisitamente pop.

L’ultimo passo gigante l’ha fatto con l’album The Lion King: The Gift che Beyoncé ha interamente prodotto e curato per accompagnare l’uscita del remake del classico Disney nel quale ha dato la voce a Nala, al fianco di Childish Gambino nel ruolo di Simba.

Il disco conta 27 brani, inframezzati da brevi e suggestivi dialoghi tratti dal film, ed ospita anche un gran numero di artisti mainstream tipo Kendrick Lamar, JAY-Z, Tierra Whack, Childish Gambino, Major Lazer, Pharrell, 070 Shake.
Insomma, tanta, tantissima roba.

L’album continua nel solco tracciato da Homecoming, in termini di orgoglio black, girl power ed esaltazione della bellezza naturale, così come nel raccontare la civiltà africana e il suo patrimonio geografico e culturale.
Beyoncé parla infatti di The Lion King: The Gift come di una “lettera d’amore all’Africa”, un nuovo omaggio alla blackness in cui, anche grazie alla collaborazione di musicisti africani come Wiz Kid, Burna Boy e Tiwa Savage, riusciamo a respirare a pieni polmoni l’intenso profumo della terra d’Africa.

Come si evince dal titolo, quest’album è un dono, anzi, un fiume di doni (per noi, per l’Africa, per Blue Ivy e le generazioni future). Così abbiamo selezionato quelli che per noi sono i momenti migliori che Beyoncé ci regala in questo suo nuovo e importante lavoro.

“MOOD 4 EVA”: il brano con Childish Gambino e JAY-Z

Si apre con il sample di Diaraby Nene della cantante maliana Oumou Sangaré, la traccia che vede Beyoncé al fianco del marito JAY-Z e di Childish Gambino. “MOOD 4 EVA” è prodotta da Just Blaze e Dj Khaled e, per quanto ospiti due nomi di grossa caratura, è sempre Beyoncé a dare il più grande contributo alla traccia.
Su una base afro-beat tropicale e vuvuzela la Queen infiamma il brano con delle barre sostenute in cui ci ricorda chi è (Beyoncé, ma anche Nala, Regina di Saba e madre) mentre JAY-Z e Glover si inseriscono in un mood già precisamente dettato.

Il sogno dell’Oscar

“Spirit”, il primo singolo tratto dall’album, è una canzone da Oscar.
Assolutamente epica, emozionante e piena di tensione, la traccia potrebbe definitivamente consacrare l’artista pop, regalandole la vittoria ai prossimi Academy Awards.
Si tratta dell’unico pezzo della soundtrack del film a non esser stato curato da Elton John ma dalla stessa Beyoncé che assieme a Timothy McKenzie e IIya Salmanzadeh sembra averla scritta proprio per la prestigiosa statuetta.
La coralità fa da tessuto pregnante alla sua voce potente che arriva fino al punto più alto del cielo e ci spalanca tutti gli accessi possibili al Paradiso.

I 12 look nel video di “Spirit”

Il singolo è accompagnato da un video meraviglioso ed evocativo che attraverso una serie di immagini, situazioni e look esalta la bellezza naturale del territorio africano e della sua gente.
Beyoncé è splendida in ognuno dei 12 outfit e delle palette coordinate dalla stylist Zerina Akers, e si amalgama in modo perfetto ai colori dello scenario retrostante. Le linee morbide sono un trionfo di sensualità perché coniugate in uno stile a metà tra il tribale e il lussuoso, l’eccentrico e l’essenziale.

L’incontro tra Africa e Stati Uniti

The Lion King: The Gift fa succedere questa cosa incredibile per cui una delle più grandi star americane rende pop una cultura sottostimata come quella africana.
L’operazione di contatto tra l’Africa e gli Stati Uniti può ricordarci l’esperimento di Black Panther: The Album, soundtrack di un film dai grandi incassi, curata da un gigante del rap (Kendrick Lamar) che chiama a collaborare altri artisti affermati dell’industria musicale per rafforzare la narrazione della blackness.
Con The Lion King di Beyoncé accade più o meno lo stesso e, in più, l’artista affianca alla schiera di artisti mainstream come lo stesso Lamar o i già citati Glover, Pharrell, JAY-Z, numerosi musicisti nigeriani per rendere ancor più autentico il ritratto dell’Africa.

It was important that the music was not only performed by the most interesting and talented artists but also produced by the best African producers. Authenticity and heart were important to me.”

Così il rap e i ritmi tribali, le star della musica statunitense e gli artisti africani, i designer statunitensi e i brand senegalesi si mescolano per parlarci di un’Africa spettacolare, fiera e culturalmente viva.

Il debutto di Blue Ivy

Il suo cameo nel video di “Spirit”, vestita come la madre Bey, ci aveva già fatto impazzire, ma ascoltare il suo debutto ufficiale in una delle tracce dell’album ci ha dato il colpo di grazia definitivo.
Il brano in cui c’è il feat. della piccola Blue Ivy Carter è “Brown Skin Girl” che è chiaramente un inno a tutte le donne dalla pelle nera: “Brown skin girl/ your skin just like pearls/ the best thing in the world / I’d never trade you for anybody else”. Un messaggio importante che, affidato a una bambina di 7 anni, assume il senso di voler passare la lezione alle generazioni future, così come un regno nelle mani del nuovo Re Leone.

5 regali dall’ultimo album di Beyoncé, The Lion King: The Gift
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5 regali dall’ultimo album di Beyoncé, The Lion King: The Gift
5 regali dall’ultimo album di Beyoncé, The Lion King: The Gift
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Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 7 mesi fa · Music

Majid Jordan – Caught Up (feat. Khalid)

Il duo canadese che è sotto etichetta di Drake ha pubblicato un singolo in collaborazione con un altro giovane talento dell’R&B, Khalid, dal titolo Caught Up. Nel video che accompagna la traccia, Majid e Jordan fanno cena con dei semplici tacos e iniziano un’esperienza psichedelica che li mette in contatto con degli alieni. A questo punto è lecito domandarsi cosa fosse quella salsina rosa.

slowthai – Toaster

Dopo aver rilasciato l’album di debutto, slowthai è tornato a casa a Northampton dove ha girato un mini-documentario in cui ci racconta, rappando, un po’ di aneddoti legati alla sua infanzia.

KOTA The Friend – SEDONA

Ogni occasione è buona per ricordarvi che dovete correre ad ascoltare FOTO, l’album di debutto di questo giovanotto qua.

Metronomy – Walking In The Dark

Il nuovo doppio album dei Metronomy (Metronomy Forever) arriva a settembre e Walking In The Dark ne è un assaggio minimale e dopante che ricorda le atmosfere di The Look. Il video del brano è diretto dal leader della band Joe Mount che gioca col greenscreen e le animazioni di Clara Bacou.

Masego: NPR Music Tiny Desk Concert

Venti minuti di puro godimento.

Oh Sees – Heartworm 

Un applauso agli Oh Sees per questo video che mette insieme scene totalmente random che, però, ci tengono incollati allo schermo.

Marvely – Mollami

Chi è Marvely? Un cantante e producer originario del Congo che sa scrivere canzoni dolci come zucchero filato.

Carla dal Forno – Took a Long Time

In questo video ci sono due fiori allo specchio, uno è un fiore vero, l’altro (il più bello) è Carla dal Forno che con questo brano dal tempo rallentatissimo annuncia l’album Look Up Sharp in uscita il 4 ottobre.

Joviale – Taste of the Heavens

Se vuoi sapere che sapore ha il paradiso schiaccia play qui su.

Travis Scott – WAKE UP

Jonah Hill dirige il nuovo video di Travis Scott, Wake Up, in cui l’unico sveglio è lui che si aggira levitando in un’appartamento lussuoso in mezzo a un botto di gente svenuta.

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Ti abbiamo fatto la playlist da portare in spiaggia

Ti abbiamo fatto la playlist da portare in spiaggia

Claudia Maddaluno · 7 mesi fa · Music

Ehi, dove credi di andare senza musica?
Non avrai mica intenzione di partire lasciando a casa i tuoi brani preferiti?
Ecco.

Allora, tutto quello che devi fare è:

  • prendere un paio di cuffiette
  • portare una cassa bluetooth (se ti senti molesto)
  • salvare questa playlist nella tua libreria di Spotify

Dentro ci troverai i brani più freschi usciti nell’ultimo periodo in un bel mix di bossa nova, funk, immancabile reggaeton, rap e R&B vacanziero, che ti faranno compagnia mentre ti spalmi la crema solare, o ti prepari per l’aperitivo in piscina, quando finalmente metterai il cervello off ma le tue orecchie resteranno sempre vigili sulla musica giusta.

Tutto chiaro? Ok.
Sai già cosa fare!
Buone vacanze.

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